03/08/2021, 08.46
RUSSIA
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Mosca: l’aumento dei prezzi minaccia le famiglie numerose

di Vladimir Rozanskij

Colpite dalla pandemia, sono costrette a limitare la dieta a pane e patate. Insufficiente l’alimentazione dei bambini. Gli aiuti dello Stato non sono ritenuti adeguati. Debito per i consumi arrivato a livelli record.

Mosca (AsiaNews) – Secondo le previsioni dei produttori di pane, nel mese di agosto i prezzi aumenteranno dal 7 al 12% per l’aumento del costo delle materie prime. Lo riporta Kommersant sulla base dei dati della rete commerciale Vernyj e di vari operatori del settore: un problema per le famiglie russe, già in difficoltà a causa della pandemia.

I prezzi di tutti gli ingredienti necessari alla produzione del pane continuano a crescere, anche se il costo dell’alimento di base è rimasto finora fisso, come spiega il presidente dell’Unione russa dei fornai, Aleksej Ljalin. Secondo le sue informazioni, il prezzo della margarina è cresciuto del 38%, lo zucchero del 9% e il materiale per le confezioni del 26%.

Rustam Ajdiev, direttore esecutivo dell’Unione nazionale della panificazione, ha lanciato un allarme anche per la carenza di personale nel settore, ciò che ha costretto ad aumentare le retribuzioni per chi lavora nel comparto. Il ministero dell’Agricoltura ha diffuso l’informazione che i prezzi dei produttori di pane rimangono stabili, anche se nell’ultimo anno i costi di produzione sono aumentati di oltre il 6%. Il ministero ha assicurato che non mancheranno le misure di sostegno ai produttori per mantenere stabile il prezzo del pane.

Dopo il catastrofico 2020, per le famiglie i prezzi dei prodotti alimentari sono sempre meno sostenibili. Come scrive Anastasia Baškatova sulla Nezavisimaja Gazeta, “dopo la nascita del terzo figlio si è costretti a limitarsi a pane e patate”. Il governo aveva promesso di varare forti misure di aiuto alle famiglie numerose, ma finora queste promesse non hanno dato risultati significativi. Secondo l’istituto di statistica Rosstat, nelle famiglie numerose è crollato il consumo di verdure, frutta, pesce e latticini, per concentrarsi sul pane e derivati, insieme alle patate. Nel complesso, l’alimentazione dei bambini in Russia appare mediamente insufficiente, comunque molto inferiore agli anni precedenti.

Il rappresentante del progetto sociale Humanity, Andrej Loboda, aggiunge che spesso le famiglie russe, nel tentativo di non ridurre le razioni alimentari per i figli, sono costrette a tagliare quasi tutte le spese per altri acquisti e per i servizi. La vice premier Tatjana Golikova ha precisato che tra i cittadini russi vicini alla soglia di povertà, l’80% è costituito dalle famiglie numerose. “Non siamo in grado di risolvere in fretta questo problema, ma in qualche modo dobbiamo uscirne”, ha detto la Golikova. Nelle scorse settimane il Consiglio dei ministri ha approvato un sostegno una tantum di 10mila rubli (poco più di 120 euro) alle famiglie con figli in età scolastica dai 6 ai 18 anni, e anche per quelle con figli maggiorenni (ma con limitazioni alla salute), per permettergli di frequentare la scuola.

Speciali misure andranno a sostegno delle donne nel periodo della gravidanza fino al momento del parto, all’educazione dei figli fino a 3 anni, e poi anche dai 3 ai 7 anni, e dagli 8 ai 17 per i genitori single, come ha comunicato il ministro del Lavoro Anton Kotjakov. Tutte queste misure potrebbero rivelarsi però assai poco efficaci, a causa degli aumenti dei prezzi: in autunno si prevedono aumenti del 10-15% anche per vestiti e scarpe, che supereranno il 20% all’inizio del 2022, anche a causa dell’indebolimento del rublo sui mercati internazionali.

Allo stesso tempo, stanno raggiungendo livelli record i debiti per il consumo, che hanno toccato i 300mila rubli pro capite, circa il 42% in più rispetto al 2019. Sono dati diffusi da una ricerca dell’Ufficio nazionale per la storia del credito, i cui analisti illustrano la destinazione dei crediti concessi dalle banche e dagli altri istituti finanziari ai cittadini. Nel 2021 i russi hanno cercato di compensare con nuovi crediti i ritardi dei pagamenti accumulati lo scorso anno per la pandemia. I numeri rivelano che l’indebitamento dei cittadini è diffuso in misure analoghe in tutte le regioni della Federazione russa.

Dal mese di luglio la Banca centrale di Russia ha irrigidito le regole di concessione dei crediti al consumo, rispetto al periodo pre-Covid, per evitare “bolle” eccessive sui mercati e prevenire possibili crolli. Non si è ancora dimenticata la catastrofe delle piramidi creditizie del 1998, la crisi che costrinse Boris Eltsyn a ritirarsi, trasferendo a Putin i pieni poteri.

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