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    » 04/01/2017, 08.40

    FILIPPINE

    Mindanao, estremisti islamici attaccano un carcere: fuggiti 150 detenuti



    Nel mirino la prigione distrettuale di North Cotabato, nei pressi Kidapawan. Nell’area sono attivi gruppi fondamentalisti, bande criminali e guerriglieri comunisti. L’assalto è durato almeno due ore; negli scontri a fuoco morta una guardia, ferito un detenuto. Polizia ed esercito hanno lanciato una caccia all’uomo.

     

    Manila (AsiaNews/Agenzie) - Un gruppo armato, forse legato ai movimenti estremisti e separatisi islamici attivi nel sud delle Filippine, ha attaccato nelle prime ore di oggi la prigione distrettuale di North Cotabato, nei pressi della città di Kidapawan, sull’isola di Mindanao. Nell’assalto sono fuggiti almeno 150 prigionieri. Una guardia carceraria è deceduta negli scontri a fuoco con il commando e un prigioniero è rimasto ferito.

    Già in passato sono avvenuti casi di attacchi alle carceri filippine, in particolare nel sud dove da decenni sono attivi gruppi separatisti islamici e movimenti jihadisti (legati allo Stato islamico), nell’unica nazione asiatica a maggioranza cattolica. Il raid è avvenuto poco prima dell’alba e non è un caso isolato, visto che già in passato si sono verificati casi analoghi.

    Testimoni oculari riferiscono che l’assalto è durato almeno due ore, con scontri a fuoco violenti fra guardie carcerarie e assalitori. Almeno un centinaio di uomini armati hanno sferrato l’attacco; alla testa del gruppo vi era un comandante legato alle milizie musulmane ribelli.

    All’interno della prigione vi erano almeno 1500 detenuti. Circa 150 hanno approfittato della confusione che si è venuta a creare per fuggire dalle proprie celle, scavalcare i muri di recinzione impilando i letti uno sopra l’altro e far disperdere le proprie tracce nell’area circostante.

    Peter Bonggat, guardia carceraria presente al momento dell’attacco, riferisce che l’obiettivo del raid era la liberazione di alcuni elementi legati all’estremismo islamico detenuti all’interno della struttura. Polizia ed esercito hanno lanciato una imponente caccia all’uomo per catturare tutti gli evasi, ma finora sono riusciti a fermarne solo sei. I sospetti delle autorità sono al momento concentrati su una fazione separatista del Moro Islamic Liberation Front (Milf), il principale movimento separatista ribelle del sud del Paese che nel recente passato ha siglato un accordo di pace col governo centrale di Manila.

    Nell’agosto dello scorso anno estremisti islamici vicini allo Stato islamico (SI) hanno liberato otto detenuti e altri 15 carcerati nella prigione di Marawi, una città di Mindanao.

    Kidapawan, città in cui è avvenuto l’attacco di oggi, è situata circa 950 km a sud di Manila. Nell’area sono attivi diversi gruppi ribelli musulmani, bande criminali legate sopratutto al narcotraffico e alla vendita di armi e guerriglieri comunisti.

     

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