09/10/2021, 09.00
RUSSIA-UE
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Mosca ricatta l’Europa per il gas

di Vladimir Rozanskij

Rialzi record dei prezzi nel Vecchio continente per gli aumenti di domanda e le scarse riserve. Putin pretende che gli aumenti di volumi passino per il nuovo gasdotto russo-tedesco Nord Stream-2. Il Cremlino vuole sottomettere la Ue alle proprie condizioni e tagliare fuori la rotta ucraina.

Mosca (AsiaNews) – Il rialzo record del prezzo del gas in Europa, che è equivalente a quasi 200 dollari al barile di petrolio, ha consegnato alla Russia e al suo colosso Gazprom una straordinaria arma di pressione sui partner occidentali. Putin ha già rassicurato i mercati offrendo aumenti di forniture del gas russo, che avranno però un costo nella ridefinizione del mercato energetico a favore della Russia, a partire dal tanto discusso gasdotto Nord Stream-2.

Secondo l’esperto Nikolaj Podlevskikh, intervistato da Rbk, “hanno ragione quanti invitano a guardare all’insieme dei fattori che hanno provocato questa crisi: l’aumento della domanda in America Latina, nel sud-est asiatico e ovviamente in Cina. Questo ha portato a una crisi di panico generalizzata, che ha impoverito i depositi europei del 15%, e alle speculazioni che si sono riversate sul mercato energetico”.  Podlevskikh spiega che Gazprom è senza dubbio uno degli attori più interessati al vertiginoso rialzo: “Ma la Russia mantiene comunque fede ai suoi impegni contrattuali nel settore, e non si può attribuire ad essa la causa della crisi”.

Esiste il serio pericolo che l’Europa sia costretta a soffrire il freddo nel prossimo inverno, anche per le minacce dei cambiamenti climatici. La Russia porterà al 108-112% le quote dei contratti già in essere con i partner europei, rilanciando la sua forza contrattuale. La cancelliera tedesca Angela Merkel, che pure ha sostenuto più di tutti Nord Stream-2, ha proposto un piano di uscita dalla dipendenza dal gas russo entro il 2045. Pur aumentando e diversificando la produzione da fonti alternative, il piano appare però poco realistico.

Un altro esperto russo, Mikhail Krutikhin, in un’intervista a Currentime.tv ha commentato lo “sciopero bianco” (che in russo si chiama “sciopero italiano”) attuato dalla stessa Gazprom per mantenere il controllo della produzione e del commercio nei confronti dei partner stranieri, limitandosi alla stretta osservanza dei termini contrattuali. A suo parere, si tratta di una forma di ricatto “finché non si accetterà di far passare i nuovi volumi di gas da Nord Stream-2, nonostante siano disponibili alternative più semplici come la tratta ucraina, che verrebbe subito usata se davvero la Russia fosse interessata a salvare l’Europa dal gelo”. La rotta del Baltico infatti non aumenterebbe i volumi, ma si limiterebbe a deviarli.

Come spiega Krutikhin, Gazprom avrebbe tutto l’interesse ad aumentare i contratti usando le rotte già attive, ma il colosso energetico russo “non è soltanto un’impresa commerciale, è più corretto definirlo uno strumento politico del Cremlino, che può rinunciare a enormi guadagni solo per costringere gli europei a sottomettersi alle condizioni della Russia, tagliando fuori l’Ucraina”. L’esperto ritiene che in realtà le riserve di gas in Europa non sono in condizioni così tragiche come vengono dipinte, e il panico serve soltanto a fare il gioco degli speculatori e delle strategie politiche.

Gli ucraini tentano di convincere gli europei a non sottomettersi al ricatto dei russi, assicurando la fattibilità delle forniture di gas attraverso il suo territorio. Come ha sostenuto a Bruxelles il capo degli “Operatori energetici ucraini”, Sergej Makogon, intervenendo alle seduta della Nato dedicata proprio alla sicurezza energetica, “gli scopi fondamentali dell’aggressore russo sono quelli di indebolire la sicurezza dell’Ucraina e creare uno scisma all’interno dell’Unione Europea”. Secondo gli ucraini, Putin vuole far annullare tutti gli accordi internazionali, secondo i quali tutto il gas asiatico in Europa dovrà passare dall’Ucraina dopo il 2024.

Il presidente del Consiglio europeo Charles Michel ha scelto la linea della prudenza, affermando che “bisognerà valutare la situazione con molta attenzione a tutti i fattori; dobbiamo prepararci a un dibattito approfondito su questo tema, insieme a tutti gli europei, per avere un quadro completo della situazione”. Sperando che l’inverno non arrivi troppo presto.

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