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  • » 14/03/2017, 15.38

    MYANMAR

    Mandalay: Leader politici, etnici e religiosi ai colloqui di pace targati Nld

    Yaung Ni Oo

    Obiettivo dell’incontro del 18 marzo allentare le tensioni confessionali e favorire il dialogo fra etnie e fedi. Presenti personalità politiche di livello nazionale. Allo studio un percorso di sviluppo in chiave “federale” del Paese, a tutela delle minoranze. Leader Nld: Affrontare insieme i problemi, senza ricorrere alla violenza.

     

    Mandalay (AsiaNews) - Colloqui di pace su scala nazionale, cui parteciperanno leader delle principali religioni, insieme a esponenti del governo centrale, per allentare le tensioni confessionali e favorire il dialogo e l’incontro fra fedi ed etnie diverse del Paese. Sono questi gli obiettivi dell’evento intitolato “Incontro amichevole fra fratelli e sorelle che coesistono da sempre in Myanmar”, in programma il 18 marzo prossimo presso le sale del municipio di Mandalay.

    U Tin Tun Oo, responsabile della sezione locale della Lega nazionale per la democrazia (Nld), il partito di Aung San Suu Kyi oggi al potere nella ex Birmania, conferma la presenza di “personalità” di livello nazionale. Insieme a loro si discuterà di come promuovere una coesistenza pacifica fra tutti i cittadini del Myanmar, in un periodo di forti contrasti etnico-religiosi.

    L’esponente dei democratici aggiunge inoltre che l’incontro potrà aiutare nel percorso di sviluppo di uno status “federale” per il Paese, in grado di tutelare le minoranze e garantire maggiore partecipazione alle diverse etnie (circa 135) spesso in lotta col potere centrale.

    “Mandalay è stata la capitale culturale - sottolinea U Tin Tun Oo - per persone di religioni diverse. Abbiamo una storia di coesistenza pacifica alle spalle. Vogliamo questa pace anche per il futuro. I problemi e le difficoltà possono essere affrontati e risolti insieme, in modo pacifico e senza ricorrere all’uso della violenza”.

    Commentando l’iniziativa il pastore cristiano protestante U Saw Win Aun sottolinea che “vogliamo invitare quante più persone possibili. Ciascuna religione dovrebbe poter avere un rappresentate all’incontro”.

    Pace e coesistenza sono uno degli obiettivi della leadership del Myanmar, che di recente ha rilanciato la richiesta di cessate il fuoco a tutti i gruppi etnici ribelli. Del resto ancora oggi sono in atto molti conflitti e focolai di violenza - Kachin nel nord, Rohingya nell’ovest, il monaco nazionalista U Wirathu - che insanguinano il Paese e ne frenano lo sviluppo. Un’azione sostenuta con forza anche dalla Chiesa birmana che invoca un “pellegrinaggio di pace per tutto il Myanmar”.

     

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