10/12/2018, 13.10
THAILANDIA
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Missionario Pime: La grazia dell’Avvento tra i bambini delle baraccopoli

di Adriano Pelosin

Boss, 13anni, è cresciuto in una famiglia distrutta dalla droga. Con le sue attenzioni e il suo modo di fare, il ragazzo è riuscito a ridare il sorriso a Few, cacciato di casa dal marito della madre. Nel maggio 2018, è entrato in seminario “per diventare un prete come ‘Kun Po A’ (p. Adriano)”. Anche Few ora vuole ricevere il Battesimo.

Pathumthani (AsiaNews) – Riportiamo di seguito ampi stralci della lettera che p. Adriano Pelosin ha voluto indirizzare, in occasione dell’Avvento, a tutti i suoi amici e benefattori per raccontare la sua missione e le storie di grazia e di conversione nate grazie ad essa.  Originario di Loreggia (Padova), il 72enne missionario del Pontificio Istituto Missioni Estere (Pime) è in Thailandia da circa 40 anni. Il sacerdote è anche superiore dell’Istituto missionario thailandese e dal 2013 svolge la sua opera nella parrocchia di San Marco a Pathumthani, in una comunità cattolica piccola, ma ricca di vitalità e spirito di iniziativa.

Carissimi amici, parenti e sostenitori a distanza dei nostri bambini,

Come si avvicina il Santo Natale penso a tante persone che mi sono vicine col pensiero, la preghiera, l’incoraggiamento, comprensione e sostegno materiale e voglio ringraziare tutti anche a nome dei missionari thailandesi, a nome dei bambini poveri e orfani, a nome delle persone che con voi posso aiutare.

Vi assicuro che io e tutti i bambini preghiamo per voi ogni giorno che Dio vi dia buona salute e pace nel cuore, coraggio nell’affrontare le difficoltà e le sofferenze della vita quotidiana. Recentemente sono stato a visitare p. Rachata a Maechan e ho visto tanti bambini delle tribù Akha, Lahu e Yao che possono andare a scuola grazie al vostro contributo e ai vostri sacrifici. Il Signore Dio sicuramente vi ricompenserà.

Vi voglio raccontare la storia di “Boss e Few”.

Boss è un ragazzino di 13 anni. Io l’ho conosciuto tre anni fa, in una delle tante baraccopoli della periferia di Bangkok. Era venuto ad abitare nella capanna di una zia, in quanto era diventato troppo pericoloso vivere a casa sua. Viveva con i nonni e purtroppo il nonno (in realtà è il marito della nonna) lo obbligava ad aiutarlo a spacciare la droga (pillole di metanfetamina). Prendeva otto euro alla pillola. Lui si teneva un euro e alla nonna dava la differenza. La nonna era uscita da poco dal carcere (per spaccio di droga), il suo papà era in prigione e la mamma se n’è andata via di casa insieme ad un altro uomo. Boss ha anche un fratello maggiore che ora ha 15 anni e un fratello minore 11enne. Mentre sua nonna era in prigione, era seguito dalla famiglia della zia “Sim”, anche lei arrestata dalla polizia alla fine del 2017, sempre per spaccio di droga; il marito della zia è stato arrestato per omicidio a gennaio 2018. Anche il figlio maggiore della zia è attualmente in prigione, mentre il cugino “Pok”, 17enne, ha problemi di tossicodipendenza.

So che fate fatica a seguirmi… Sono cose da capogiro… ma questa è la situazione in cui si trovano molto spesso a vivere i bambini delle baraccopoli della periferia di Bangkok.

Con alcuni giovani che mi aiutano nella parrocchia di San Marco a Pathumthani facciamo attività per i ragazzi delle baraccopoli e anche Boss veniva e partecipava. Ad un certo punto ho notato che Boss aveva un’attenzione particolare agli altri ragazzi. Era diventato amico di un altro bambino 11enne che da qualche mese viveva in parrocchia, Few. Few è stato abbandonato, il suo papà è morto e la mamma si è risposata con un altro uomo, che però non vuole Few in casa. Con le sue attenzioni e il suo modo di fare, Boss è riuscito a ridare il sorriso a Few. Boss veniva e partecipava alla catechesi domenicale e desiderava ricevere il battesimo e andare in seminario “per diventare un prete come ‘Kun Po A’ (p. Adriano)”. Presto Boss ha imparato a fare il chierichetto, a Pasqua di quest’anno ha ricevuto il battesimo e il 12 maggio 2018 è entrato in seminario.

Dopo qualche tempo, Few è venuto da me e all’improvviso mi ha chiesto: “Perché io non posso ricevere il Battesimo?”. “Ma tu non vuoi mai andare alla catechesi, tu durante il catechismo preferisci giocare” gli ho risposto. “Tu credi in Gesù?”, gli ho chiesto. “Si”, ha risposto Few con un dolce sorriso e chinando il capo. “Chi è Gesù?”, gli ho chiesto ancora. “Gesù è il figlio di Dio”, ha risposto Few alzando la testa. “Che cosa ha fatto Gesù per noi?”, ho continuato io. “Lui è morto in croce per perdonare i nostri peccati”, ha risposto Few. “Come fai a sapere queste cose?”, ho domandato io con una lacrima che mi cadeva dagli occhi. “Tu le ripeti sempre quando preghiamo insieme” ha detto Few con naturalezza. “Mi sembri distratto e disinteressato quando dico la messa o recitiamo il breviario insieme”, gli ho detto un po’ sorpreso. Few ha fatto un grande sorriso. “Una volta odiavo il marito di mia madre, invece adesso ho capito che devo perdonarlo” ha detto Few. E anch’io ho fatto un gran sorriso.

A tutti voi auguro di Buon Natale e Felice Anno nuovo! Che Dio vi riempia il cuore del suo Amore.

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