07/07/2018, 08.10
RUSSIA-VATICANO
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Metropolita Ilarion: Insieme a Bari per uscire dalla catastrofe in Medio Oriente

di Vladimir Rozanskij

I milioni di profughi in Libano, la ricostruzione della Siria, il dramma dei migranti, la collaborazione fra le Chiese: un’intervista del “Segretario di Stato” del Patriarcato di Mosca a poche ore dall’incontro ecumenico di preghiera a Bari, insieme a papa Francesco e ai patriarchi d'Oriente.

 

Mosca (AsiaNews) – Oggi all’incontro di Bari fra papa Francesco e i patriarchi orientali, la Chiesa russa sarà rappresentata dal metropolita Ilarion (Alfeev), il “Segretario di Stato” del patriarcato di Mosca. Nei giorni scorsi, in un’intervista televisiva al canale Russia 24, egli ha rilasciato alcune dichiarazioni pubblicate sul sito ufficiale del patriarcato. Esse riguardano la situazione del Medio oriente e il dramma dei migranti.

Alla domanda della giornalista se anche la Chiesa russa “parteciperà alle trattative del 7 luglio” con il papa Francesco, Ilarion ha sottolineato che “oggi in Medio Oriente sta accadendo una vera e propria catastrofe umanitaria: milioni di persone si trovano al di fuori dei confini dei propri Stati, sono diventati dei profughi. Soltanto il Libano ha accolto un milione e mezzo di profughi siriani, in un Paese di quattro milioni e mezzo di abitanti... immaginatevi le conseguenze per la loro economia, e quale stress debbano provare tutti questi profughi”. Il metropolita ha invitato a unire gli sforzi di tutti, spirituali e materiali, per evitare che la tragedia diventi irrimediabile.

Commentando le condizioni dei profughi, Ilarion ha distinto la situazione di chi fugge dalle guerre rispetto a quella di chi cerca soltanto una migliore condizione economica, osservando che in quest’ultimo caso “gli Stati verso cui si dirigono hanno moralmente tutti i diritti di fermarli e rimandarli indietro”. Nello stesso tempo, secondo il metropolita, ci sono situazioni in cui deve prevalere la compassione, come nel caso della separazione dei bambini dalle famiglie al confine tra USA e Messico, o delle navi a cui sono stati rifiutati i porti nel Mediterraneo, o quando “le navi italiane hanno rifiutato di andare in soccorso di profughi libici in difficoltà: a tutti coloro che sono nella necessità il soccorso va sempre assicurato”.

L’altra grande questione, rimarcata dal prelato durante l’intervista, è “la ricostruzione post-bellica della Siria”, bombardata da anni da diverse coalizioni militari, per cui “in diverse città non è rimasta pietra su pietra”. La ricostruzione va decisa tutti insieme, e si dovranno affrontare anche le questioni politiche, perché “la situazione che si è creata in Medio Oriente è la diretta conseguenza della politica dell’Occidente in quell’area, caratterizzata da un’ingerenza sprovveduta e non richiesta”. Secondo Ilarion è necessario “fermare l’incubo”, per bloccare il flusso dei profughi, permettendo loro di tornare alla propria casa, e fare in modo soprattutto “che i cristiani si sentano al sicuro”.

L’incontro a Bari radunerà nella preghiera i rappresentanti di tutte le antiche Chiese orientali e ortodosse; con il papa si uniranno i patriarchi di Costantinopoli, Gerusalemme, Antiochia e Alessandria, cioè i capi della “pentarchia” della Chiesa antica, le “cinque dita della mano di Dio”. Ad essi si aggiunsero nel tempo i patriarcati nazionali moderni, a cominciare da quello di Mosca nel 1589, e soprattutto con la disgregazione dell’Impero Ottomano nell’800, quando si sollevò quella “questione orientale” internazionale ancora oggi irrisolta.

Nel corso della preghiera ecumenica, verrà accesa la “doppia lampada” di S. Nicola a forma di barca (v. foto 2), simbolo dell’unione fra la Chiesa d’Oriente e d’Occidente, e allo stesso tempo del soccorso in mare tra le navi dei migranti e dei Paesi d’accoglienza.

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