29 Luglio 2016
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  •    - Afghanistan
  •    - Bangladesh
  •    - Bhutan
  •    - India
  •    - Nepal
  •    - Pakistan
  •    - Sri Lanka
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est

  • mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato


    » 29/07/2011, 00.00

    PAKISTAN

    Mons. Saldanha: i partiti cristiani pakistani sono un “fallimento”, serve unità



    Un professore cristiano ha fondato la All Pakistan Christian League (Apcl), per un Pakistan liberale e a garanzia delle minoranze. Critiche e scetticismo dell’arcivescovo emerito di Lahore: troppi partiti in passato, ma hanno avuto vita breve. Per il prelato manca la fiducia “nel sistema democratico” e la situazione resta “disperata”.
    Lahore (AsiaNews) – “Auguro al partito Apcl tutto il bene possibile, ma non credo riuscirà a decollare e ad avere successo. Temo che si dimostrerà un fallimento totale, come tutti gli altri movimenti politici cristiani del passato”. È netto e amaro il giudizio rilasciato ad AsiaNews di mons. Lawrence John Saldanha, arcivescovo emerito di Lahore, riguardo la nascita del partito cristiano All Pakistan Christian League (Apcl). Il prelato aggiunge che “negli ultimi 60 anni sono sorti molti partiti politici a opera di leader cristiani volenterosi”, ma “la maggior parte di questi” ha avuto vita breve e non è servita a perorare la causa e difendere i diritti della minoranza religiosa.

    La All Pakistan Christian League (Apcl) è un movimento politico di ispirazione cristiana che intende promuovere un Paese “forte e democratico”, difendere i diritti dei cristiani e garantire una loro rappresentatività a livello federale e nelle varie province. Sottolineando che si tratta del primo partito “totalmente cristiano” dal 1972, il presidente Salamat Akhtar – assieme al cofondatore Nawaz Salamat – evoca la visione di un Pakistan liberale sancita da Ali Jinnah e invita all’unità fra i cristiani, alla difesa delle donne e all’istruzione per i giovani.

    L’arcivescovo emerito di Lahore ed ex-presidente della Conferenza episcopale pakistana ricorda come “negli ultimi 60 anni” siano sorti diversi movimenti politici cristiani, ma hanno avuto vita breve perché “il partito è ristretto ai membri di una famiglia o gruppo, ma non rappresenta l’intera comunità”. Interpellato da AsiaNews, mons. Saldanha accusa i cristiani di essere “tristemente noti per la loro mancanza di unità” e aggiunge: “preferiscono promuovere un proprio partito, piuttosto che unirsi a una realtà già esistente”.

    La politica è legata al denaro e agli affari e molti partiti del passato, spiega il prelato, sono esistiti “solo sulla carta, senza riscontri fra le masse”, per iniziativa di “uomini facoltosi, che hanno il potere economico per promuovere le proprie attività” e interessi. Egli ricorda che l’introduzione nel 2002 da parte dell’ex presidente Musharraf del “sistema elettorale congiunto” – che permette ai non islamici di votare anche i candidati islamici delle rispettive circoscrizioni – ha lasciato “poco spazio” ai partiti cristiani per proporre “propri candidati” e per questo “hanno cessato quasi del tutto di esistere”.

    Mons. Saldanha si dice “sorpreso” dalla nascita di Apcl e conosce bene il suo leader, il professor Salamat Akhtar, che “è abbastanza vecchio e non avrà l’energia e la forza sufficienti per guidare un partito”. Il problema, secondo il prelato, ruota attorno alla “mancanza di fiducia nel sistema democratico” e alla “scarsa speranza di un cambiamento nel futuro” per una situazione che al momento “è disperata” per la minoranza religiosa. “Temo – conclude l’arcivescovo emerito – che tutto questo si risolverà in un ennesimo fallimento”.(DS)
    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    14/09/2011 PAKISTAN
    Rapporto annuale di Giustizia e pace: violenze e abusi contro le minoranze pakistane
    Lo Human Rights Monitor 2011 di Ncjp racconta non solo i casi di violazione ai diritti umani, ma elabora anche proposte per migliorare la società e il Paese. Esso contiene casi emblematici di persecuzione e i dati relativi a omicidi, incriminazioni per blasfemia e persecuzioni verso i non musulmani. Nel 2010, 40 persone incriminate per blasfemia; 37 gli uccisi.

    11/04/2011 PAKISTAN
    Faisalabad: il “blasfemo” Arif Masih è al sicuro. Per il 90% dei musulmani è innocente
    Il 40enne cristiano è nelle mani della polizia e in una località segreta. Egli è indagato, ma il suo nome non compare nell’inchiesta aperta a carico di ignoti. Coordinatore di Giustizia e Pace: vittima di una vendetta personale, anche la comunità islamica è con lui. Ad accusarlo un musulmano che, di recente, ha perso una causa in tribunale.

    07/05/2010 PAKISTAN
    Lahore: cristiani accusati di blasfemia, costretti ad abbandonare le loro case
    Cinque giovani avrebbero “profanato” uno stendardo contenente versetti tratti dal Corano. Per evitare il processo e tensioni fra cristiani e musulmani, essi hanno dovuto lasciare le abitazioni. Il 26 maggio la sentenza per Matha Bibi, 45enne madre di sei figli, accusata di aver diffamato il profeta Maometto. La donna rischia la condanna a morte.

    13/12/2011 PAKISTAN
    Faisalabad: cristiani e musulmani, uniti, invocano “diritti umani per tutti”
    In concomitanza con la Giornata universale per i diritti umani, celebrata il 10 dicembre, oltre 150 persone hanno aderito a una marcia di sensibilizzazione. In tutto il Pakistan si sono tenuti incontri, mostre, seminari per veicolare un messaggio di “uguaglianza” e “unità nella diversità”. Attivista: la discriminazione alla radice di tutti i conflitti.

    21/11/2011 PAKISTAN
    Faisalabad: accusata di blasfemia, libera con l'aiuto di cristiani e musulmani
    Sacerdote cattolico esprime riconoscenza alla comunità musulmana, che ha svolto "indagini approfondite" prima di emettere la condanna. E auspica che "la cultura della pace e dell'armonia religiosa" possa sempre prevalere. Protagonista della vicenda una donna cristiana, incriminata in base alla legge nera nel corso di una controversia legale.



    In evidenza

    POLONIA – CINA – GMG
    I trucchi e le violenze di Pechino per fermare i giovani cinesi alla Gmg

    Vincenzo Faccioli Pintozzi

    Il governo ha bloccato ieri un gruppo di 50 giovani pellegrini, già imbarcati su un aereo diretto a Cracovia. Interrogati per ore all’immigrazione, sono stati “ammoniti” e rimandati a casa con l’ordine di non contattare nessuno all’estero. Nel frattempo, per i luoghi centrali della Giornata mondiale della Gioventù si aggirano “giovani cattolici cinesi”, in gruppi di cinque o sei persone, che hanno il compito di spiare i compatrioti. Lavorano per Istituti culturali o aziende cinesi in Polonia.


    ISLAM-EUROPA
    P. Samir: Terrore islamico in Francia e Germania: crisi dell’integrazione, ma soprattutto crisi della politica

    Samir Khalil Samir

    Il sequestro e l’uccisione di un sacerdote vicino a Rouen (Francia) e i vari attacchi a Würzburg, Monaco, Ansbach (Germania) sono stati compiuti da gente molto giovane e indottrinata con facilità. La Germania era un modello per l’integrazione dei rifugiati. Ma l’islamismo radicale non si lascia assimilare. Esso è sostenuto da Arabia saudita e Qatar. Non c’è altra strada all’integrazione. Ma occorre dire la verità: nel Corano ci sono elementi di guerra e violenza. Ignoranza e perdita di senso morale dei politici occidentali.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®