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  • » 03/01/2018, 11.41

    CINA

    ‘Me too’, il movimento contro gli abusi sessuali, approda nelle università cinesi

    Wang Zhicheng

    Denunciato un professore di informatica della Beihang. Un altro professore accusato a Nanchang. La Cina non ha una legge sugli abusi sessuali. La mentalità comune tende a colpevolizzare le donne. Fare verità sui comportamenti sessuali di Mao Zedong.

    Pechino (AsiaNews) – Alcune università cinesi sono state scosse da accuse di abusi sessuali di professori verso le loro allieve che, imitando il movimento “Me too”, nato negli Usa, denunciano sui social gli attacchi subiti.

    Alcune settimane fa, Luo Qianqian, una ricercatrice al presente negli Stati Uniti, ha usato proprio l’hashtag Me too per accusare il suo professore di informatica Chen Xiaowu di maltrattamenti sessuali. La Luo afferma che da studentessa specializzanda sotto la supervisione di Chen, questi “ha cercato di saltarmi addosso in un ambiente con la porta chiusa”, invitandola a casa della sorella “con l’inganno”.

    Il fatto è avvenuto 12 anni fa. La Luo spiega che Chen l’ha poi lasciata andare perché lei continuava a piangere, ma “i seguenti anni della mia vita, quando lui era il mio supervisore, sono stati un incubo perché egli mi trattava molto male”.

    Chen lavora presso l’università Beihang (in passato era l’università di aeronautica e astronautica) e ha vinto anche diversi premi per il suo studio. Ora è stato messo sotto inchiesta e temporaneamente sospeso. Chen si è difeso dichiarando alla stampa locale che lui non ha fatto nulla di illegale e che lasciava le cose nelle mani degli investigatori.

    Giorni prima, il 18 dicembre, l’università di Nanchang aveva sospeso le lezioni di un altro professore, Zhou Bin, vice-direttore dell’istituto per i classici cinesi. Una sua studente di anni addietro, che rimane anonima, l’ha accusato sui social di aver subito continui abusi sessuali per almeno sette mesi nel 2016.

    La Cina non ha una legge sugli abusi sessuali, sebbene lo stupro sia in genere punito con condanne fino a 10 anni di prigione.

    L’artista e femminista Ye Haiyan, intervistata da Rfa, ha detto che gli abusi sessuali non sono presi sul serio nel suo Paese e spesso si danno le colpe alle donne, che forse “non si sono comportate bene”.

    Le violenze sessuali sono anche un problema politico: tempo fa ha fatto molto scalpore la condanna a morte di una donna che era stata abusata da un capo locale del Partito comunista. La donna per difendersi aveva ucciso l’uomo con un coltello da cucina.

    Un problema ancora più sensibile è quello di ricostruire la verità sui comportamenti sessuali di Mao Zedong. Secondo diversi storici molte sere egli chiedeva ai suoi segretari di “preparare” per lui ragazze o ragazzi per giochi sessuali di gruppo

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