05/06/2004, 00.00
Hong Kong - Cina
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Mons. Zen: Difendere la libertà di Hong Kong, riabilitare il movimento del 4 giugno

Hong Kong (AsiaNews/SCMP) – Parlando davanti a 800 fedeli, radunati nel Victoria Park prima della veglia in ricordo di Tiananmen, il vescovo di Hong Kong ha chiesto ai cattolici di lottare contro coloro che non rispettano il principio "un paese due sistemi" e che minacciano la libertà di espressione.

Mons. Zen ha detto che Hong Kong ha sperimentato il "suo 4 giugno" quest'anno, quando le speranze per una piena democrazia, nelle elezioni del 2007-2008, sono state bloccate da Pechino. In aprile, infatti, il Comitato permanente del Parlamento cinese ha avocato a sé ogni interpretazione della Basic Law (la costituzione di Hong Kong) e ogni passo verso una maggiore democrazia, violando il criterio "un paese, due sistemi" che garantisce ad Hong Kong una larga autonomia.

"Nel nostro 4 giugno – ha detto -  non vi è sangue versato, né mitragliatrici. Ma con la stessa violenza i 'guardiani della Basic Law' sono venuti a indottrinarci sul patriottismo e alcuni [rappresentanti di Pechino] hanno addirittura gridato che Hong Kong voleva dichiararsi indipendente".

"Il Comitato ha deciso per noi, prima ancora che avessimo la possibilità di discutere i temi legati al suffragio universale nel 2007-2008".

Questa è la seconda volta che il vescovo partecipa alla veglia annuale in ricordo del 4 giugno. "Con metodi autoritari, i nostri giovani patrioti vennero massacrati. Come non potremo lottare per la loro riabilitazione? Certe persone hanno violato il principio 'un paese, due sistemi', interpretando in modo unilaterale la Basic Law. Come potremo non levarci e dire 'no'?".

Mons. Zen ha anche sottolineato il valore della prossima marcia del 1 luglio, anniversario del passaggio di Hong Kong alla Cina. "Marciare, ha detto il prelato,  dà conforto alla gente perché fa esprimere i propri sentimenti. Non dare la possibilità di protestare rischia di produrre ancora più caos".

Per il vescovo è ormai chiaro che Hong Kong deve lottare per la libertà e democrazia. Mons. Zen ha definito "colpevoli" e "sostenitori dei colpevoli" chi predica un atteggiamento di maggiore tolleranza e di acquiescenza pacifica. "Non dobbiamo dare loro retta – ha detto il  vescovo – la pace senza la giustizia è solo un'illusione".

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