06/02/2013, 00.00
EGITTO
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Massacro di Maspero, la Corte marziale condanna a tre anni di carcere due cristiani copti

Michael Farah e Michael Shaker avrebbero rubato una mitragliatrice. Essi sono fra i 30 cristiani arrestati il 9 ottobre per incitamento alla rivolta e distruzione di veicoli militari. Per le famiglie dei 28 cristiani schiacciati dai blindati militari il verdetto è un insulto. Fino ad oggi nessun ufficiale dell'esercito è stato condannato o processato per il massacro.

Il Cairo (AsiaNews) - A un anno e quattro mesi dal massacro di Maspero costato la vita a 28 persone, lo scorso 4 febbraio una corte del Cairo ha condannato a tre anni due cristiani copti per aver rubato una mitragliatrice a un soldato durante gli scontri. Michael Farah e Michael Shaker sono tra i 30 civili arrestati il 9 ottobre 2011, con l'accusa di incitamento alla rivolta, distruzione di veicoli militari e assalti deliberati contro i soldati. Per la comunità copta la condanna è un insulto alle vittime.

Il prossimo 8 febbraio la Maspero Youth Organization (organizzazione che riunisce i familiari delle vittime),  movimenti politici democratici e associazioni delle vittime marceranno  dal quartiere di Dawaran Shubra fino a Talaat Harb, sede della Corte suprema egiziana, per chiedere la condanna dei vertici militari, considerati i veri autori del massacro. Sotto accusa vi sono i generali Hamdi Badeen, ex comandante della polizia militare,  il suo vice Ibrahim Damati e gli ufficiali scesi in campo il giorno della manifestazione. Diverse denunce sono state depositate in questi mesi contro i funzionari del Consiglio superiore delle forze armate che avrebbero dato ordine di sparare sulla folla.

Fino ad ora il tribunale militare incaricato del processo ha messo in carcere solo tre soldati condannandoli a tre anni per omicidio colposo. Gli atti del processo non fanno menzione della tentata strage a danno dei copti e delle autopsie sui corpi dei 28 manifestanti uccisi, di cui almeno 12 massacrati dai blindati e 16 morti in seguito a ferite da arma da fuoco.   

Il paradosso è che, secondo la magistratura egiziana, sarebbero stati dei cristiani e sparare e ammazzare i propri confratelli. Dalle immagini diffuse su internet all'indomani della tragedia appariva al contrario evidente il coinvolgimento dell'esercito, che ha aperto il fuoco contro i manifestanti pacifici e investito con i propri mezzi le persone in piazza (cfr. AsiaNews 12/10/2011 L'Egitto sotto shock per il brutale attacco contro i copti. Chieste le dimissioni del governo).  

 

 

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