05/07/2014, 00.00
BAHRAIN - ARABIA SAUDITA
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Manama: esplosione in villaggio sciita, muore agente. Per le autorità sunnite è “terrorismo”

Il poliziotto è deceduto questa mattina all’alba, in seguito alle gravi ferite riportate nell’esplosione avvenuta ieri sera. L’attentato è avvenuto in una zona a maggioranza sciita, poco distante dalla capitale. In Arabia Saudita due membri di al Qaeda si fanno saltare in aria nei pressi di un complesso governativo.

Manama (AsiaNews/Agenzie) - È morto questa mattina poco prima dell'alba il poliziotto rimasto vittima di un'esplosione, di matrice "terrorista", avvenuta nella serata di ieri in un villaggio a maggioranza sciita del Bahrain, piccolo emirato del golfo Persico. In una nota ufficiale il generale Tareq Al-Hassan, capo della sicurezza nazionale, ha riferito che "il poliziotto Mahmoud Farid è deceduto per le gravi ferite riportate" nell'attentato che ha colpito il villaggio di Ekar-Est, area a maggioranza sciita poco distante dalla capitale Manama. Le autorità hanno aperto un'inchiesta per identificare e punire i responsabili, anche se non vi sono ulteriori elementi sugli autori dell'attacco e le ragioni alla base del gesto.  

Il Bahrain, alleato di Washington e sostenuto da Riyadh, è agitato da continue proteste - e ripetuti episodi di violenza - dall'inizio del 2011, quando i primi tumulti delle Primavere arabe hanno iniziato ad attraversare molti Paesi nordafricani e mediorientali. Motore del dissenso è la maggioranza sciita, vittima di sfruttamenti e abusi, che chiede all'élite governativa (di orientamento sunnita) maggiori libertà e riconoscimenti. 

Negli ultimi mesi in Bahrain si sono intensificati gli attacchi contro le forze dell'ordine, considerate vicine al regime, con attacchi bomba ed esplosioni che hanno causato diversi morti e feriti; il Paese vive una fase di stallo politico, con l'opposizione che chiede la nascita di una vera monarchia costituzionale, mentre il potere ufficiale nega qualsiasi concessione o apertura. Per fermare le proteste, le autorità nel 2013 hanno aumentato le pene contro i manifestanti introducendo la condanna a morte o il carcere a vita in caso di morti o feriti. 

Intanto anche la vicina Arabia Saudita deve fronteggiare derive interne legate al terrorismo islamico: questa mattina due membri di al Qaeda si sono fatti esplodere nei pressi di un complesso governativo, dopo essere stati circondati dalle forze di sicurezza.  Al momento non si hanno maggiori dettagli sulla vicenda, che conferma però i problemi legati al terrorismo interno che la stessa Arabia Saudita si trova ad affrontare. 

Il governo di Riyadh, infatti, persegue una politica ambivalente che combatte il movimento estremista islamico interno, ma finanzia al contempo il jihadismo internazionale e i gruppi combattenti legati più o meno ad al Qaeda, come avviene da tempo in Siria.

Del resto una recente ricerca pubblicata dal Pew Research Center, prestigioso centro studi americano, condotta tra il 10 aprile e il 25 maggio, mostra che la paura dell'estremismo islamico sta crescendo anche nei Paesi con popolazione in maggioranza musulmana, in particolare nel Medio oriente. Lo studio mostra come gruppi come al-Qaeda e Boko Haram, ma anche Hezbollah e Hamas stanno vedendo diminuire il loro sostegno, così come è fortemente diminuito il consenso per gli attentati suicidi che colpiscono civili.

 

 

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