30 Luglio 2014 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter | Mobile




Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato
invia ad un amico visualizza per la stampa


» 02/04/2010
FILIPPINE
Mindanao, la Pasqua richiama cristiani e musulmani all’impegno per la pace
di Santosh Digal
In occasione della Settimana Santa e della Pasqua, mons. Romulo Tolentino de la Cruz, vescovo di Kidapawan e membro del Forum dei vescovi e degli Ulema, racconta ad AsiaNews la situazione e le aspettative future della popolazione di Mindanao. La regione a maggioranza musulmana è da 40 anni teatro di guerra tra esercito filippino e ribelli islamici.

Manila (AsiaNews) – Nella regione di Mindanao a maggioranza musulmana e da oltre 40 anni teatro della guerra tra esercito filippino e ribelli islamici  “il messaggio presente nelle celebrazioni per la Settimana Santa e la Pasqua chiede a tutta la gente l’impegno per la pace, la giustizia e lo sviluppo di questa terra”. È quanto afferma ad AsiaNews mons. Tolentino de la Cruz, vescovo di Kidapawan (Mindanao). Il prelato è uno dei 24 vescovi del Forum dei vescovi e degli Ulema, organizzazione composta da cattolici, protestanti e musulmani, attiva dal 1996 nel promuovere la pace nella regione attraverso il dialogo interreligioso. Dal settembre 2009 Milf e governo hanno ripreso i dialoghi di pace e lo scorso 4 marzo a Kuala Lumpur hanno stilato una nuova bozza di accordo sostenuta anche dalla comunità internazionale.    

Quale importanza hanno la Settimana e la Pasqua in un contesto come quello di Mindanao?

Il mistero della Pasqua di Gesù è la base per qualsiasi circostanza della nostra vita, dell’esistenza della Chiesa e della sua pastorale e dell’attività missionaria del Paese e di tutto il mondo. Questo importante evento ci spinge tutti a lavorare per la pace, la giustizia e lo sviluppo della nostra regione.

I cristiani come vivono la loro fede in una regione a maggioranza musulmana?

Il messaggio di Cristo è aperto a tutti. Ciascun cristiano deve vivere la sua fede in ogni aspetto della vita quotidiana e deve essere testimone per coloro che vivono insieme a lui. La luce di Cristo dovrebbe splendere per tutti. Il Vangelo di Gesù chiama tutti i cristiani hanno la possibilità di farsi promotori della buona novella.  

Quali sono le sue preoccupazioni per la pace e lo sviluppo di Mindanao?

La gente è ormai stanca di vivere sotto il controllo militare. Ciascuno spera che tutto prima poi giunga alla fine e inizi ad esserci un dialogo anche fra le persone. La pace non può essere trovata alla fine del tunnel. Essa è un processo che deve iniziare per prima cosa nel cuore della gente per diffondersi nei villaggi, nelle città e da ultimo nella regione. Per questo motivo Chiesa e leader islamici continuano  a portare avanti il dialogo interreligioso attraverso il Forum dei vescovi e degli Ulema. A tutti i nostri sacerdoti e religiosi consigliamo di avere come priorità il dialogo con i musulmani nelle loro attività pastorali. Nonostante queste aperture è però difficile promuovere la pace nella regione. Essa è possibile solo se governo e popolazione lo desiderano sul serio e noi cristiani continueremo a pregare e lavorare. Per fare ciò la politica dovrà avere a cuore la prosecuzione dei dialoghi, ma anche le gente comune dovrà fare la sua parte.

Quale futuro prevede per Mindanao e quale sarà il ruolo della Chiesa nella regione?

Mindanao è ricco di risorse naturali, ma c’è povertà per la corruzione diffusa nel settore pubblico e privato e per l’utilizzo sbagliato dei fondi concessi dallo Stato. Quello che chiediamo è una politica adeguata e trasparente che sia veramente al servizio delle persone. La regione deve avere l’occasione per risollevarsi e bisogna aiutare la gente a migliorare le condizioni di vita. La Chiesa fa del suo meglio e diffonde tra la popolazione i valori del Vangelo quali verità, pace e giustizia e lo fa attraverso i suoi missionari e le loro attività.  Ma c’è ancora molto da fare. Abbiamo bisogno di essere guidati da Dio per portare la gente di Mindanao verso la via della pace e della prosperità.

Sono stati fatti degli sforzi per estendere i valori del cristianesimo anche ai ribelli del Milf e di Abu Sayyaf ?

La Chiesa intende accogliere tutti, compresi i ribelli islamici. Anche loro hanno bisogno di Dio. Attraverso il Buc, Noi stiamo facendo di tutto per raggiungerli. Dobbiamo tentare di ispirare in loro il bisogno di abbandonare la violenza e farli così ritornare alla via del dialogo con il governo. La Chiesa tenta da anni di portare Milf e Abu Sayyaf a un tavolo di negoziazione per risolvere insieme i problemi di Mindanao. Noi facciamo da ponte tra loro e il governo. Questa è la missione della Chiesa, e Milf e Abu Sayyaf ne sono consapevoli.  

 

 

 


invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
16/03/2010 FILIPPINE
Il movimento dei Non allineati per il dialogo e la pace a Mindanao
di Santosh Digal
19/03/2010 FILIPPINE
Presidente Arroyo: Dialogo interreligioso unica soluzione per la pace a Mindanao
17/05/2010 FILIPPINE
I ribelli islamici pronti al dialogo con Aquino
06/03/2010 FILIPPINE
Mindanao: Il Milf abbandona le pretese di indipendenza, nuove speranze per la pace
di Santosh Digal
08/01/2013 FILIPPINE
Mindanao, chiese stracolme a Natale. Un segno di speranza per la pace con i ribelli islamici

In evidenza
VATICANO
Il Papa su Medio Oriente, Iraq, Ucraina: "Fermatevi, ve lo chiedo con tutto il cuore! Fermatevi!"Il ricordo dei bambini, vittime delle guerre, "ai quali si toglie la speranza di una vita degna". Affrontare "ogni diatriba con la tenacia del dialogo e del negoziato e con la forza della riconciliazione". Domani, i 100 anni dallo scoppio della Prima guerra mondiale, "un giorno di lutto". Imparare le lezioni della storia. Il Vangelo ti fa conoscere Gesù vero, vivo; ti parla al cuore e ti cambia la vita, come per san Francesco di Assisi. "La gioia di avere trovato il tesoro del Regno di Dio traspare, si vede. Il cristiano non può tenere nascosta la sua fede".
IRAQ - VATICANO
Patriarca di Baghdad: Il cuore "sanguina" per gli innocenti in lraq, Siria e Gaza. Ed è "triste" per la timidezza del mondo civilizzatoMar Louis Sako invia un messaggio al card. Barbarin, in occasione della marcia di solidarietà con i cristiani dell'Iraq, che si tiene oggi a Lione. "Non ci dimenticate!".
VATICANO
Papa: sono con i cristiani perseguitati di Mosul e del Medio Oriente"Il Dio della pace susciti in tutti un autentico desiderio di dialogo e di riconciliazione. La violenza non si vince con la violenza. La violenza si vince con la pace!". All'Angelus Francesco ha commentato la parabola del buon grano e della zizzania. Dio è "paziente", sa che "la stessa zizzania, alla fine, può diventare buon grano". Ma "al tempo della mietitura, cioè del giudizio, i mietitori eseguiranno l'ordine del padrone separando la zizzania per bruciarla".

Dossier

by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
by Lazzarotto Angelo S.
pp. 528
by Bernardo Cervellera
pp. 240
Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate