02/12/2010, 00.00
RUSSIA
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Medvedev firma la legge per la restituzione delle proprietà religiose

di Nina Achmatova
Il Patriarca Kirill esulta: ora risolte tutte le questioni pendenti tra Stato e Chiesa. Ma manca l’appoggio dell’opinione pubblica, ancora ostile al nuovo corso delle relazioni tra Patriarcato di Mosca e Cremlino.

Mosca (AsiaNews) – Ora c’è anche la firma del presidente russo Dmitri Medvedev sulla legge “per la restituzione delle proprietà religiose nazionalizzate dallo Stato”. Un testo che fa gioire il Patriarcato di Mosca, il quale dichiara subito che “sono ormai tutte risolte” le questioni pendenti tra Stato e Chiesa russo-ortodossa, mentre scontenta le comunità religiose di minoranza.

Medvedev ha firmato il documento lo scorso 30 novembre annunciandolo al Patriarca Kirill all’interno del palazzo del Grande Cremlino, nella chiesa della Natività della Theotokos, uno dei luoghi di culto confiscati dopo la Rivoluzione d’ottobre e che ora tornerà alla Chiesa ortodossa. “Si tratta di una legge importante su cui c’è stata lunga discussione e accordo”, ha detto il presidente a Kirill. E ha poi aggiunto che il testo approvato è quello migliore possibile perché permette di risolvere un numero urgente di problemi che la Chiesa russo-ortodossa e altre organizzazioni religiosi devono affrontare.

Dal canto suo il Patriarca ha ringraziato il capo di Stato e i parlamentari: “Il documento dimostra che il nostro Paese ha superato ostacoli enormi e la giustizia è stata restaurato. L’unico Stato che può avere un futuro è quello che agisce secondo giustizia”.

Lo stesso giorno, però, parlando con i membri del Dipartimento sinodale per le Relazioni tra Stato e società, a Mosca, il Patriarca ha espresso disappunto per la reazione della società al nuovo corso dei rapporti tra Chiesa e Cremlino. “Nel campo delle relazioni tra Stato e Chiesa non rimane alcuna questione di principio da risolvere...Tutte e tre le questioni pendenti – la presenza della religione nelle scuole, del clero nell’esercito e il ritorno delle proprietà illegalmente confiscate alla Chiesa – sono risolte”. Eppure manca ancora qualcosa: l’appoggio ampio della società a questi traguardi. Kirill ha denunciato una “reazione ostile dalla maggior parte dell’opinione pubblica”. Per questo ha chiesto ai membri del Dipartimento di concentrarsi sulla neutralizzazione “di questi attacchi contro la Chiesa”. “C’è un rumore di fondo – ha spiegato – in cui ognuno dice la  sua, bugie e attacchi, contro la Chiesa, pensando di essere autorevole”. L’obiettivo, ha concluso, è “togliere la maschera a queste persone”.

 

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