04/07/2013, 00.00
INDIA
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Medico indiano: Londra fermi la nuova eugenetica, immorale e pericolosa

di Nirmala Carvalho
Il Regno Unito sta per legalizzare la fecondazione in vitro con tre genitori: il feto avrà così Dna di tre persone diverse. Per un membro della Pontificia accademia della vita, approvare tale sperimentazione rischia di aprire la strada a “un uso improprio della medicina e trasformare la selezione genetica in un’opzione reale”. In India la maternità surrogata è diventata un’industria da milioni di rupie.

Mumbai (AsiaNews) - "Creare bambini su misura è allarmante, immorale e pericoloso. Queste sperimentazioni sono un ritorno all'eugenetica". Così Pascoal Carvalho, medico di Mumbai e membro della Pontificia accademia per la vita, commenta ad AsiaNews l'annuncio che il Regno Unito sta per diventare il primo Paese al mondo a legalizzare la fecondazione in vitro con tre donatori diversi: la madre, il padre e una "donatrice". "L'ingegneria genetica umana - nota - è una realtà e che la scienza eugenetica sia ormai giustificata [vuol dire] avere un potenziale ben definito da usare in modo improprio".

Secondo i ricercatori inglesi che lavorano al progetto, la fecondazione in vitro "a tre" consente di eliminare le cosiddette "malattie mitocondriali", una serie di difetti genetici trasmissibili solo da madre a figlio. L'ovulo femminile è composto da un nucleo, al cui interno si trova il mitocondrio, organello che fornisce energia durante la moltiplicazione cellulare, che andrà poi a formare il feto in tutte le sue parti (organi, tessuti, muscoli, ecc.). In caso di problemi al mitocondrio, l'energia necessaria allo sviluppo delle cellule in un embrione è ridotta, dando così luogo a possibili malformazioni nel feto. Tuttavia, il mitocondrio in sé non determina le caratteristiche fisiche o genetiche dell'embrione.

Il dr. Carvalho, che ha conseguito una specializzazione in Immunologia, spiega come funziona la fecondazione in vitro con tre donatori. "In questo trattamento il mitocondrio dell'ovulo originale [quello della madre, ndr] viene rimosso se danneggiato. Al suo posto, viene impiantato il mitocondrio di una donna sana [la donatrice], riducendo così le possibilità di trasmettere al bambino danni genetici". A questo punto l'ovulo "composto" viene fecondato con lo sperma del padre. Il problema, nota il medico, "è che anche se la maggior parte del Dna si trova nei cromosomi del nucleo, anche il mitocondrio ha un 'suo' Dna, noto come 'Dna mitocondriale'". Tale materiale genetico "contiene 37 geni, tutti essenziali per il corretto funzionamento del mitocondrio. Per questo, alcune caratteristiche del 'terzo genitore' potrebbero essere trasmesse".

Carvalho, che è anche membro della Commisione diocesana per la vita umana, specifica: "Migliaia di embrioni verranno prodotti e distrutti per sviluppare queste tecniche. Ma per la Chiesa cattolica ogni embrione è un essere umano e in quanto tale è sacro". "Oltretutto - sottolinea - certi limiti sono già stati superati. La fecondazione in vitro consente già di fare test genetici prima dell'impianto. La selezione di genere è possibile e con ulteriori 'miglioramenti' genetici potrebbe diventare un'opzione reale".

La fecondazione in vitro è molto discussa in India, diventata da anni meta di turismo medico grazie a una regolamentazione vaga in materia. In particolare, nel Paese è sempre più diffusa la surrogazione di maternità: legalizzata dalla Corte suprema nel 2002, oggi è un'industria da milioni di rupie. Solo a Mumbai vi sono tra i 70 e gli 80 centri per la fecondazione assistita e oltre 200 nel solo Stato del Maharashtra. Di recente, Shah Rukh Khan, superstar di Bollywood, e sua moglie hanno avuto il terzo figlio attraverso una madre surrogata, aprendo un forte dibattito in tutto il Paese. 

 

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