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» 23/10/2006 12:41
FILIPPINE
Mindanao, leader musulmano invita i ribelli a fermare la violenza

Ustadz Omar Pasigan, leader spirituale dei musulmani dell'arcipelago meridionale, ha ricordato che è proibito per i fedeli dell'islam uccidere senza motivo, anche se il bersaglio è un infedele, ed ha chiesto ai ribelli di favorire i colloqui di pace con Manila.



Manila (AsiaNews/Agenzie) - Il leader spirituale del gruppo più numeroso di ribelli musulmani filippini ha "proibito" ai fedeli dell'islam di "uccidere senza ragione, anche se il bersaglio è un infedele" ed ha lanciato un allarme sul possibile acuirsi di nuovi conflitti nella zona di Mindanao.

Ustadz Omar Pasigan, gran mufti dell'arcipelago meridionale, ha parlato mentre i fedeli islamici festeggiavano la fine del mese sacro del ramadan con preghiere all'alba e colpi di arma da fuoco ed ha chiesto loro di fermare la violenza anti-governativa e favorire i colloqui di pace.

Una recente serie di attacchi ha minacciato la già fragile tregua instaurata nel 2003 tra il Milf (Moro Islamic Liberation front) e il governo delle Filippine, il Paese asiatico con il maggior numero di cattolici; Pasigan parla però di "possibili nuove violenze".

La scorsa settimana la polizia ha accusato in contumacia Ebraihm Murad, leader del Milf, per la sua partecipazione a tre attentati che hanno causato la morte di 7 persone e il ferimento di oltre 30 nel sud: egli è colpevole inoltre di aver invitato alla lotta i fedeli ed aver messo a grave rischio i lunghi colloqui di pace. I servizi segreti di Manila hanno accusato degli attacchi i membri di Abu Sayyaf ["Portatori di spada", braccio locale di al-Qaeda ndr].

Da parte sua, il Milf ha accusato alcuni leader politici locali di aver montato ad arte delle prove contro Murad per ostacolare le trattative volte alla creazione nel sud delle Filippine di un territorio per i musulmani e porre fine a un conflitto che dalla fine degli anni '60 ha causatola morte di più di 120mila persone.

Il governo filippino ha dichiarato martedì 24 ottobre giornata di festa per celebrare la fine del Ramadan, ma i musulmani filippini hanno festeggiato la ricorrenza – chiamata in lingua locale "Hariraya Puasa" – oggi.

Un portavoce della polizia della città meridionale di Cotabato afferma che per tutta la notte sono stati sparati colpi di arma da fuoco per celebrare la fine del mese sacro, ma stando alle fonti ufficiali nessuno sarebbe rimasto ferito. Del resto, nelle Filippine è prassi comune celebrare le giornate di festa sparando colpi di fucile e le stime ufficiali della polizia parlano di circa 330mila armi illegali in circolazione nel Paese.

A Manila, le autorità hanno concesso a un leader islamico imprigionato per aver guidato una rivolta nel 2001 di poter pregare per qualche ora nella moschea della capitale filippina. Centinaia di musulmani hanno intonato l'invocazione "Allah Akbar" (Dio è grande) all'esterno della moschea mentre Nur Misuari – capo del Moro National Liberation Front – chiedeva loro di sostenere gli sforzi di pace nel sud, auspicando che il Governo gli conceda di recarsi il prossimo mese in Arabia Saudita per partecipare alla Conferenza delle Organizzazioni Islamiche.


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