28 Giugno 2016
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  •    - Arabia Saudita
  •    - Bahrain
  •    - Emirati Arabi Uniti
  •    - Giordania
  •    - Iran
  •    - Iraq
  •    - Israele
  •    - Kuwait
  •    - Libano
  •    - Oman
  •    - Palestina
  •    - Qatar
  •    - Siria
  •    - Turchia
  •    - Yemen
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est

  • mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato


    » 29/07/2008, 00.00

    IRAQ

    Mons. Sako: a Kirkuk, atti “vergognosi” contro la “fragile” ripresa del Paese



    L'arcivescovo di Kirkuk manifesta la condanna dei leader politici e religiosi per l’attentato di ieri mattina, che ha causato la morte di 28 persone. Colpita una folla che manifestava contro la nuova legge elettorale. Interessi politici ed economici minano la stabilità del Kurdistan iracheno.

    Kirkuk (AsiaNews) – Condanna unanime da parte del mondo politico e dei leader religiosi per l’attacco di ieri a Kirkuk, che ha causato la morte di 28 persone e decine di feriti. Lunedì mattina un attentatore suicida si è fatto esplodere in mezzo a un gruppo di dimostranti che manifestava contro la nuova legge elettorale approvata dal Parlamento. La folla era radunata nei pressi del palazzo del Governo locale, poco distante dalla cattedrale del Sacro Cuore; il corteo dei dimostranti aveva da poco cominciato il cammino quando il kamikaze si è fatto saltare in aria, provocando la strage.

    Per prevenire nuovi attacchi le autorità hanno imposto il coprifuoco, ma già dalle prime ore di questa mattina la situazione sembra essere tornata alla normalità. L'arcivescovo di Kirkuk, mons. Louis Sako, esprime ad AsiaNews “tristezza e vergogna” e sottolinea quanto gli episodi di violenza compromettano “la fragile ripresa del Paese”, la cui situazione nelle ultime settimane sembrava migliorare. “L’unica strada per risolvere problemi e divisioni – ribadisce  – è il dialogo. Con la logica della violenza non si risolve nulla. Per questo ho chiesto a tutti, dalle istituzioni al governo, ai leader religiosi un’assunzione di responsabilità forte per salvare la città dal disastro”. Il prelato denuncia “la forte preoccupazione della gente per l’avvenire della città”, al centro di interessi politici ed economici.

    La popolazione di Kirkuk è composta da diverse etnie e l’area circostante la città e tutto il Kurdistan iracheno posseggono ingenti giacimenti petroliferi che attirano l’interesse delle compagnie, assetate di risorse e materie prime. Al centro della discussione politica degli ultimi mesi vi è il discusso referendum, in base al quale i cittadini – un mix di etnie tra curdi, assiro-caldei, turcomanni e arabi – devono decidere se annettere la città al Kurdistan oppure farla rientrare in una regione a statuto speciale sotto l’amministrazione del governo centrale iracheno. Ma troppi e troppo contrastanti sono gli interessi in gioco. Kirkuk si sviluppa sul secondo giacimento petrolifero dell’Iraq e possiede il 70 per cento dei depositi di gas naturale della nazione. Il rischio è che se al referendum prevalesse l’“opzione curda”, il governo di Erbil disporrebbe di una risorsa vitale e sufficiente a garantire una sua eventuale indipendenza dal resto dell'Iraq. Ipotesi avversa a vicini come Siria, Turchia e Iran che già fanno i conti con le spinte indipendentiste della comunità curda nei loro confini. Ma anche a Washington, che teme l’aprirsi di un nuovo fronte di tensioni etniche.

     

     

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    15/05/2007 IRAQ
    Il petrolio di Kirkuk dietro i kamikaze contro i curdi
    Il dilagare di attentati nel nord ai confini con il Kurdistan fa salire l’allarme sicurezza nella regione finora estranea alle violenze. Abitanti locali denunciano l’aumento di check point e controlli. Rappresentante del governo curdo:vogliono distruggere l’unico esempio di democrazia e sviluppo nell’area, ci aspettiamo tensioni fino alla fine dell’anno, quando si voterà su Kirkuk, questione ancora “primaria” nell’agenda politica del Kurdistan.

    31/07/2008 IRAQ
    Cristiani e musulmani, solidarietà alle vittime degli attentati di Kirkuk
    Oggi mons. Louis Sako, arcivescovo di Kirkuk, insieme a leader religiosi sunniti, sciiti e capi tribù si è recato in ospedale per visitare i feriti della strage di lunedì scorso. L’iniziativa rappresenta un ulteriore segnale della volontà comune di “pace” e “perdono” reciproco.

    22/11/2012 IRAQ
    Guerra di potere a Kirkuk: appello dell’arcivescovo per la pace e il dialogo
    Tensione altissima fra il governo centrale e l’amministrazione curda. Baghdad invia truppe dell’esercito, per limitare il potere dei peshmerga. Nuovi scontri a sud della città. Mons. Sako ricorda le sofferenze della popolazione e chiede “sicurezza e stabilità”. E lancia un invito: i politici siano “messaggeri di pace”.

    11/01/2012 IRAQ
    Attentato all'arcivescovado caldeo di Kirkuk
    Il vescovo mons. Sako e i suoi collaboratori stanno bene. I terroristi provenivano da Baghdad. Due sono stati uccisi, uno arrestato. L'obbiettivo pare dovesse essere una parlamentare turkmena, la cui casa è vicino all'arcivescovado. Cresce la tensione sunniti-sciiti.

    09/03/2005 IRAQ
    Vescovo di Kirkuk: in ripresa l'economia del "nuovo" Iraq
    Per mons. Louis Sako la situazione è sicuramente migliore dei tempi di Saddam e, dove c'è sicurezza c'è anche ricostruzione. Non c'è persecuzione verso i cristiani "come gruppo", generalmente parte della classe più benestante, ma qualcuno li accomuna agli americani.



    In evidenza

    CINA - VATICANO
    Confusione e polemiche per il silenzio del Vaticano sul caso di mons. Ma Daqin di Shanghai

    Bernardo Cervellera

    Per alcuni l’articolo di mons. Ma con cui elogia l’Associazione patriottica, riconoscendo i suoi “errori”, è solo “fango”. Per altri egli si è umiliato “per il bene della sua diocesi”. Molti esprimono perplessità per il silenzio della Santa Sede: silenzio sul contenuto dell’articolo; silenzio sulla persecuzione subita dal vescovo di Shanghai. Il sospetto che in Vaticano si vede bene lo svolgimento del “caso” Ma Daqin che però fa emergere un problema: la Lettera di Benedetto XVI (con cui dichiara l’AP non compatibile con la dottrina cattolica) è abolita? E chi l’ha abolita? Il rischio di una strada di compromessi senza verità.


    CINA - VATICANO
    Mons. Ma Daqin: il testo della sua “confessione”

    Mons. Taddeo Ma Daqin

    Con un articolo pubblicato sul suo blog, il vescovo di Shanghai, dimessosi dall’Associazione patriottica quattro anni fa, sembra “confessare” il suo errore e esalta l’organismo di controllo della Chiesa. Riportiamo qui il testo quasi integrale del suo intervento. Traduzioni dal cinese a cura di AsiaNews.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®