09 Dicembre 2016
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  •    - Brunei
  •    - Cambogia
  •    - Filippine
  •    - Indonesia
  •    - Laos
  •    - Malaysia
  •    - Myanmar
  •    - Singapore
  •    - Tailandia
  •    - Timor Est
  •    - Vietnam
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est

  • mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato


    » 02/04/2010, 00.00

    FILIPPINE

    Mindanao, la Pasqua richiama cristiani e musulmani all’impegno per la pace

    Santosh Digal

    In occasione della Settimana Santa e della Pasqua, mons. Romulo Tolentino de la Cruz, vescovo di Kidapawan e membro del Forum dei vescovi e degli Ulema, racconta ad AsiaNews la situazione e le aspettative future della popolazione di Mindanao. La regione a maggioranza musulmana è da 40 anni teatro di guerra tra esercito filippino e ribelli islamici.

    Manila (AsiaNews) – Nella regione di Mindanao a maggioranza musulmana e da oltre 40 anni teatro della guerra tra esercito filippino e ribelli islamici  “il messaggio presente nelle celebrazioni per la Settimana Santa e la Pasqua chiede a tutta la gente l’impegno per la pace, la giustizia e lo sviluppo di questa terra”. È quanto afferma ad AsiaNews mons. Tolentino de la Cruz, vescovo di Kidapawan (Mindanao). Il prelato è uno dei 24 vescovi del Forum dei vescovi e degli Ulema, organizzazione composta da cattolici, protestanti e musulmani, attiva dal 1996 nel promuovere la pace nella regione attraverso il dialogo interreligioso. Dal settembre 2009 Milf e governo hanno ripreso i dialoghi di pace e lo scorso 4 marzo a Kuala Lumpur hanno stilato una nuova bozza di accordo sostenuta anche dalla comunità internazionale.    

    Quale importanza hanno la Settimana e la Pasqua in un contesto come quello di Mindanao?

    Il mistero della Pasqua di Gesù è la base per qualsiasi circostanza della nostra vita, dell’esistenza della Chiesa e della sua pastorale e dell’attività missionaria del Paese e di tutto il mondo. Questo importante evento ci spinge tutti a lavorare per la pace, la giustizia e lo sviluppo della nostra regione.

    I cristiani come vivono la loro fede in una regione a maggioranza musulmana?

    Il messaggio di Cristo è aperto a tutti. Ciascun cristiano deve vivere la sua fede in ogni aspetto della vita quotidiana e deve essere testimone per coloro che vivono insieme a lui. La luce di Cristo dovrebbe splendere per tutti. Il Vangelo di Gesù chiama tutti i cristiani hanno la possibilità di farsi promotori della buona novella.  

    Quali sono le sue preoccupazioni per la pace e lo sviluppo di Mindanao?

    La gente è ormai stanca di vivere sotto il controllo militare. Ciascuno spera che tutto prima poi giunga alla fine e inizi ad esserci un dialogo anche fra le persone. La pace non può essere trovata alla fine del tunnel. Essa è un processo che deve iniziare per prima cosa nel cuore della gente per diffondersi nei villaggi, nelle città e da ultimo nella regione. Per questo motivo Chiesa e leader islamici continuano  a portare avanti il dialogo interreligioso attraverso il Forum dei vescovi e degli Ulema. A tutti i nostri sacerdoti e religiosi consigliamo di avere come priorità il dialogo con i musulmani nelle loro attività pastorali. Nonostante queste aperture è però difficile promuovere la pace nella regione. Essa è possibile solo se governo e popolazione lo desiderano sul serio e noi cristiani continueremo a pregare e lavorare. Per fare ciò la politica dovrà avere a cuore la prosecuzione dei dialoghi, ma anche le gente comune dovrà fare la sua parte.

    Quale futuro prevede per Mindanao e quale sarà il ruolo della Chiesa nella regione?

    Mindanao è ricco di risorse naturali, ma c’è povertà per la corruzione diffusa nel settore pubblico e privato e per l’utilizzo sbagliato dei fondi concessi dallo Stato. Quello che chiediamo è una politica adeguata e trasparente che sia veramente al servizio delle persone. La regione deve avere l’occasione per risollevarsi e bisogna aiutare la gente a migliorare le condizioni di vita. La Chiesa fa del suo meglio e diffonde tra la popolazione i valori del Vangelo quali verità, pace e giustizia e lo fa attraverso i suoi missionari e le loro attività.  Ma c’è ancora molto da fare. Abbiamo bisogno di essere guidati da Dio per portare la gente di Mindanao verso la via della pace e della prosperità.

