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  • » 07/07/2010, 00.00

    CINA

    Minacce e arresti per i dissidenti cinesi: “incitano a sovvertire il potere dello Stato”

    Wang Zhicheng

    Liu Xianbin è stato arrestato per aver pubblicato sul web alcuni articoli sulla democrazia. Dopo il massacro di Tiananmen ha già passato due anni e mezzo in prigione; dopo la fondazione del partito democratico cinese, altri 10, sempre per “incitamento a sovvertire il potere dello Stato”. I suoi sostenitori visitati dalla polizia. Le forze dell’ordine minacciano anche Yu Jie, scrittore cristiano protestante, reo di voler pubblicare un libro che contiene critiche al premier Wen Jiabao. Rischia una condanna a 11 anni di prigione, “come Liu Xiaobo”. Tutti questi dissidenti sono firmatari di Carta 08.
    Pechino (AsiaNews) – Un attivista per la democrazia, Liu Xianbin, già eroe di Tiananmen, è stato arrestato dalla polizia e accusato di “incitamento a sovvertire il potere dello Stato” con i suoi articoli pubblicati su internet. La notizia dell’arresto è stata data ieri da Chen Mingxian, moglie del dissidente, confermando che Liu è stato arrestato il 28 giugno scorso, dopo un raid in casa sua a Suining (Sichuan).
     
    Liu Xianbin era uscito circa un anno da dalla prigione, dove aveva scontato dieci anni sempre per “incitamento alla sovversione contro il potere dello Stato”.
     
    Un gruppo di attivisti digitali hanno subito lanciato una campagna di sostegno on-line dal titolo “Io sono Liu Xianbin”. Alcuni di loro sono stati fermati dalla polizia e avvertiti di “non mescolarsi troppo” in queste attività.
     
    Liu, 41 anni, è membro fondatore del Partito democratico, condannato per questo (“incitamento ecc..) a 13 anni di prigione nel 1999. È stato rilasciato nel novembre 2008 per buona condotta. Il suo avvocato, Ma Xiaopeng afferma che non ha potuto vedere le prove dell’accusa e non sa per quali articoli Liu è stato arrestato.
     
    Liu ha partecipato anche al movimento di piazza Tiananmen nell’89, arrestato per questo nel 1991 e condannato a due anni e mezzo di prigione. Dopo la sua liberazione nel 2008 ha continuato a scrivere articoli a sostegno della democrazia e ha firmato il documento di Carta 08, che domanda riforme politiche e libertà religiosa al governo cinese per attuare una vera società rispettosa dei diritti umani in Cina. Uno degli estensori della Carta 08, Liu Xiaobo, è stato condannato lo scorso Natale a 11 anni di prigione sempre per “incitamento a sovvertire il potere dello Stato”. Liu aveva scritto alcuni articoli in difesa di Liu Xiaobo.
     
    Alcuni giorni fa, un altro firmatario di Carta 08 è stato fermato dalla polizia e minacciato di essere arrestato. Si tratta del famoso scrittore Yu Jie, che sta per diffondere un libro critico verso il premier Wen Jiabao. Il 4 luglio scorso Yu è stato fermato dalla polizia e interrogato per quattro ore, poi minacciato che se pubblica il libro sarà condannato, dato che il volume “mette a rischio la sicurezza nazionale”.
     
    Yu ha dichiarato che i poliziotti gli hanno assicurato “una sentenza pesante come quella di Liu Xiaobo”.
     
    Yu, che ha fondato il Pen Centre in Cina, un’associazione indipendente di scrittori e giornalisti, è un cristiano protestante. I suoi libri sono proibiti in Cina.
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