04/08/2021, 12.46
CINA-GRAN BRETAGNA
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Mar Cinese meridionale: la portaerei Queen Elizabeth evita di sfidare Pechino

La nuova nave ammiraglia di Londra si tiene lontana dalle isole occupate dalle guarnigioni cinesi. Un passaggio entro le 12 miglia nautiche è per la Cina una violazione della sua sovranità. Regno Unito, Germania e Francia cercano di sostenere gli Usa senza provocare Pechino. Anche l’India invia navi da guerra nella regione.

Pechino (AsiaNews) – La nuova portaerei britannica Queen Elizabeth e il suo gruppo d’attacco hanno evitato di navigare vicino alle isole e gli atolli del Mar Cinese meridionale occupati dalla Cina. Lo ha rivelato oggi il ministero cinese degli Esteri: Pechino avrebbe considerato un passaggio entro le 12 miglia nautiche (il limite delle acque territoriali) come una violazione della sua sovranità.

Le unità navali di Londra hanno lasciato la regione il 2 agosto, entrando nel Mar delle Filippine. Rimarranno in Asia orientale fino al termine dell’anno per esercitazioni con alleati e partner. Finora solo gli Usa hanno contestato in modo diretto le pretese territoriali della Cina nel Mar Cinese meridionale. Secondo il South China Morning Post, dal 2015 le navi da guerra statunitensi hanno viaggiato più di 40 volte entro 12 miglia da isolette e barriere coralline che i cinesi hanno trasformato in avamposti militari.

Pechino rivendica quasi il 90% dello specchio d’acqua, una posizione contestata da Filippine, Vietnam, Malaysia, Taiwan, Brunei e in parte Indonesia, che hanno il sostegno di Washington. Nel 2016 la Corte internazionale di arbitrato dell’Aia ha definito “senza basi” le rivendicazioni cinesi.

Anche la Francia invia con regolarità le proprie imbarcazioni da guerra per affermare la libertà di navigazione nel Mar Cinese meridionale. Come i britannici, i francesi si tengono a distanza dalle isole controllate dalla Cina. Lo stesso farà una fregata tedesca quando in dicembre solcherà le acque contestate. Secondo diversi osservatori, i tre Paesi europei cercano un difficile equilibrio tra le richieste di cooperazione in chiave anti-cinese degli Stati Uniti e la volontà di non guastare i rapporti (commerciali) con la Cina.

Nel frattempo, oggi il governo indiano ha annunciato che per i prossimi due mesi una propria task-force navale sarà schierata nel Mar Cinese meridionale e nel Pacifico occidentale. L’obiettivo dello spiegamento è di allargare i legami di sicurezza con Paesi “amici”: un segnale della volontà indiana di giocare un ruolo maggiore nel contenimento della Cina orchestrato dagli Usa.

L’annuncio di Delhi arriva mentre l’esecutivo del premier Narendra Modi avrebbe raggiunto un accordo con Pechino sul ritiro delle rispettive truppe dalla valle di Galwan. Posta alla frontiera tra il Ladakh indiano e l’Aksai Chin cinese, l’area è stata teatro la scorsa estate di duri combattimenti tra le due potenze confinanti.

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