27 Maggio 2012 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook         

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Newsletter




Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME


Voli Low Cost Roma
Voli Milano




mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato

invia ad un amico visualizza per la stampa


» 11/07/2008 13:23
IRAQ – GMG
Mons. Sako: “Più di 5mila giovani dall'Iraq pregheranno per il Papa a Sydney”
L’arcivescovo caldeo di Kirkuk definisce un “evento dalla portata storica” il raduno al quale prenderanno parte migliaia di ragazzi provenienti dalle diocesi del nord, impossibilitati ad andare alla Gmg in Australia. Egli ribadisce che la “vera sfida è rimanere in Iraq” per contribuire “alla ricostruzione del Paese”.

Kirkuk (AsiaNews) – A Sydney non ci sarà alcun giovane irakeno: nessuno di quelli che aveva programmato il viaggio ha ricevuto il visto per l'Australia. Pur non nascondendo la “profonda delusione” per la mancata concessione dei visti, mons. Louis Sako, arcivescovo di Kirkuk non si perde d'animo. “In concomitanza con la Giornata Mondiale della Gioventù abbiamo organizzato un raduno al quale parteciperanno più di 5mila giovani”, provenienti dalle diocesi del nord dell’Iraq per “per pregare assieme al Papa”. II prelato caldeo sottolinea la portata “storica” dell’evento che non esita a definire “un miracolo” in una situazione ancora oggi segnata da conflitti e violenze. Mons. Sako ribadisce che “la vera sfida è ricostruire l’Iraq”, preservando la tradizione “cristiana che costituisce una parte fondamentale della cultura irachena”. Pur fra sofferenze e difficoltà essa intende “rimanere viva e collaborare con la comunità musulmana per portare una pace stabile e duratura”.

Ecco l’intervista rilasciata da mons. Louis Sako ad AsiaNews:

Eccellenza, qual è lo stato d’animo dei giovani iracheni ai quali è stato negato il visto per partecipare alla Gmg?

Un sentimento di delusione è naturale, ma dalle sofferenze nasce sempre un segno di speranza: in occasione della giornata mondiale della gioventù abbiamo organizzato un incontro al quale prenderanno parte più di 5mila ragazzi provenienti dalle diocesi del nord del Paese fra cui Kirkuk, Amadiyah, Erbil. Questo è un evento storico, perché ribadisce la volontà dei giovani di testimoniare la loro fede pur in mezzo a difficoltà e sofferenze; la comunità cristiana è viva, e la testimonianza offerta dai giovani è il frutto di un vero miracolo.

Quali eventi avete organizzato in occasione dell’incontro?

Il 17 e il 18 luglio ci saranno dei momenti di preghiera, di catechesi, di riflessione che intendono testimoniare la vicinanza della comunità cristiana irachena ai giovani e al Papa. Egli ha sempre dimostrato un’attenzione particolare alla nostra realtà, e se anche non potremo essere fisicamente vicini a loro, il nostro spirito e il nostro cuore sono a Sydney. Certo è un peccato perdere un momento unico di confronto con altre realtà, altre culture e altre esperienze che hanno in comune la fede in Cristo, ma è altrettanto importante e significativo mostrare che la Chiesa locale è viva, che intende lavorare per promuovere la pace e lo sviluppo. Per questo abbiamo voluto mandare un messaggio a Papa Benedetto XVI e ai giovani che parteciperanno alla Gmg, per affermare con forza che siamo lì, in mezzo a loro.

Vi sono dei segnali di speranza per il Paese?

La situazione è ancora molto difficile, in particolare in alcune zone dell’Iraq, ma non abbiamo perso la voglia di lavorare per costruire la pace, testimoniando allo stesso tempo la nostra fede. La vicinanza del Papa è un segnale importante non solo per la comunità cristiana, ma per tutto l’Iraq e per i nostri fratelli musulmani.

