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» 19/08/2010 09:19
INDIA
Missionaria della Carità: da Madre Teresa ho imparato a non lamentarmi di nulla
di Nirmala Carvalho
Suor Amile Jose ha 48 anni ed è Missionaria della Carità dal 1983. Visita le famiglie che soffrono e fa catechismo ai bambini. Di Madre Teresa l’hanno sempre colpita gli occhi e il fatto che la Beata non si lamentasse e non accusasse mai nessuno.

New Delhi (AsiaNews) – In vista del primo centenario dalla nascita di Madre Teresa di Calcutta, che si festeggerà il prossimo 26 agosto, AsiaNews continua a pubblicare le testimonianze di chi ha vissuto con la Beata.

Suor Amile Jose ha 48 anni ed è diventata Missionaria della Carità nel 1983. Vive nella Casa regionale di Royapuram, a Chennai, nel Tamil Nadu. Il suo apostolato consiste nel visitare le famiglie che soffrono e nel fare catechismo ai bambini. Ha vissuto tre anni con Madre Teresa e ha imparato da lei a non lamentarsi mai di niente.

 In che cosa consiste il suo apostolato?

 Nel visitare le famiglie e condividere le loro gioie e sofferenze. Ascoltare i loro dolori ed essere piena di attenzione, allevia la metà delle loro sofferenze. Più tardi all’adorazione, preghiamo e intercediamo per le famiglie e poi ritorniamo alle nostre visite casa per casa. Le persone ci aprono la porta e il cuore, ci svelano le loro vite e i loro dolori, e provano la consolazione e la grazia di Cristo.

 Faccio anche lavoro di catechesi. Qui nella parrocchia di St. Roque abbiamo 300 bambini che frequentano il catechismo. Proprio ieri 63 bambini sono stati cresimati e la scorsa settimana 42 hanno ricevuto la Santa Comunione.

 Che esperienza hai fatto con Madre Teresa?

 Dal 1984 al 1986 sono stata nella casa della Madre, a Calcutta, per la mia formazione. La Madre era una donna di preghiera. Io ero attratta e affascinata soprattutto dai suoi occhi. Quando mi guardava, sentivo che stava guardando dentro la mia anima. Manterrò sempre questo ricordo di lei come un tesoro.

 Dopo che la Madre è morta, la mia devozione verso di lei è cresciuta. In particolare, dopo aver letto Founding Grace, i diari della Madre che contengono alcune delle tante lettere che la Madre scriveva ai preti e ai suoi confessori, condividendo con loro le sue battaglie, le sue difficoltà e le sofferenze che affrontava durante i suoi primi giorni.

 È rivelatore il fatto che la Madre non abbia mai brontolato, né si sia mai lamentata con nessuno. Nei diari della Madre, non ci sono segni di accuse contro nessuno.

 Come vivi la tua missione come Missionaria della Carità?

 Lo spirito è una fiducia in Dio, una arrendevolezza e una allegria totali. Con la grazia di Cristo, io spero di potere testimoniare con allegria la mia vocazione, servendo le famiglie durante le visite alle case e durante il lavoro di catechesi. Madre Teresa ci ha sempre detto che apparteniamo a Gesù e che dobbiamo pregare senza sosta, portando alle persone l’amore di Cristo. La Madre era una delle migliori testimoni di Cristo: vedere il suo amore per Lui e per i poveri conduceva a vedere e volere Cristo.

 Cosa hai imparato da Madre Teresa?

 Quando sono entrata nelle Missionarie della Carità nel 1983, l’ho fatto per seguire Gesù lungo le orme di Madre Teresa, per condividere in modo completo la Sua Passione. Quando nel dicembre 2009 mi hanno diagnosticato il diabete, mi ero rattristata, ma poi ho guardato alla Madre e mi sono ricordata di Founding Grace, di come non si lamentasse, di come accettasse la croce. E adesso, considero il diabete come la possibilità che la grazia divina mi dà di assomigliare a Cristo e condividere la Sua Passione, e questo porta frutto al mio apostolato.

 Io possiedo una reliquia, una ciocca di capelli della Madre, e queste reliquia è una fonte di immensa consolazione e incoraggiamento alla mia missione, come sua figlia. La Madre era una donna di preghiera e continua a intercedere per ognuno di noi, perché possiamo amare Gesù sempre di più.


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