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    » 01/08/2012, 00.00

    IRAN - USA

    Migliaia di bambini iraniani "vittime collaterali" delle sanzioni di Obama



    Il presidente Usa rafforza sanzioni contro chi commercia con ditte petrolifere iraniane o aiuta l'Iran a evitare le sanzioni. Colpite una banca cinese e una irakena. Decine di migliaia di bambini emofiliaci senza medicine a causa dell'embargo sulle transazioni finaziarie. "Vittime collaterali" anche fra gli imprenditori.

    Teheran (AsiaNews) - Il presidente Usa Barack Obama ha stabilito un aumento delle sanzioni contro l'Iran, che colpiscono in modo ancora più profondo il settore energetico e quello finanziario. Nel Paese emergono sempre più problemi per la popolazione, anche per bambini malati che non riescono a trovare sul mercato le medicine necessarie.

    All'inizio dell'anno l'amministrazione Usa, nel tentativo di fermare il programma nucleare iraniano - da essa giudicato pericoloso dal punto di vista bellico -  ha varato sanzioni che colpiscono le esportazioni di petrolio (uno dei pochi beni ancora rimasti all'Iran) e le transazioni finanziarie con il Paese. A luglio le sanzioni sono state varate anche dall'Unione europea. Teheran nega che il suo programma abbia scopi bellici e sta cercando di sfuggire all'embargo e alle sanzioni usando come merce di scambio l'oro o tornando alla pratica del baratto.

    Le nuove sanzioni colpiscono ogni compagnia che commercia con la National Iranian Oil Company, la Naftiran Intertrade Company e la banca centrale iraniana. Nel mirino sono anche i gruppi che aiutano l'Iran ad acquistare dollari americani o metalli preziosi. Da questo punto di vista, le nuove sanzioni condannano pure la banca cinese Kunlun e quella irakena Elaf Islamic Bank che a giudizio di Washington aiutano l'Iran ad evadere le sanzioni.

    Il braccio di ferro di Usa (e Unione europea) contro l'Iran sta però creando molte "vittime collaterali". Fra questi vi sono i migliaia di bambini emofiliaci che, a causa delle sanzioni, non possono trovare sul mercato le medicine loro necessarie.

    L'associazione iraniana per l'emofilia ha scritto alla Federazione internazionale denunciando che "la vita di decine di migliaia di bambini è messa in pericolo per la mancanza di medicine specifiche". Di per sé  non vi è embargo sulle medicine, ma essendo bloccate tutte le transazioni bancarie, non è possibile acquistare, pagare e trasferire medicine attraverso bonifici internazionali.

    "Vittime collaterali" possono essere definiti anche tutti gli imprenditori grandi e piccoli bloccati nel loro commercio con l'estero. Fonti di AsiaNews parlano di imprese che chiudono e di altre che fanno fatica a sopravvivere perché non possono vendere o acquistare all'estero. "Non sappiamo dove tutto questo ci porterà", dichiara uno di loro. "Quel che è certo è che è ormai impossibile vivere".

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