Fra cristiani iracheni nascono delle vocazioni?

Questo è un punto essenziale per mantenere viva la comunità cristiana. Ad oggi mancano preti, suore, ma soprattutto personale con una formazione specifica nella dottrina e nella pastorale. In passato abbiamo registrato delle fughe significative dal Paese a causa delle violenze, sequestri, omicidi, ma la vera sfida è rimanere qui e lavorare per la nostra terra e il nostro popolo. Segni flebili di speranza ci sono: oggi in cattedrale abbiamo organizzato un incontro con 300 giovani fra i 7 e i 16 anni che hanno manifestato con forza il desiderio di pace, di sicurezza. Essi chiedono di poter vivere liberamente la propria fede e un piccolo gruppo – 7 su una classe composta da 25 elementi – ha anche detto di voler consacrare la propria vita a Cristo, perché vedono nei religiosi dei veri testimoni della fede, dei modelli da seguire.

Quali sono le maggiori difficoltà per chi lascia il Paese ?

C’è un problema evidente di integrazione con la cultura e il mondo occidentale, che è sempre più disgregato e secolarizzato. È vero, da noi manca la sicurezza, i pericoli ci sono; ma c’è anche un profondo senso di unità, di comunione, la famiglia è ancora oggi il cardine portante della società. Per questo invito i cristiani a non abbandonare il Paese, perché le difficoltà che incontrano all’estero, attratti dal miraggio della sicurezza e del benessere, possono essere persino più grandi. La vera sfida è rimanere qui e contribuire alla rinascita dell’Iraq.(DS)


invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
25/07/2008 IRAQ
A Erbil 102 bambini hanno avuto la prima comunione
25/07/2008 THAILANDIA – GMG
Gmg, strumento di conversione per i giovani thailandesi
di Weena Kowitwanij
01/07/2008 FILIPPINE – SINGAPORE – GMG
Dalle Filippine a Singapore, migliaia di giovani con il Papa per la Gmg
di Santosh Digal
13/11/2009 IRAQ
Mosul festeggia la nomina del nuovo arcivescovo, dopo la morte di mons. Rahho
11/10/2008 INDIA – VATICANO
Sr Alfonsa, la santa indiana esempio di carità cristiana
di Nirmala Carvalho

In evidenza
CINA - VATICANO
Sheshan, migliaia di pellegrini per la Giornata di preghiera voluta dal papa
di Jian MeiP. Taddeo Ma Daqin, vicario generale della diocesi di Shanghai, ha presieduto la messa con 40 sacerdoti. Fedeli di altre diocesi ostacolati dalla pesante sorveglianza di poliziotti in borghese. In Hebei arrestati un sacerdote e un seminarista della Chiesa clandestina. È morto mons. Paolo Li Yi, vescovo di Luan (Changzhi, Shanxi).
VATICANO - CINA
"Porta Fidei": la Lettera apostolica del Papa per l'Anno della fede ora anche in cineseUno strumento per rinnovare "la gioia" e "l'entusiasmo dell'incontro con Cristo", a pochi giorni dalla Giornata mondiale di preghiera per la Chiesa in Cina (24 maggio). La Giornata e la "Porta Fidei" sottolineano l'importanza di comprendere la fede e di testimoniarla in pubblico, in unità col papa.
VATICANO
Papa: i cattolici cinesi siano fedeli alla Chiesa e vivano con coerenza la loro fedeAl Regina Caeli Benedetto XVI dice che con l'Ascensione Gesù "non si è allontanato da noi". Un ricordo per le vittime dell'attentato alla scuola di Brindisi e del terremoto in Emilia. Un incoraggiamento per il Movimento per la vita.

Dossier

by Gheddo P. Fazzini G.
pp. 336
by Buono Giuseppe, Pelosi Patrizia
pp. 432
by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
by Lazzarotto Angelo S.
pp. 528
by Bernardo Cervellera
pp. 240
Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate