22/06/2018, 14.30
FILIPPINE
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Mindanao, educatrice musulmana: Più controllo sulle madrasse per ‘proteggere fedeli e Stato’

Infiltrazioni islamiste nei sistemi educativi di sempre più Paesi del sud-est asiatico. Sarah L. Handang approva la politica del governo per la supervisione degli insegnamenti nelle scuole islamiche del Paese: “Si eviterà la radicalizzazione e l'insegnamento di ideologie estremiste ai bambini”. Musulmani filippini abituati alla convivenza coi cristiani.

Zamboanga (AsiaNews) – Un maggior controllo sull’insegnamento nelle scuole islamiche “proteggerà gli studenti musulmani e lo Stato dall’estremismo”. E’ quanto dichiara ad AsiaNews Sarah L. Handang, educatrice musulmana ed attivista per il dialogo interreligioso a Zamboanga (Mindanao), nel sud delle Filippine. Ella è una senior education supervisor del Dipartimento dell’Educazione (DepEd) di Zamboanga, dove è a capo dell’Mep, il Programma educativo per le madrasse [scuole coraniche ndr].

Il progetto, finanziato dal governo delle Filippine, fornisce uno standard di istruzione di base a tutti i docenti di Lingua araba ed educazione ai valori islamici (Alive) delle madrasse pubbliche e private. All’inizio di questo mese, il segretario alla Difesa Delfin Lorenzana, aveva annunciato l’impegno di Manila per diffondere l’iniziativa in tutto il Paese.

L’educatrice, che ha accolto con favore le dichiarazioni di Lorenzana, spiega: “Il Mep verrà attuato attraverso una legge della Repubblica, approvata dal Congresso e ratificata dal presidente. Il Dipartimento dell'Educazione (DepEd) potrà in questo modo sovrintendere all'educazione dei bambini musulmani. Questo programma offre un piano di studi unificato, e riconosciuto dal governo, che verrà attuato in tutte le scuole del Paese, pubbliche e private, frequentate da studenti musulmani”.

“Adottando un piano di studi comune - prosegue Handang - le scuole non potranno più contribuire alla radicalizzazione e all'insegnamento di ideologie estremiste ai bambini. Qualora non rispettassero le disposizioni, esse andrebbero incontro all’immediata chiusura. Di conseguenza, il Mep è uno strumento per proteggere gli studenti musulmani e lo Stato”.

Durante i mesi seguiti all’assedio islamista di Marawi, in molti hanno espresso timori per la diffusione di ideologie estremiste tra la minoranza islamica (circa il 20% della popolazione). “Questo programma - afferma l’educatrice - è in parte una risposta a quanto accaduto a Marawi, dove in passato vi erano numerose madrasse tradizionali. Esse non adottavano un programma specifico, per cui erano libere di insegnare qualsiasi cosa venisse imposto loro da determinati gruppi”.

A Mindanao, a destare le maggiori preoccupazioni  sono soprattutto le scuole finanziate da gruppi e movimenti d’origine mediorientale. A tal proposito, Sarah Handang dichiara: “Non tutti gli istituti sovvenzionati da enti stranieri sfuggono ai controlli. La maggior parte soddisfa i requisiti imposti dalle autorità e dal DepEd. Molte fondazioni straniere hanno concordato con il governo programmi di assistenza per i bambini, soprattutto le vittime dell'assedio. Anche se vi sono organizzazioni poco trasparenti, non si può generalizzare l'operato di tutte le altre. Per questo è necessario adottare quanto prima il Mep, perché esso fornisce l'autorità e gli strumenti per contrastare le derive estremiste e l’ignoranza”.

“Il programma è davvero utile e importante per lo sviluppo dei valori educativi di ogni bambino musulmano - ribadisce Handang - Non vi è possibilità che esso fallisca. Con la sua attuazione, saremo in grado di far crescere le nuove generazioni nel rispetto degli insegnamenti islamici e dell’essere cittadini filippini”.

Sempre più Paesi del sud-est asiatico sono soggetti ad infiltrazioni islamiste nel sistema educativo. In Indonesia, nazione islamica più popolosa al mondo, il governo è impegnato in una difficile campagna contro il jihadismo negli istituti superiori. L’educatrice esclude tuttavia che un simile fenomeno possa verificarsi anche nelle Filippine: “La nostra è una cultura diversa. La nostra nazione è stata colonizzata dagli spagnoli per più di un secolo. Questo ha consentito alla minoranza musulmana di imparare a coesistere con i nostri fratelli e sorelle cristiani, senza mettere in discussione la propria fede”.

“Sono convinta che lo spiccato spirito di adattamento e la pazienza del popolo filippino proteggeranno il Paese. Vi sono gruppi che intendono dividere la nostra società, ma i musulmani filippini sono abituati alla convivenza pacifica con le altre religioni. Il dialogo interreligioso e la reciproca comprensione sono forti e ricopriranno un ruolo ancora più centrale nei nostri programmi educativi”, conclude Sarah Handang. (PF)

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