31 Gennaio 2015 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter | Mobile




Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato
invia ad un amico visualizza per la stampa


» 29/07/2008
IRAQ
Mons. Sako: a Kirkuk, atti “vergognosi” contro la “fragile” ripresa del Paese
L'arcivescovo di Kirkuk manifesta la condanna dei leader politici e religiosi per l’attentato di ieri mattina, che ha causato la morte di 28 persone. Colpita una folla che manifestava contro la nuova legge elettorale. Interessi politici ed economici minano la stabilità del Kurdistan iracheno.

Kirkuk (AsiaNews) – Condanna unanime da parte del mondo politico e dei leader religiosi per l’attacco di ieri a Kirkuk, che ha causato la morte di 28 persone e decine di feriti. Lunedì mattina un attentatore suicida si è fatto esplodere in mezzo a un gruppo di dimostranti che manifestava contro la nuova legge elettorale approvata dal Parlamento. La folla era radunata nei pressi del palazzo del Governo locale, poco distante dalla cattedrale del Sacro Cuore; il corteo dei dimostranti aveva da poco cominciato il cammino quando il kamikaze si è fatto saltare in aria, provocando la strage.

Per prevenire nuovi attacchi le autorità hanno imposto il coprifuoco, ma già dalle prime ore di questa mattina la situazione sembra essere tornata alla normalità. L'arcivescovo di Kirkuk, mons. Louis Sako, esprime ad AsiaNews “tristezza e vergogna” e sottolinea quanto gli episodi di violenza compromettano “la fragile ripresa del Paese”, la cui situazione nelle ultime settimane sembrava migliorare. “L’unica strada per risolvere problemi e divisioni – ribadisce  – è il dialogo. Con la logica della violenza non si risolve nulla. Per questo ho chiesto a tutti, dalle istituzioni al governo, ai leader religiosi un’assunzione di responsabilità forte per salvare la città dal disastro”. Il prelato denuncia “la forte preoccupazione della gente per l’avvenire della città”, al centro di interessi politici ed economici.

La popolazione di Kirkuk è composta da diverse etnie e l’area circostante la città e tutto il Kurdistan iracheno posseggono ingenti giacimenti petroliferi che attirano l’interesse delle compagnie, assetate di risorse e materie prime. Al centro della discussione politica degli ultimi mesi vi è il discusso referendum, in base al quale i cittadini – un mix di etnie tra curdi, assiro-caldei, turcomanni e arabi – devono decidere se annettere la città al Kurdistan oppure farla rientrare in una regione a statuto speciale sotto l’amministrazione del governo centrale iracheno. Ma troppi e troppo contrastanti sono gli interessi in gioco. Kirkuk si sviluppa sul secondo giacimento petrolifero dell’Iraq e possiede il 70 per cento dei depositi di gas naturale della nazione. Il rischio è che se al referendum prevalesse l’“opzione curda”, il governo di Erbil disporrebbe di una risorsa vitale e sufficiente a garantire una sua eventuale indipendenza dal resto dell'Iraq. Ipotesi avversa a vicini come Siria, Turchia e Iran che già fanno i conti con le spinte indipendentiste della comunità curda nei loro confini. Ma anche a Washington, che teme l’aprirsi di un nuovo fronte di tensioni etniche.

 

 


invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
15/05/2007 IRAQ
Il petrolio di Kirkuk dietro i kamikaze contro i curdi
31/07/2008 IRAQ
Cristiani e musulmani, solidarietà alle vittime degli attentati di Kirkuk
22/11/2012 IRAQ
Guerra di potere a Kirkuk: appello dell’arcivescovo per la pace e il dialogo
di Joseph Mahmoud
09/03/2005 IRAQ
Vescovo di Kirkuk: in ripresa l'economia del "nuovo" Iraq
di Maurizio dOrlando
11/01/2012 IRAQ
Attentato all'arcivescovado caldeo di Kirkuk
di Joseph Mahmoud

In evidenza
IRAQ
I bambini di Mosul e il futuro: il campo profughi "a cinque stelle"
di Bernardo CervelleraNel giardino della parrocchia di Mar Elia accanto alle tende ci sono container che servono da aule per i ragazzi e da biblioteca. Un altro serve da stanza per il ricamo. Un coro di bambini. P. Douglas: "preoccuparsi dei profughi non significa solo pensare al mangiare, al bere, alle medicine, le iniezioni, le vaccinazioni... Le persone rifugiate hanno bisogno di fare qualcosa e di coltivare la speranza".
IRAQ
Via Crucis: i profughi di Mosul oltre l'emergenza
di Bernardo CervelleraSono almeno mezzo milione le persone che si sono rifugiate in Kurdistan per sfuggire all'ISIS. Nello Shlama Mall a Erbil: 350 persone vivono nello scheletro di un edificio in costruzione, con panni stesi e coperte a fare da pareti. L'ordinazione sacerdotale di un giovane, anch'egli profugo dimostra che con la fuga, c'è qualcosa che non è stato distrutto: la fede, le tradizioni, il sacerdozio.
IRAQ-VATICANO
Vescovo di Mosul: Gesù nasce fra i container dei rifugiati. Continua la campagna "Adotta un cristiano di Mosul"
di Amel NonaI profughi perseguitati dallo Stato islamico hanno perso tutto: beni, casa, lavoro, scuole, futuro. Ma rimane forte la fede e la missione. Raccolti e inviati quasi 900mila euro. Il messaggio di vicinanza di papa Francesco. La campagna continua secondo la proposta del patriarca di Baghdad: digiuno e sobrietà a Natale e Capodanno, offrendo il corrispettivo per i cristiani di Mosul.

Dossier


by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate