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  • » 28/03/2007, 00.00

    PAKISTAN

    Musulmani torturano per ore un cristiano “blasfemo”, ora in carcere

    Qaiser Felix

    Una folla di 150 musulmani del Punjab ha assalito la casa di Amanat Masih, protestante, accusato di aver bruciato alcune pagine del Corano. La polizia interviene dopo ore di tortura ed arresta l’uomo.
    Lahore (AsiaNews) – Un cristiano del Punjab è stato assalito il 23 marzo scorso da una folla composta da circa 150 musulmani, che lo ha picchiato e torturato per ore. Era stato accusato di aver dissacrato il Corano.
     
    L’attacco è terminato con l’arrivo della polizia, che invece di intervenire contro gli assalitori ha arrestato il presunto blasfemo ai sensi dell’art. 295 B del codice penale, la famigerata legge contro la blasfemia: ora rischia l’ergastolo.
     
    Secondo un comunicato stampa rilasciato da Sharing Life, gruppo protestante pakistano, Amanat Masih, 50 anni, è stato accusato di aver strappato e poi bruciato alcune pagine del Corano. La folla lo ha giudicato colpevole ed ha assalito la sua casa. Entrati con la forza, lo hanno preso e trascinato fuori per torturarlo.
     
    Zohera Bibi, la moglie, denuncia: “Oltre a questo massacro, ci hanno rubato 50mila rupie (oltre 620 euro). Li risparmiavamo da tempo, servivano per il matrimonio di nostra figlia”.
     
    Secondo la denuncia sporta dalla polizia, Masih ha confessato di aver bruciato le pagine del Corano su consiglio di un “guaritore” musulmano, Liaqat Ali, che è stato arrestato. Al momento si trovano entrambi nella prigione distrettuale di Sheikhupura.
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