    Sono stati fatti degli sforzi per estendere i valori del cristianesimo anche ai ribelli del Milf e di Abu Sayyaf ?

    La Chiesa intende accogliere tutti, compresi i ribelli islamici. Anche loro hanno bisogno di Dio. Attraverso il Buc, Noi stiamo facendo di tutto per raggiungerli. Dobbiamo tentare di ispirare in loro il bisogno di abbandonare la violenza e farli così ritornare alla via del dialogo con il governo. La Chiesa tenta da anni di portare Milf e Abu Sayyaf a un tavolo di negoziazione per risolvere insieme i problemi di Mindanao. Noi facciamo da ponte tra loro e il governo. Questa è la missione della Chiesa, e Milf e Abu Sayyaf ne sono consapevoli.  

     

     

     

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    16/03/2010 FILIPPINE
    Il movimento dei Non allineati per il dialogo e la pace a Mindanao
    Due giorni di incontri del Movimento dei Paesi non allineati, storica organizzazione internazionale che riunisce 118 Paesi in via di sviluppo. Leader musulmano: Piantare i semi della cultura della pace tra le persone e le nazioni attraverso il dialogo per consolidare gli sforzi verso la totale eliminazione dell’ombra della guerra.

    19/03/2010 FILIPPINE
    Presidente Arroyo: Dialogo interreligioso unica soluzione per la pace a Mindanao
    La Arroyo ha pronunciato il suo intervento in occasione della due giorni sul dialogo interreligioso organizzata dal Movimento dei Paesi non allineati. L’incontro è stato commentato con favore anche dalla Chiesa cattolica, vera promotrice della pace nella regione a maggioranza musulmana martoriata da quarant’anni di guerra.

    17/05/2010 FILIPPINE
    I ribelli islamici pronti al dialogo con Aquino
    Mohagher Iqbal, negoziatore del Moro Islamic Liberation Front loda la vittoria senza brogli del nuovo presidente e spera in una definitiva risoluzione del processo di pace a Mindanao dopo 40 anni di guerra. P. Giulio Mariani Pime: “la buona riuscita dei dialoghi tra Milf e il nuovo governo dipenderà molto dalle future alleanze politiche del presidente Aquino”.

    06/03/2010 FILIPPINE
    Mindanao: Il Milf abbandona le pretese di indipendenza, nuove speranze per la pace
    L’incontro sui dialoghi di pace tra governo filippino e rappresentanti del Moro Islamic Liberation Front si è concluso il 4 marzo scorso a Kuala Lumpur (Malaysia). La prossima seduta avverrà dopo le elezioni di maggio. Annabelle T. Abaya, segretaria del governo per i dialoghi di pace: Il rispetto mostrato dal Milf del processo di pace e delle proposte del governo, porta i dialoghi verso una soluzione di lungo periodo per i problemi di Mindanao.

    08/01/2013 FILIPPINE
    Mindanao, chiese stracolme a Natale. Un segno di speranza per la pace con i ribelli islamici
    Dopo gli accordi fra Milf e governo cala il pericolo di attentati dei gruppi estremisti. In migliaia, soprattutto giovani affollano le messe di mezzanotte celebrate nelle varie diocesi dell'isola a maggioranza musulmana. Due missionari raccontano le feste di Natale nell'isola per quarant'anni teatro della guerra fra esercito filippino e ribelli islamici.



    In evidenza

    IRAQ
    Parroco di Amadiya: profughi cristiani di Mosul, fra l’emergenza aiuti e l’attesa del rientro

    P. Samir Youssef

    In una lettera p. Samir Youssef racconta la situazione dei rifugiati, da oltre due anni lontani dalle loro case. Si segue con attenzione l’offensiva, anche se case e chiese “sono in gran parte” bruciate o distrutte. Con l’arrivo dell’inverno servono cherosene, vestiti, cibo e denaro per pagare il trasporto degli studenti. Un appello per continuare a sostenere la campagna di AsiaNews.


    IRAQ
    “Adotta un cristiano di Mosul”: il dono di Natale per attraversare l’inverno

    Bernardo Cervellera

    Le nuove ondate di profughi, con l’avanzata dell’esercito verso la Piana di Ninive e Mosul rischiano di far dimenticare i rifugiati che da due anni hanno trovato ospitalità nel Kurdistan. C’è bisogno di cherosene, vestiti per l’inverno, aiuti per i bambini, soldi per gli affitti. La campagna lanciata da AsiaNews due anni fa è più urgente che mai. Rinunciare a un dono superfluo per offrire loro un dono essenziale per vivere.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®