23/03/2015, 00.00
YEMEN
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Milizie Houthi puntano verso sud, mentre l'Onu avverte del rischio di una guerra civile

Conquistata Taez, si punta verso Aden, rifugio del presidente Hadi. L'attentato alle due moschee sciite a Sana'a, che ha fatto 142 morti, è stato rivendicato dallo Stato islamico. La competizione fra Arabia saudita e Iran. L'Onu chiede la ripresa del dialogo politico.

Sana'a (AsiaNews/Agenzie) - Almeno 5mila milizie sciite sono state inviate nel sud del Paese per combattere contro i gruppi sunniti, a poche ore dall'avvertimento delle Nazioni Unite su una possibile lunga guerra civile.

Ieri le milizie sciite, conosciute come Houthi, hanno conquistato l'aeroporto e una base militare di Taez, la terza città dello Yemen e minacciano ormai da vicino la città di Aden, dove il presidente Abedrabbo Mansour Hadi si è rifugiato dopo la sua fuga dalla capitale Sana'a il mese scorso.

Lo Yemen è sempre più diviso fra il nord controllato dagli Houthi sciiti, accusati di essere sostenuti dall'Iran, e il sud legato al presidente Hadi, a maggioranza sunnita, sostenuto dall'Arabia saudita suo confinante.

Le tensioni risalgono alla richiesta di maggiore rappresentanza politica e condivisione del potere da parte della comunità sciita (quasi un terzo della popolazione). Su questo problema si è inserito il conflitto regionale fra Arabia saudita e Iran per il controllo del mondo islamico e i gruppi di Al Qaeda nella penisola arabica e dello Stato islamico (SI).

Il 20 marzo scorso, venerdì di preghiera, lo SI ha rivendicato due attentati in due moschee Houthi a Sana'a, facendo 142 morti. E' la prima volta che la sigla dello SI appare in Yemen. Secondo analisti, forse si tratta di personaggi di Al Qaeda che si sono alleati con lo SI,  che come norma approva anche attentati nelle moschee e l'uccisione di musulmani. Per i sunniti, gli sciiti sono degli eretici.

Ieri il Consiglio di sicurezza dell'Onu ha tenuto a New York un incontro di emergenza e ha messo in guardia il Paese che rischia di diventare come l'Iraq, la Siria o la Libia, affetti da un lungo conflitto.

L'inviato speciale dell'Onu in Yemen, Jamal Benomar, parlando via video dal Qatar, ha chiesto che nel Paese si riprenda il dialogo per evitare di cadere nella guerra civile. Il Consiglio di sicurezza ha dato appoggio ufficiale al presidente Hadi, ma Benomar ha sottolineato che la partecipazione degli Houthi al dialogo è "cruciale".

Gli Stati Uniti, che aiutano lo Yemen nella loro lotta contro al Qaeda, hanno deciso di ritirare le sue truppe, data l'accresciuta insicurezza.

Ieri il leader Houthi, Abdel-Malek al-Houthi, ha ribadito la sua volontà di combattere senza tregua al Qaeda e lo SI. Egli ha anche accusato Arabia saudita e Qatar di essere fra i "finanziatori di tutte le cospirazioni nella regione".

 

 

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