05/06/2019, 13.16
INDIA
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Ministro indù: conversioni forzate come ‘chiedere sesso in cambio di un favore’

di Nirmala Carvalho

Il ministro-santone è conosciuto come il “Modi dell’Orissa”. È accusato di complicità nell’omicidio del pastore australiano Graham Staines e dei due figli piccoli. Sajan K George: “In Orissa non è mai stato registrato un caso per conversioni forzate al cristianesimo”.

Mumbai (AsiaNews) – Le conversioni religiose praticate con la forza, l’inganno, la seduzione e la promessa di denaro sono come “chiedere sesso in cambio di un favore”. È l’ultimo commento pronunciato dal ministro Pratap Chandra Sarangi, nominato la scorsa settimana al Dicastero per le piccole e medie imprese e a quello per l’allevamento, la produzione casearia e l’industria ittica. Egli è conosciuto come il “Modi dell’Orissa”, essendo stato il capo locale del gruppo radicale indù che nel 1999 bruciò vivi il pastore Graham Staines e i due figli piccoli. La sua nomina ha già suscitato profonda indignazione tra i cristiani e non ha perso tempo per dividere la popolazione con i suoi commenti. Egli è anche considerato un asceta molto devoto.

Per Sajan K George, presidente del Global Council of Indian Christians (Gcic), “il linguaggio utilizzato dal ministro è degradante, indiscreto, litigioso e sprezzante nei confronti della civiltà. Anche se l’Orissa è stato il primo Stato ad aver approvato il Freedom of Religion Act nel 1967 [la legge che punisce le conversioni forzate, ndr], non è mai stato provato nemmeno un solo caso [di conversione forzata al cristianesimo]”.

Parlando al quotidiano ThePrint, il ministro-santone ha detto che le conversioni religiose [al cristianesimo] sono paragonabili “alla violenza fisica nei confronti di una ragazza” e devono essere perseguite come un “crimine e un atto disumano”. “Immaginate – ha detto – che qualcuno aiuti una ragazza in un college di medicina o ingegneria e voglia aggredirla sessualmente. Il caso sarebbe trattato come un crimine, un atto disumano. Allo stesso modo, se qualcuno vuole convertire o sfruttare il proprio credo offrendo servizi e denaro, anche quello deve essere trattato come un crimine: un crimine contro natura e contro l’umanità”.

Il ministro Sarangi ha respinto le accuse che lo vedono complice nell’omicidio del missionario australiano, compiuto materialmente dall’estremista indù Dara Singh, membro del Bajrand Dal, di cui all’epoca il politico era il capo locale. “Le accuse secondo cui io ho sostenuto Dara Singh – dichiara – sono solo il grido di un folle”.

Poi egli ha parlato delle vacche, l’animale sacro per l’induismo, e ha invitato a “guardare gli animali con più simpatia e amore. Dobbiamo renderle felici. Le mucche vengono macellate illegalmente in maniera crudele e disumana”. “Dobbiamo trovare un rimedio a tutto questo”, ha concluso.

Per Sajan K George i commenti del santone sono un’offesa ai cristiani: “Il tessuto multi-linguistico, multi-religioso e pluralistico dell’India è a rischio. Le minoranze sono discriminate, minacciate, tra di loro aumenta la paura e l’ansia”.

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