06/09/2013, 00.00
PAKISTAN – VATICANO – SIRIA
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Musulmani pakistani: dal Papa 'parole incoraggianti' per la pace in Siria

di Jibran Khan
Consensi e adesioni anche dal Pakistan per la giornata di preghiera e digiuno promossa da papa Francesco. Membro dell’Islamic Ideology Council apprezza il lavoro dei cristiani “ai quali ci uniamo nella preghiera”. Vescovo di Islamabad: il grido di pace del pontefice rilanciato per tutta la diocesi.

Islamabad (AsiaNews) - "Accogliamo con piacere le parole [del Papa] e sosteniamo [la sua iniziativa] per la pace in Siria". Anche dal mondo musulmano pakistano arrivano consensi e adesioni all'iniziativa di papa Francesco, che continua a lanciare iniziative di pace e di speranza per il Medio Oriente, al centro di una crisi che potrebbe avere conseguenze devastanti. Dal Paese asiatico, spesso teatro di violenze e persecuzioni contro le minoranze da parte di gruppi estremisti islamici, si leva un coro di voci che chiede la fine del conflitto e auspica "unione di intenti" su scala globale per mettere fine alle tensioni nella regione. Un richiamo che viene raccolto in prima persona anche dalla Chiesa cattolica pakistana che, ricordano i suoi vertici, in un contesto seppur difficile si è sempre adoperata "per la pace e l'armonia".

Domenica scorsa durante l'Angelus papa Francesco ha indetto una giornata di preghiera e digiuno per la pace in Siria per il prossimo 7 settembre, perché "scoppi la pace in Siria, nel Medio oriente e nel mondo". Un appello diretto anche ai "credenti di ogni fede e anche a coloro che non credono", già raccolto da personalità cristiane e non, vicine al popolo siriano e pronte a sostenere e rilanciare l'impegno per la fine del conflitto.

Maulana Tariq Ashraf, membro dell'Islamic Ideology Council, sottolinea che "è molto incoraggiante ascoltare le parole del Papa sulla situazione siriana". Il leader musulmano accoglie "con molto piacere" le sue parole e "il sostegno alla pace in Siria, i suoi sforzi per la tolleranza [reciproca] e la pace". E plaude allo sforzo dei cristiani, aggiunge, "ai quali ci uniamo nel giorno di preghiera"; oggi, 6 settembre, vi sarà una "marcia per la Siria" indetta movimento islamico Sunni Tehrik.

Fra i leader musulmani anche Maulana Alim Skeikh Hassan, capo del movimento Dar ul Eliumia, che definisce "positiva" l'iniziativa del Papa, in un'ottica di "pace e tolleranza". "Accogliamo con favore l'iniziativa - aggiunge - e condanniamo quanto sta avvenendo in Siria. È tempo che il mondo si unisca, per la pace nella regione".

Al "grido di pace" lanciato dal pontefice argentino risponde convinto il vescovo di Islamabad/Rawalpindi, mons. Rufin Anthony, che ha indetto per il 7 settembre una giornata di digiuno e preghiera al quale "invita persone di tutte le fedi a unirsi alla causa". Il prelato chiede di "dimenticare le differenze e pregare per la pace in Siria" e condanna "l'uso delle armi chimiche e la perdita di vite innocenti". "Preghiamo per la pace nella regione - conclude il vescovo - la Chiesa cattolica in Pakistan è sempre dalla parte della pace e dell'armonia". Gli fa eco p. James John, sacerdote a Lahore, che definisce "molto importante" la chiamata alla preghiera che "è capace di muovere le montagne".  

 

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