22/01/2015, 00.00
GIAPPONE - ISLAM - SIRIA
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Musulmani giapponesi: Lo Stato islamico distrugge la nostra fede, rilasci gli ostaggi

La piccola comunità del Sol Levante si schiera compatta contro i terroristi dell'SI: "I loro atti vanno condannati con forza e non rientrano nelle prescrizioni coraniche. Uccidere anche un solo innocente, per Allah, significa uccidere l'umanità intera". Nessuna notizia dei due ostaggi nelle mani dei terroristi: l'ultimatum per il pagamento del riscatto, 200 milioni di dollari, scade domani. Il premier Abe: "Non ci piegheremo mai, gli Stati musulmani devono aiutarci".

Tokyo (AsiaNews) - Le gesta dello Stato islamico "sono imperdonabili atti di crudeltà, che non rientrano nella vera fede musulmana. Prendere ostaggi è un modo di fare indegno, e questi terroristi vanno condannati con la massima forza possibile. Con la loro finta 'guerra santa' non fanno altro che distruggere l'islam". È la posizione comune della piccola comunità musulmana giapponese, intervenuta dopo il rapimento di due ostaggi nipponici in Siria per mano dei militanti dell'SI.

Un video pubblicato lo scorso 20 gennaio mostra due uomini - Kenji Goto Jogo, cristiano, e Haruna Yukawa - nelle mani di un terrorista islamico. L'audio chiede al governo giapponese di pagare 200 milioni di dollari "entro 72 ore", ovvero entro il pomeriggio del 23 gennaio: se il pagamento non sarà effettuato, i due saranno uccisi.

Shigeru Shimoyama, portavoce della moschea Camii di Tokyo (la più grande del Paese), spiega: "Secondo la legge di Allah, uccidere anche un solo innocente equivale a distruggere l'umanità intera. Le azioni dei terroristi dello Stato islamico sono in contraddizione con la base della fede musulmana, ovvero il rispetto per la vita umana. Vanno condannati con forza".

Per il portavoce, che si è convertito all'islam circa 10 anni fa, lo Stato islamico sta inoltre "distruggendo la nostra fede. In Giappone, per tanto tempo i musulmani sono stati visti con sospetto e non sono stati capiti. Il rapimento di questi due connazionali non farà altro che alimentare l'idea che l'islam sia una religione per i terroristi. Per questo voglio dire a tutti che le persone che stanno dietro a questo rapimento non sono musulmani".

I giapponesi sono circa 127 milioni: di questi l'83,9% è di fede shintoista e il 71,4% segue anche il buddhismo (le due religioni possono sovrapporsi, essendo entrambe più una filosofia che un vero e proprio culto); i cristiani sono circa il 2%, per la maggior parte protestanti. I musulmani, infine, si attestano all'incirca sulle 100mila unità, con altri 70mila aderenti di nazionalità diversa. Le moschee sono circa 35, ma nel territorio si trovano altri 100 luoghi di preghiera nei luoghi dove non esistono strutture tradizionali.  

Interrompendo un viaggio di Stato a Gerusalemme, il premier nipponico Shinzo Abe è rientrato in patria per gestire l'emergenza. Questa mattina ha chiarito che il suo Paese "non si piegherà al terrore. La nostra è una corsa contro il tempo, ma il governo farà tutto il possibile per ottenere il rilascio dei nostri cittadini. Ho chiesto l'aiuto del leader palestinese Mahmoud Abbas, di quello egiziano al-Sissi, del re giordano Abdullah e del presidente turco Erdogan. La comunità internazionale deve aiutarci".

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