22/03/2010, 00.00
CAMBOGIA
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Mons. Schmitthaeusler, il “giovane vescovo” atteso dalla Chiesa cambogiana

di Alberto Caccaro*
Il 20 marzo scorso si è tenuta la cerimonia di ordinazione episcopale del coadiutore di Phnom Penh. Il segno della pace con il vicario apostolico ha rappresentato l’ideale passaggio di consegne fra “padre e figlio”, per rafforzare la presenza della Chiesa nel Paese. Fra le priorità da affrontare “l’unità” dei fedeli e l’educazione dei giovani.
Phnom Penh (AsiaNews) – Il segno della pace fra mons. Emile Destombes, vicario apostolico di Phnom Penh, e mons. Olivier Schmitthaeusler ha rappresentato l’ideale passaggio di consegne fra “padre e figlio”, per continuare e rafforzare la presenza della Chiesa in Cambogia. Un momento “bello e commovente” che ha segnato la cerimonia di ordinazione episcopale di mons. Schmitthaeusler, avvenuta il 20 marzo scorso nella capitale. Il neo prelato ha scelto come motto l’espressione paolina “L’amore di Cristo ci spinge”, che esprime bene il suo pragmatismo, mai disgiunto da un profondo amore a Gesù e alla Chiesa.
 
Nato a Strasburgo nel 1970, mons. Olivier è il giovane vescovo che la Chiesa locale attendeva. In Cambogia dal 1998, egli si è guadagnato la stima di tutti, cattolici e non, e la presenza di oltre 5mila persone da tutto il Paese ha confermato e rinnovato questo profondo affetto. Esso appare di buon auspicio, per il lavoro che attende il neo prelato.  
 
Mons. Emile Destombes, attuale vicario apostolico di Phnom Penh, il nunzio apostolico mons. Salvatore Pennacchio e il vescovo ausiliare di Strasburgo mons. Christian Kratz, sono stati i vescovi consacranti. Alla celebrazione hanno partecipato l’arcivescovo di Bangkok mons. Francois Xavier , il cardinale Jean Baptiste Pham Min Man di Ho Chi Minh City  e altri sette vescovi. Tra questi un buon numero provenienti dal vicino Vietnam e mons. Marie Louis Ling dal Laos. I preti erano 85. Alla funzione sono intervenute anche le autorità civili, fra le quali il Ministro per il culto e gli affari religiosi, e due delegazioni di monaci buddisti con i rispettivi patriarchi, a rappresentare le due correnti del buddismo cambogiano.
 
Mons. Olivier è stato vicario generale di mons. Emile dal 2007. La loro stretta collaborazione ha permesso una crescita continua della Chiesa locale in “unità, visibilità ed efficacia”, nel contesto tumultuoso di una società in veloce cambiamento. Due le priorità che essi dovranno ora affrontare: “l’unita” della Chiesa al suo interno fra la maggioranza dei cattolici di origine vietnamita e la minoranza cambogiana, e l’educazione dei giovani. Mons. Olivier ha speso i sui primi 12 anni in Cambogia costruendo scuole per il governo e per la Chiesa, segno che l’educazione e la formazione delle nuove generazione sono da sempre le sue priorità.
 
Rivolgendosi ai fedeli, il prelato ha usato un linguaggio affettuoso, come di chi si sente padre mentre parla ai suoi figli. Ama la Cambogia, la sua gente, la sua storia e tradizione e si sente chiamato, ha detto mons. Olivier, a “valorizzare tutto ciò che di buono vi è in questo affascinante Paese”.
 
Il vicariato apostolico di Phnom Penh è ricco di presenze diverse: Istituti religiosi maschili e femminili, Ong di ispirazione cattolica e non, ma mons. Olivier sa decisamente valorizzare tutti i carismi e portarli all’unità di un unico progetto, il “bene comune”. Egli ha tessuto rapporti con ogni genere di persone e gruppi: dalla gente semplice dei villaggi ai ministri ora al governo. Questo stile ha rafforzato la visibilità della Chiesa, che ha avuto ed ha così la possibilità di portare il proprio contributo per il futuro delle nuove generazioni.
 
* P. Alberto Caccaro è missionario del Pontificio istituto missioni estere (Pime), in Cambogia dal 2000.
 
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