27 Maggio 2012 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook         

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Newsletter




Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME


Voli Low Cost Roma
Voli Milano




mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato

invia ad un amico visualizza per la stampa


» 24/10/2007 12:01
MYANMAR
Manifestazioni contro la Cina, che “ha le chiavi della pace in Myanmar”
Mentre l’inviato Onu è a Pechino, davanti alle sedi diplomatiche cinesi in 12 città di tutto il mondo si manifesta per la liberazione di Aung San Suu Kyi, simbolo della violenza del regime militare. in attesa della visita in Myanmar di Pinheiro, le autorità birmane chiamano pubblici ministeri per “fabbricare” accuse formali contro gli attivisti in carcere così da giustificarne l’arresto. La popolazione allo stremo continua a sperare.

Yangon (AsiaNews) – “È la Cina ad avere in mano le chiavi per liberare Aung San Suu Kyi”. Con questa convinzione oggi un gruppo di Ong e di attivisti birmani all’estero hanno organizzato manifestazioni pacifiche in tutto il mondo, nel giorno del 12° anniversario di detenzione della leader democratica e Nobel per la pace. Nell’ex Birmania, intanto, la situazione sembra in apparenza tornata alla calma, dopo la violenta repressione delle manifestazioni anti-giunta del mese scorso. Cittadini a Mandalay e Yangon, però, denunciano ancora arresti. Mentre le autorità giudiziarie sono impegnate a “fabbricare” accuse ufficiali contro i manifestanti in carcere, in modo da poterne giustificare la detenzione.

 In 12 città, da Bangkok a Brasilia, sono previste per oggi proteste davanti alle sedi diplomatiche cinesi. “Vogliamo che la Cina eserciti la sua influenza sui generali birmani – dice un attivista nella capitale thailandese – che imponga sanzioni economiche contro il governo”. All’indomani della sanguinosa repressione di monaci buddisti e civili che a settembre hanno manifestato per la pace e la democrazia, Pechino – stretta alleata dei generali - è stata chiamata da più parti a mitigare a durezza della giunta. Ma senza risultati, perché il governo cinese non ritiene la questione birmana una minaccia per la sicurezza della regione.

 Oggi l’inviato Onu per il Myanmar, Ibrahim Gambari, si trova proprio in Cina, tra le ultime tappe del suo viaggio diplomatico in Asia, mirante ad intensificare la campagna mondiale per il processo democratico nella ex Birmania. Nella prima settimana di novembre Gambari si recherà di nuovo in Myanmar, ma non dovrebbe incontrare nessuno dei leader della giunta.

 Intanto nel Paese della “rivoluzione zafferano” , alcuni cittadini di Mandalay raccontano ad AsiaNews  della quiete per le strade che  “stride con l’angoscia della popolazione”, . “L’economia è ferma – dicono – soprattutto il calo drastico del settore turistico ha gettato sul lastrico gli impiegati giornalieri, che ora lavorano meno di 15 giorni al mese per un guadagno più che dimezzato”. “La gente ha paura di uscire di casa ed essere arrestata – riferiscono - e per la forte superstizione che governa il nostro popolo, si teme che succederà qualche catastrofe, a causa dell’offesa perpetrata dai militari contro la religione buddista, cosa mai avvenuta in passato”. Alcuni pubblici ministeri - anonimi per ovvi motivi di sicurezza - raccontano di essere chiamati dalle autorità per “fabbricare accuse formali contro i manifestanti, così da giustificarne la detenzione, qualora se ne chiedesse spiegazione soprattutto dalla comunità internazionale”.

 La popolazione rimane comunque attenta a quel che succede e cerca come si può di avere informazioni dall’estero: “Tutti parlano della prossima visita dell’osservatore dell'Onu per i diritti umani, Paulo Sergio Pinheiro e tutti sperano ancora che la diplomazia internazionale riesca a far incontrare la “Signora” ed i generali”.


invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
23/10/2007 MYANMAR
La giunta permette la visita dell’osservatore Onu per i diritti umani
06/08/2009 NAZIONI UNITE – MYANMAR
Nuovo appello del segretario generale Onu per la liberazione di Aung San Suu Kyi
13/11/2007 MYANMAR - ONU
Pinheiro aspetta di incontrare i generali, che arrestano ancora attivisti e monaci
12/11/2007 MYANMAR - ONU
L’inviato Onu in Myanmar visita un monastero e il carcere Insein
16/11/2007 MYANMAR
Campagna mediatica della giunta contro Aung San Suu Kyi e i monaci

In evidenza
CINA - VATICANO
Sheshan, migliaia di pellegrini per la Giornata di preghiera voluta dal papa
di Jian MeiP. Taddeo Ma Daqin, vicario generale della diocesi di Shanghai, ha presieduto la messa con 40 sacerdoti. Fedeli di altre diocesi ostacolati dalla pesante sorveglianza di poliziotti in borghese. In Hebei arrestati un sacerdote e un seminarista della Chiesa clandestina. È morto mons. Paolo Li Yi, vescovo di Luan (Changzhi, Shanxi).
VATICANO - CINA
"Porta Fidei": la Lettera apostolica del Papa per l'Anno della fede ora anche in cineseUno strumento per rinnovare "la gioia" e "l'entusiasmo dell'incontro con Cristo", a pochi giorni dalla Giornata mondiale di preghiera per la Chiesa in Cina (24 maggio). La Giornata e la "Porta Fidei" sottolineano l'importanza di comprendere la fede e di testimoniarla in pubblico, in unità col papa.
VATICANO
Papa: i cattolici cinesi siano fedeli alla Chiesa e vivano con coerenza la loro fedeAl Regina Caeli Benedetto XVI dice che con l'Ascensione Gesù "non si è allontanato da noi". Un ricordo per le vittime dell'attentato alla scuola di Brindisi e del terremoto in Emilia. Un incoraggiamento per il Movimento per la vita.

Dossier

by Gheddo P. Fazzini G.
pp. 336
by Buono Giuseppe, Pelosi Patrizia
pp. 432
by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
by Lazzarotto Angelo S.
pp. 528
by Bernardo Cervellera
pp. 240
Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate