20/10/2011, 00.00
FILIPPINE-VATICANO
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Messaggio del papa per l’assassinio di p. Fausto Tentorio

Benedetto XVI chiede che nelle Filippine “si rinunci alla violenza e si costruisca una società pacifica in cui tutti possano vivere in armonia”. P. Fausto, “sacerdote fedele e buono, che per molti anni ha servito il popolo filippino in modo instancabile e coraggioso”. Ogni giorno ad Arakan, 2mila persone visitano la salma, dopo aver compiuto viaggi di 5-12 ore. Alle veglie funebri della sera, le testimonianze di chi lo ha conosciuto.
Arakan (AsiaNews) – “Afflitto” dalla notizia della morte di p. Fausto Tentorio, il missionario del Pime ucciso il 17 ottobre scorso ad Arakan (North Cotabato, Mindanao), Benedetto XVI ha inviato le sue condoglianze al vescovo di Kidapawan, mons. Romulo de la Cruz, ai fedeli, alla famiglia e ai confratelli. Nel messaggio, a firma del card. Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, il papa “ringrazia Dio per la testimonianza di p. Fausto, quale sacerdote fedele e buono, che per molti anni ha servito il popolo filippino in modo instancabile e coraggioso”.

Pregando per il riposo eterno del missionario, egli chiede che nel Paese “si rinunci alla violenza e si costruisca una società pacifica in cui tutti possano vivere in armonia” e offre la sua benedizione come “pegno di conforto e speranza”.

Conforto, speranza e perfino consolazione è quanto sperimentano i missionari del Pime e i fedeli che arrivano ad Arakan, alla parrocchia di Nostra Signora del perpetuo soccorso, dove è esposta la salma del missionario ucciso. P. Giovanni Vettoretto, Pime, già collaboratore di p. Tentorio, racconta ad AsiaNews: “Dal 17 ottobre, arrivano almeno 2mila persone al giorno per rendere omaggio a p. Fausto. Giungono anche politici, senatori, deputati e media, ma soprattutto la gente che lui ha aiutato in questi anni. Vi sono persone che affrontano il viaggio partendo anche all’una di notte, per arrivare qui dopo 5 o perfino 12 ore di viaggio, fra strade inesistenti, autobus di linea o mezzi di fortuna”.

Tutti passano ore a vegliare la bara in preghiera, mentre in chiesa scorrono fotografie del sacerdote e del suo impegno a favore degli indigeni.

Alla veglia funebre, che si celebra ogni sera alle 17, fra una preghiera e l’altra, ognuno è libero di dare la propria testimonianza, raccontando come p. Tentorio ha influito sulla sua vita. “Viene fuori – continua p. Vettoretto - tutto il bene che lui ha fatto non solo ad Arakan, ma anche lontano da qui a Davao o a Mati. Questi racconti hanno il potere di offrire la dolcezza della sua vita donata e sono una vera consolazione, mentre tutti ascoltano commossi”.

Uno di loro, Willyng, fra i responsabili della pastorale parrocchiale, spiega come egli è stato aiutato dal sacerdote: “Il suo carattere sereno, fraterno, intrepido, mi ha incoraggiato a mettermi al servizio della Chiesa e dell’impegno sociale. Se p. Fausto fosse stato meno amichevole, forse sarei diventato più apatico, più scoraggiato davanti alle ingiustizie. In lui ho trovato un amico un sostegno”.
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