25/05/2006, 00.00
cina - vaticano
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Mons. Li Duan è morto con l'anello donatogli dal Papa

Era forse il cardinale in pectore di Giovanni Paolo II. Grande personalità, stimato sia dalla Chiesa ufficiale che dalla Chiesa sotterranea tra le quali è stato tessitore di unità.

Xian (AsiaNews) – E' morto con al dito l'anello che Benedetto XVI gli aveva inviato dopo il Sinodo sull'Eucaristia: a chi lo andava a visitare in ospedale, mons. Li Duan, lo mostrava con orgoglio: "Questo è il segno della mia comunione col papa", diceva. A quel Sinodo l'arcivescovo di Xian, morto la notte scorsa, era stato invitato insieme ad altri tre vescovi, ufficiali e non. Ma il governo non ha permesso a nessuno di loro di parteciparvi. Tutti e quattro i vescovi hanno ricevuto dal papa un anello in dono, come segno che erano considerati membri del Sinodo anche se assenti.  P. Peter Barry, esperto dell'Holy Spirit Study Centre di Hong Kong racconta ad AsiaNews: "Ho visitato il vescovo nel gennaio scorso, all'ospedale e anche a me ha mostrato l'anello donato dal papa: sembrava la sua ricchezza più importante".

Questo è solo uno degli episodi che mostrano la grande personalità di mons. Antonio Li Duan e il suo grande amore alla Chiesa universale e al pontefice. Secondo p. Barry, mons. Li "è forse una delle personalità più eccezionali nella Chiesa cinese contemporanea. Era un membro della Chiesa ufficiale, ma aveva molti rapporti con la Chiesa sotterranea. Era molto rispettato da entrambi i rami della Chiesa cinese. È stato anche coraggioso: nel gennaio del 2000, alle ordinazioni illecite non approvate dalla Santa Sede, si è rifiutato di partecipare, mostrando ubbidienza verso le indicazioni papali. Era un uomo di grande spiritualità e questo gli permetteva di affrontare serenamente ogni problema, come quello delle suore di Xian, picchiate perché contrarie al sequestro della loro scuola da parte delle autorità. Mons. Li, sulla questione dell'esproprio della scuola delle suore e del terreno vicino alla cattedrale, ha preferito ricomprare il terreno dallo stato, per evitare nuovi problemi alla Chiesa. Attorno a lui sono cresciuti alcuni giovani vescovi che lo seguono sulla stessa linea".

P. Gianni Criveller, Pime, anch'egli dell'Holy Spirit Study Centre di Hong Kong, ricorda la nettezza cattolica del prelato: "La sua linea era chiara: la Chiesa cattolica è quella riunita attorno ai vescovi in comunione con papa. Per questo era critico sui tentativi dell'Associazione Patriottica di nominare vescovi in modo autonomo. Per lo stesso motivo non ha partecipato alle ordinazioni illecite del 2000. A causa di questo suo gesto ha dovuto subire per lungo tempo interrogatori, vessazioni, controlli da parte di funzionari del governo e il suo seminario è rimasto penalizzato per anni". P. Criveller ricorda che nonostante tutte le difficoltà "mons. Li era sempre sereno ed ottimista, anzitutto sul futuro della Chiesa in Cina. Diceva sempre: questo è il momento favorevole per l'evangelizzazione della Cina". A Xian e in tutta la Cina vi è un'enorme crescita di conversioni e battesimo fra intellettuali, studenti universitari, professionisti. "A chi gli faceva notare che i protestanti si diffondono con più celerità nel Paese – continua p. Criveller - lui diceva senza rammarico che era un fatto positivo: È bello che così tante persone conoscano Gesù, diceva. Inoltre alcuni di loro, quando vengono a conoscere la maggiore ricchezza della fede cattolica, diventano cattolici".

Mons. Li ha passato almeno 2 periodi, dal 1960 al '63 e dal '63 al '79, ai lavori forzati. Ma era ottimista e senza rancore anche sul futuro del rapporto fra autorità civili e religiose nel Paese. "Negli ultimi 10-15 anni egli è divenuto la persona di maggiore fiducia del Vaticano in Cina", continua p. Criveller. "La Santa Sede aveva fiducia il lui anche per riconciliare le comunità sotterranee. Negli ultimi anni Li Duan era riuscito a conquistarsi la fiducia di molti vescovi sotterranei". In molti ritengono che Li Duan fosse il cardinale in pectore che Giovanni Paolo II aveva designato al Concistoro del 2003.

Al momento della sua morte, ha raccontato ad AsiaNews il vescovo coadiutore mons. Antonio Dang Mingyan, attorno a lui c'erano, oltre allo stesso mons. Dang, alcuni sacerdoti e decine di fedeli di Xian. Il vescovo è morto nella voce della loro preghiera. Era rimasto cosciente fino a poco prima di morire. Ieri mattina AsiaNews aveva potuto sentirlo.  Alle due della notte aveva avuto una crisi.

I funerali del vescovo sono fissati per il 31 maggio, nella parrocchia di Gongyi (Lintong), dove mons. Li è stato parroco dall'80 all'87, subito dopo la liberazione dal lager e prima di divenire vescovo. Sarà seppellito nella stessa chiesa. La sua salma rimane esposta nella cattedrale di Xian per 3 giorni, mentre si tengono messe e veglie di preghiera presiedute dal successore di mons. Li, il vescovo coadiutore mons. Dang Mingyan.

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