14/12/2020, 12.30
PAKISTAN
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Malikpur, 45 famiglie senza cibo e vestiti per l’inverno: per il lockdown delle fabbriche di mattoni

di Shafique Sharif

AsiaNews lancia una campagna di raccolta fondi per il Natale dei disoccupati delle fabbriche di mattoni. Ogni pacco dono contiene: farina, spezie, legumi, olio, zucchero, te, riso e sapone. Con 15 euro si può sostenere una famiglia per 15 giorni.

Faisalabad (AsiaNews) – “A causa del lockdown le fabbriche di mattoni sono chiuse e non possiamo guadagnarci da vivere. I nostri bambini non hanno cibo e nemmeno vestiti per l’inverno”. E’ quanto confida ad AsiaNews Babar Masih, 48 anni, con una famiglia di tre figlie e un bambino di tre anni. Babar ha sempre lavorato nelle fabbriche di mattoni, e così sua moglie e le tre figlie. Ma dall’aprile del 2020, a causa della pandemia, il governo pakistano ha chiuso tutte queste fabbriche e lui, come tanti altri, è rimasto senza lavoro; la sua famiglia non ha più nessun introito.

Nel solo Punjab vi sono circa 10mila fabbriche di mattoni, che assorbono quasi 2 milioni di operai, uomini e donne (e anche bambini). Il 60% di loro sono cristiani, destinati a lavori umili, fra fatiche e sporcizia. Nei primi mesi la disoccupazione li ha spinti a chiedere soldi ai proprietari delle fabbriche, indebitandosi per il futuro.

La loro situazione ha colpito Shafique Sharif, attivista per i diritti umani e collaboratore di AsiaNews. Shafique conosce dall’interno la situazione dei lavoratori nelle fabbriche di mattoni: egli stesso, per pagarsi gli studi, ha lavorato per tre anni come operaio in una di queste fabbriche.

Grazie a qualche aiuto proveniente dall’Italia (in particolare dal Comitato Nazareth), dall’aprile scorso Shafique si prende cura di 20 famiglie di disoccupati, distribuendo ogni mese dei pacchi dono. Ogni pacco contiene farina, spezie, legumi, olio, zucchero, te, riso e sapone. Il loro contenuto è sufficiente per sostenere una piccola famiglia per 15 giorni. La spesa per il sostegno a 20 famiglie è di circa 300 euro: 15 euro per famiglia. Naturalmente, il numero di famiglie che chiedono aiuto aumenta ogni giorno e al presente sono divenute 45.  

Davanti a questa situazione e ai bisogni così essenziali di questi nostri fratelli e sorelle, AsiaNews ha deciso di lanciare la campagna  “Pakistan: Aiuta i disoccupati delle fabbriche di mattoni”. Il vostro sostegno può essere inviato a:

On line - Via web: tramite carta di credito (Visa, CartaSì, Mastercard, American Express) o Paypal sul sito di AsiaNews (http://www.asianews.it) alla voce “Dona ora”.

Causale: “Campagna AN05 – Pakistan: Aiuta i disoccupati delle fabbriche di mattoni”

 

Bonifico bancario: intestato a Fondazione PIME Onlus 

presso Banca Intesa San Paolo S.p.a. 

IBAN: IT78C0306909606100000169898

Codice identificativo istituto (BIC): BCITITMM 

Causale: “Campagna AN05 – Pakistan: Aiuta i disoccupati delle fabbriche di mattoni”

 

Si prega di mandare sempre una e-mail a uam@pimemilano.com e per conoscenza ad amministrazione@asianews.it di conferma dell'avvenuto bonifico, specificando la causale della donazione, nome, cognome, codice fiscale e indirizzo (dati utili all'emissione del documento valido per la detrazione fiscale).

 

Dal mese di aprile, a causa del lockdown, gli operai delle fabbriche di mattoni sono disoccupati. Da allora, con un gruppo di amici, stiamo aiutando 20-22 famiglie, donando loro ogni mese un pacco con cibo e beni essenziali per la casa. Proprio nei giorni scorsi abbiamo distribuito questi pacchi a 21 famiglie in preparazione al Natale. Ma per quanto cerchiamo di aiutarli, le donazioni che raccogliamo non sono sufficienti. Per questo chiediamo aiuto anche a voi.

Mi sono deciso per questa iniziativa perché sento profondamente il dolore di questi lavoratori delle fabbriche di mattoni. Nel 1997, avevo passato l’esame di ammissione all’università, ma i miei parenti non avevano i soldi per farmi proseguire negli studi. Così sono stato costretto a lavorare anch’io per tre anni come operaio a produrre e trasportare mattoni. In seguito ho continuato a lavorare e a studiare come privato. Ora sono laureato, e sono davvero grato a Gesù Cristo per non aver mai perso la speranza.

Le sfide che questi lavoratori devono affrontare sono enormi. Per questo, durante la pandemia, ho deciso di aiutare almeno gli operai di una di queste fabbriche. Ne ho scelto una a Malikpur (Faisalabad), dove lavoravano 45 famiglie e abbiamo iniziato a raccogliere donazioni per loro. Con i soldi che raccogliamo, riusciamo a sostenere solo 20-22 famiglie di loro; altre 20-25 restano senza aiuti. Quelli già beneficiati ci domandano di aiutare gli altri che non hanno nulla. E ci chiedono anche dei vestiti pesanti: siamo ormai in pieno inverno ed essi non hanno dei vestiti caldi per ripararsi dal freddo.

Per tutto ciò, domando al popolo di Dio, a ogni persona generosa di aiutarci. In tal modo potremo portare un sorriso sul volto di questi nostri fratelli e sorelle e offrire loro la possibilità di celebrare un Natale nella gioia.

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