3 Agosto 2015 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter | Mobile





Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato
invia ad un amico visualizza per la stampa


» 19/01/2011
LIBANO
Mediatori all’opera a Beirut, ma le prospettive sono quasi nulle
Gli inviati di Turchia e Qatar stanno incontrando i responsabili della politica libanese, ma un accordo non sembra possibile. In ambito internazionale il “Gruppo di contatto” proposto da Sarlozy trova il sostegno degli Stati Uniti e della Siria, che però non vuole che Washington ne faccia parte. E l’Arabia Saudita minaccia di “lavarsi le mani”.

Beirut (AsiaNews) – Sono in corso, a Beirut, gli incontri dei “mediatori” di Turchia – il ministro degli esteri Ahmet Davutoglu – e del Qatar – il primo ministro Sheikh Hamad bin Jassim bin Jaber Al Thani – arrivati ieri nella capitale libanese. Essi hanno incontrato il presidente Michel Suleiman, il premier Saad Hariri, il presidente della Camera Nabih Berri e il segretario generale di Hezbollah, Sayyed Hassan Nasrallah e proseguono oggi i loro colloqui con altri esponenti politici.
 
Una dichiarazione diffusa al termine dell’incontro tra i mediatori e il presidente parla solo di colloqui “profondi e utili”. Ambienti della presidenza citati dall’Orient le Jour hanno comunque fatto sapere che la mediazione ha lo scopo di salvare l’intesa siro-saudita.
 
In realtà, le prospettive sono difficili. Praticamente nulle le possiilità che l’attuale mediazione dei due inviati di Turchia e Qatar arrivi a dar vita a un accordo, mentre si prospetta da un lato l’azione del “Gruppo di contatto” proposto dal presidente francese Sarkozy (e che dovrebbe comprendere, oltre al Libano, Francia, Siria, Turchia, Arabia Saudita e Qatar) e dall’altra la probabile nuova designazione di Saad Hariri a capo del governo, con nuovi mesi di stallo politico.
 
La proposta di Sarkozy ha ricevuto oggi il sostegno degli Stati Uniti, ma, sembra vedere l’ostilità del presidente siriano alla partecipazione di Washington al “Gruppo”. Il portavoce del Dipartimento di Stato, Philip Crowley, ha riconosciuto che Damasco “ha interessi in Libano”, aggiungendo che il suo Paese invita la Siria e gli altri Paesi “a rispettare la sovranità e l’indipendenza del Libano”
  
In questo quadro internazionale, secondo An-Nahar, le proposte finora avanzate dai due inviati si scontrano con una serie di condizioni poste dall’opposizione guidata da Hezbollah. Le richieste del Partito di Dio sono legate alle voci che vogliono suoi esponenti di alto livello accusati dal Tribunale speciale per il Libano di essere responsabili dell’assassinio dell’ex premeri Rafic Hariri. E ieri, Berri, capo del partito Amal, alleato di Hezbollah, aveva sostenuto che la linea politica dell’opposizione potrà cambiare solo dopo che saranno ufficializzati i nomi degli imputati.
 
Una mossa a sorpresa, forse un gesto di pressione sui contendenti è arrivata dall’Arabia Saudita. Oggi il ministro degli esteri Saud al-Faisal ha detto che re Abdullah giudica “pericolosa” la situazione libanese, con la prospettiva della divisione di uno Stato “modello di pacifica convivenza tra religioni ed etnie”  e che sta pensando di “lavarsi le mani” dal tentativo di mediazzione che da tempo sta svolgendo insieme alla Siria.
 
La vicenda ha anche un altro interprete, lontano dai tavoli negoziali, ma ben presente: stamattina caccia israeliani hanno sorvolato Nabatiyeh, Iqlim al-Tuffah, Kfarkila e Khiam. (PD)
 

invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
22/01/2011 LIBANO
Joumblatt con gli Hezbollah: un “colpo di Stato bianco”
di Paul Dakiki
26/11/2010 LIBANO
Tensione a Beirut mentre si avvicina l’atto di accusa per l’assassinio di Hariri
di Fady Noun
22/07/2010 LIBANO - SIRIA - IRAN
Nuove tensioni in Libano : Hezbollah fra i responsabili dell’uccisione di Hariri
di Fady Noun
04/01/2007 LIBANO
Vescovi maroniti: per la crisi libanese servono “soluzioni nuove”
di Paul Dakiki
18/01/2011 LIBANO
Prime manifestazioni in piazza mentre giungono a Beirut inviati del mondo arabo

In evidenza
CINA
Wenzhou, anche la Chiesa non ufficiale contro le demolizioni. La diocesi in digiuno
di Joseph YuanDopo la marcia del 90enne vescovo ufficiale mons. Vincent Zhu Weifang, il coadiutore mons. Peter Shao Zhumin e tutto il clero non ufficiale pubblicano una lettera aperta in cui chiedono di fermare la campagna di demolizione delle croci. Un appello ai cattolici “della Cina e del mondo intero” affinché si uniscano alla protesta, a sostegno della Chiesa cinese. Persino un vescovo illecito manifesta solidarietà con il clero del Zhejiang, contro gli atti del governo.
CINA
Wenzhou: Vescovo 90enne e 26 preti manifestano contro la demolizione delle croci
di Joseph YuanNon è la prima volta che l'anziano vescovo e i suoi sacerdoti si esprimono contro la campagna di demolizione di croci e chiese, che ha colpito oltre 400 edifici. La polizia ha cercato di disperderli e il gruppo ha presentato una petizione. La coroncina della Divina Misericordia a sostegno della Chiesa cinese. Entro il 31 agosto verranno abbattute le croci delle chiese nella zona di Lishui.
ISRAELE-IRAN
Dopo l’accordo sul nucleare, Israele dovrebbe diventare il miglior alleato dell’Iran
di Uri AvneryE’ la tesi del grande statista e pacifista Uri Avnery, leader del gruppo Gush Shalom, sostenitore della pace fra israeliani e palestinesi. Secondo Avnery, l’Iran desidera solo essere una potenza regionale e del mondo islamico, capace di commerciare con tutti, grazie alla sua raffinata e millenaria esperienza. Di fronte, rivolti al passato, vi sono le monarchie e gli emirati del Golfo. L’Iran può essere un ottimo alleato contro Daesh. Gli abbagli di Netanyahu e dei politici e media israeliani. (Traduzione dall’inglese di AsiaNews).

Dossier


Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate