24/11/2017, 12.56
SRI LANKA
Invia ad un amico

Mons. Emmanuel Fernando, nuovo vescovo di Mannar al servizio dei Tamil

di Melani Manel Perera

È stato nominato vescovo due giorni fa da papa Francesco. Incontrerà il personale della diocesi per comprendere le necessità più urgenti. I problemi del territorio, ancora afflitto dalle conseguenze della guerra civile. Il cammino in continuità con i predecessori. Non si devono mescolare politica e religione, ma è urgente parlare in difesa della gente.

Colombo (AsiaNews) – Un’opportunità per servire il popolo Tamil, “usare la mia lingua madre e aiutare quanti in Mannar cercano una guida e hanno bisogno di qualcuno che dia loro voce e che li ascolti”. Il vescovo vuole essere vicino a coloro che “hanno perso i loro terreni” e ai parenti degli “scomparsi” e degli “uccisi”. Così mons. Fidelis Lionel Emmanuel Fernando definisce il suo impegno come nuovo vescovo della diocesi del Mannar, provincia nord-occidentale dello Sri Lanka, in passato teatro di molti scontri della guerra civile in Sri Lanka. Mons. Emmanuel Fernando è stato nominato due giorni fa da papa Francesco.

Nato il 20 maggio del 1948 a Jaffna, è stato ordinato nel gennaio del 1973. Nel 1987 ha ottenuto in dottorato in Teologia morale all’Università cattolica di Washington. Dal febbraio del 2012, il vescovo è stato vescovo ausiliare dell’arcidiocesi di Colombo, e in passato ha svolto diverse mansioni, fra cui professore, vice-rettore e rettore del Seminario nazionale di Kandy.

Ecco l’intervista rilasciata ad AsiaNews.

Eccellenza, quali sono le sue impressioni a questa nomina?

So che la diocesi di Mannar è molto grande; più di 100mila cattolici; più di cento preti e molti altri religiosi. Io devo servire questa diocesi, perciò guardo a questa grande prova che mi è stata data, e devo affrontarla con responsabilità e prudenza. Perciò, solo con l’aiuto di Dio posso prepararmi a questo grande compito.

Come pensa di svolgere questo nuovo lavoro pastorale per la diocesi?

Anche se la nomina è stata fatta due giorni fa io non ho ancora incontrato i sacerdoti di lì, quindi ragionerò su un piano per la diocesi solo dopo averli incontrati. Ho bisogno di sapere quali siano i bisogno più urgenti, quali le priorità, e solo dopo potrò pensare a pianificare.

Come intende fare per comprendere le necessità della popolazione, in special modo considerando che essi sono Tamil che hanno sofferto a causa della lunga guerra civile?

Ho fatto visita a Mannar di recente e so che ci sono ancora molti problemi. Dopo la guerra hanno perso i loro terreni, i loro cari sono scomparsi, e molte persone sono state uccise. Le famiglie soffrono l’assenza dei loro membri, in particolare dei capo-famiglia. Sono in una situazione che deve essere ancora risolta. Ci sono molti bisogni, quindi dobbiamo aiutarli a trovare soluzioni ai diversi problemi che affrontano. Ad esempio, in alcuni luoghi hanno le case proprio accanto la chiesa, ma essa è occupata dall’esercito, e per questo devono camminare due o tre chilometri per venire in chiesa. Insomma, abbiamo bisogno di diverse soluzioni a questi problemi.

In precedenza, Eccellenza, lei era vescovo ausiliare nel sud del Paese, a Colombo, e ora sta prendendo una grande responsabilità come vescovo del popolo Tamil, nel nord. Nei social media alcuni si domandano perché venga scelto un singalese come vescovo di un’area e una popolazione Tamil. Si chiedono: “Cosa sa del popolo Tamil per poterli servire?”. Come reagisce a questa sfida?

Chi mi conosce davvero sa che ho studiato al St. Benedict’s College, nella periferia di Kotahena, a Colombo. Ho un solido fondamento di linguaggio Tamil. Ho fatto molti sforzi per studiare la lingua singalese, per avvicinare la popolazione di Colombo. E non era la mia lingua madre. Io sono di madrelingua Tamil. Amerei occuparmi della comunità di lingua Tamil. Lo ho fatto anche a Colombo, ovunque fosse possibile. Infatti, mi sento triste a doverli lasciare, perché dipendevano da me per le cerimonie in lingua Tamil. Ma adesso ho l’opportunità di usare la mia lingua madre e aiutare quanti in Mannar cercano una guida e hanno bisogno di qualcuno che dia loro voce e che li ascolti.

Mons. Rayappu Joseph è stato per lungo tempo la guida della diocesi, e non sarà mai dimentica. Le persone si chiedono se il nuovo vescovo seguirà le sue tracce.

Sì, nella Chiesa cattolica non è come nella politica. Quando ci assumiamo un incarico, il nostro dovere principale è continuare quanto fatto dai nostri predecessori. C’è stato un primo vescovo di Mannar, mons. Thomas Savundaranayagam. La sua opera è stata approfondita da mons. Rayappu Joseph, che lo ha succeduto. Quindi è mio compito ora continuare quanto egli ha compiuto. Non so se ne ho né il talento né la capacità. Sarà Dio di a dovermi dare la forza, ad aiutarmi a continuare il servizio che mons. Rayappu Joseph ha prestato alla sua gente.

Sarò inoltre molto attento a non mescolare politica e religione. Qualsiasi cosa possiamo fare per il popolo, lo faremo. Anche parlare in sua difesa. Daremo voce ai loro diritti, è questo ciò che faremo. Ho il sostegno degli altri vescovi. Tre o quattro di loro sono stati con me al Seminario nazionale, come studenti o membri dello staff. Li conosco. E ho anche il sostegno di Sue Eminenza il card. Malcom Ranjith, con il quale ho servito per molti anni. La Chiesa cattolica ha visto tutto ciò prima di dare a me questo importante incarico.

Dio mi ha affidato un grande compito. È un ministero episcopale di grande livello. Sarò grato alle persone che coopereranno con me, che pregheranno per me, che mi daranno una mano.

Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
Speranze e delusioni a 24 anni dalla Rivoluzione dei rosari
24/02/2010
Vescovo di Mannar: "Fumo negli occhi" le indagini sui sequestri della guerra civile
11/08/2014
Vescovo di Mannar: La visita di papa Francesco, una consolazione per le vittime della guerra
24/07/2014
Vescovo di Mannar: Papa Francesco verrà in Sri Lanka nel gennaio 2015
09/05/2014
Cinquemila cattolici, musulmani e indù difendono il vescovo di Mannar da accuse “ignobili”
28/05/2012