30/11/2013, 00.00
USA - CINA
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Mar Cinese orientale: Gli Usa invitano le compagnie aree a rispettare le "regole di Pechino"

Per Washington adeguarsi alle "note di volo" non significa accettare la zona di identificazione di difesa aerea (Zida) imposta in modo unilaterale da Pechino. Per sfidare i diktat cinesi Usa, Giappone e Corea del Sud hanno inviato sulla zona due bombardieri B52 e altri aerei da guerra e civili.

Washington  (AsiaNews/ Agenzie) - Gli Stati Uniti invitano le proprie compagnie aree che sorvolano l'area del Mar Cinese orientale ad "adeguarsi alle nuove regole della Cina". In un comunicato Washington sottolinea che "il governo degli Stati Uniti si aspetta che i vettori statunitensi attivi a livello internazionale opereranno in modo coerente con i Notans ("Notices To AirMen") emessi da Paesi stranieri". Tuttavia gli Stati Uniti precisano che "accettare le note di volo non significa rispettare la zona di identificazione per la difesa aerea (Zida) dichiarata dal Pechino". Intanto la Cina ha inviato nel braccio di mare conteso la sua unica portaerei Liaoning. 

Le dichiarazioni del governo Usa giungono dopo giorni di tensione fra Pechino, Washington, Seoul e Tokyo in merito alla Zida stabilita in modo unilaterale dal Ministero della Difesa di Pechino il 23 novembre scorso. Essa esige che tutti gli aerei che entrano nell'area si identifichino e seguano le indicazioni della Difesa. In risposta alle mire egemoniche di Pechino sul Mar cinese meridionale gli Usa hanno inviato due bombardieri B52 attraverso la zona, senza dare notizia a Pechino; la Sudcorea ha inviato un aereo militare per un volo-pattuglia; il Giappone ha ordinato alle sue compagnie aeree - Ana e Japan Airlines - di non sottostare alle richieste della Cina, così che decine di voli ogni giorno sfidano l'indicazione di Pechino.

Il timore dei Paesi dell'area - Corea del Sud, Giappone, Taiwan e Filippine - è che dalla Zida si passi a una rivendicazione di sovranità. Nel Mar cinese orientale la Cina lotta da tempo col Giappone per la sovranità sulle isole Senkaku/Diaoyu; con le Filippine lotta per le Scarborough Shoal. Nel Mar Cinese meridionale Pechino rivendica la sovranità delle Spratly e delle isole Paracel, rivendicate anche da Vietnam, Brunei, Filippine, Malaysia e Taiwan.

 

 

 

 

 

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