17/06/2020, 14.40
INDIA
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Mumbai: Lo slum di Dharavi, il più grande d’Asia, lotta contro il Covid-19

di Biju Veticad

La baraccopoli è una delle aree più densamente popolate al mondo. Nei suoi vicoli girato il film premio Oscar “Slumdog Millionaire”. Gli infetti sono meno di 2100: in tutta la città superano i 60mila. Contagi contenuti grazie a controlli a tappeto e all’imposizione della quarantena vicolo per vicolo.

Mumbai (AsiaNews) – La baraccopoli di Dharavi è una vera storia di successo nella lotta dell’India al coronavirus. Ad oggi, lo slum registra meno di 2100 contagiati e 77 morti. In tutta Mumbai, gli infetti sono oltre 60mila.

Con una popolazione che oscilla tra uno e 1,2 milioni di abitanti, distribuita su 2,1 kmq, Dharavi è lo slum asiatico più grande, e una delle aree più densamente popolate al mondo. Esso è diventato noto al grande pubblico per l’acclamata pellicola “Slumdog Millionaire”, vincitrice di otto premi Oscar nel 2009 (tra cui quello di miglior film), ambientata nei suoi vicoli.

Mumbai è il luogo dei contrasti, dove si possono trovare le realtà più ricche e allo stesso tempo più povere d’India. Dharavi (“Il villaggio dei veri indiani”) è la prima cosa che si vede da un aereo in arrivo nella capitale del Maharashtra.

All’inizio della pandemia, le autorità temevano che lo slum potesse diventare un pericoloso focolaio di contagio. Al contrario, il numero dei suoi contagiati continua a ridursi. Il 51% dei residenti risultati positivi è guarito: il tasso di guarigione per l’intera città è del 41%.

Per il governo del Maharashtra e le autorità cittadine, controlli a tappeto e tempestive misure di quarantena hanno favorito il contenimento del virus. Il personale medico è potuto entrare in circa 50mila baracche, visitando 700mila persone, e nuove cliniche sono state aperte nello slum.

Secondo padre Benny Thanninilkkum Thadathil, sacerdote della diocesi cittadina di Kalyan, le autorità hanno saputo pianificare in modo efficace gli interventi sanitari, e ciò malgrado i grandi ostacoli che avevano di fronte. In particolare, egli nota che il governo non ha imposto la quarantena abitazione per abitazione, un’operazione ritenuta impossibile, ma per vicoli (“gali”).

In ogni unità, separata e isolata dalle altre, gli abitanti condividono i servizi igienici. Frutta e verdura non possono essere vendute in strada. Per questo, la diocesi di Kalyan, attraverso una sua organizzazione benefica (Karunya Trust), distribuisce cibo e generi alimentari agli abitanti del luogo.

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