17/08/2012, 00.00
SRI LANKA
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Matara, 40 buddisti radicali attaccano un pastore protestante e sua moglie

di Melani Manel Perera
L'aggressione è avvenuta lo scorso 9 agosto a Deniyaya, nel sud del Paese. Presente all'attacco anche il cognato del presidente Rajapaksa. I due cristiani sono accusati di diffondere materiale religioso nella zona. Essi appartengono all'Assemblea della Chiesa di Dio.

Colombo (AsiaNews) - Un gruppo di 40 buddisti ha attaccato un pastore protestante dell'Assemblea della Chiesa di Dio e sua moglie a Deniyaya, nel distretto di Matara (Sri Lanka del Sud). Il fatto è avvenuto lo scorso 9 agosto. Entrambi sono accusati di diffondere il cristianesimo nella zona, dove i  buddisti radicali non tollerano la presenza dei movimenti protestanti e chiedono la loro cacciata dai territori a maggioranza buddista. A Deniyaya i cristiani sono circa 500.

Secondo la National Christian Evangelical Alliance of Sri Lanka (Nceasl) gli assalitori sono giunti sul luogo con una jeep e tre motocarri, sbarrando la strada al pastore a sua moglie. L'attacco è avvenuto nella totale impunità delle forze dell'ordine. Alcuni testimoni sostengono di aver riconosciuto a bordo del fuoristrada  Thusitha Ranawaka proprietario di una ditta di costruzione locale e cognato del presidente Mahinda Rajapaksa. Egli però si sarebbe limitato ad osservare la scena senza intervenire. Fra gli assalitori erano presenti anche cinque religiosi buddisti e il segretario del governo locale.

L'Nceasl aggiunge che dopo l'attacco contro il leader pastore, un'altra folla di buddisti ha assalito e molestato una donna della Chiesa metodista, costringendola ad abbandonare la zona.

Da alcuni anni nel Sud dello Sri Lanka, i buddisti radicali hanno lanciato una vera e propria campagna contro la minoranza cristiana, vista come una minaccia alle tradizioni religiose locali. Nel giugno 2008 a Middeniya, distretto di Hambanthota (Sri Lanka meridionale), oltre 7mila persone sono scese in piazza per allontanare dei cristiani dell'Assemblea della Chiesa di Dio, accusati di "mettere in serio pericolo l'integrità buddista".  La campagna anti-cristiana è sostenuta da due partiti politici estremisti, nella coalizione al governo: il Jathika Hela Urumaya (National Heritage Party, Jhu), composto da monaci buddisti favorevoli a leggi anti-conversione; il Janatha Vimukthi Peramuna (People's Liberation Front, Jvp), di matrice marxista.

Casi di violazione della libertà religiosa contro cristiani, musulmani e indù si registrano anche in altre aree del Paese. Lo scorso 20 aprile a Dambulla (Sri Lanka centrale) sede di un importante tempio buddista quasi duemila persone - monaci e laici - hanno attaccato una moschea, chiedendo al governo di demolirla e di vietare la costruzione di altri edifici religiosi non buddisti.  

 

 

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