16/02/2005, 00.00
MYANMAR
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Myanmar: al via i lavori per una nuova Costituzione, ma senza l'opposizione

Bangkok (AsiaNews/Agenzie) – La giunta del Myanmar riprende domani i lavori preparatori per una nuova Costituzione, definita un passo avanti verso la democrazia. Ma l'uomo che ha iniziato il progetto è però in prigione, e Aung San Suu Kyi, la leader democratica, è agli arresti domiciliari. La sua Lega nazionale per la democrazia (LND) ha rifiutato di partecipare alla Convenzione nazionale, varata in maggio, ed ha chiesto la scarcerazione della donna. La Lega nazionale ha citato inoltre le molte restrizioni poste sui lavori, fra cui la proibizione a discutere le procedure.

Senza la LND, i governi occidentali e le Nazioni Unite bollano la convenzione come "falsa": la LND ha infatti vinto le elezioni nazionali nel 1990, ma non è mai riuscita ad ottenere il potere politico sul Paese.

I numerosi gruppi in esilio hanno iniziato i loro lavori preparatori ad una Carta costituzionale fuori del Myanmar, sebbene non vi siano possibilità di promuoverla nel Paese. Ieri un comitato dell'opposizione ha pubblicato un documento in cui affermano che "la costituzione preparata dalla giunta non garantirà la democrazia, i diritti umani e il pubblico benessere".

Il generale Khin Nyunt, l'unico alto funzionario della giunta che intratteneva rapporti con Aung San Suu Kyi è stato allontanato dal suo posto di primo ministro nell'ottobre 2004. Il governo ha sciolto il gruppo dei servizi segreti militari guidati dal generale, e 300 persone collegate con lui sono in attesa di giudizio, rinchiusi in celle di sicurezza del carcere di Insein.

La convenzione raccoglierà mille delegati nominati, e l'evento si terrà in un campo isolato preparato apposta, al di fuori di Yangon.

Il generale di brigata Kyaw Hsan, segretario generale della convenzione, ha spiegato al settimanale Myanmar Times le diverse provenienze dei rappresentanti. Vi saranno 633 delegati delle varie etnie e regioni, 105 delegati dei gruppi etnici armati che abbiano deposto le armi, 109 funzionari statali e 93 contadini. Vi saranno anche 43 sindacalisti, 56 docenti universitari, 29 membri di partiti politici e 13 persone che vinsero le elezioni nel 1990.

La giunta militare, che guida il Paese dal 1962, ha promesso di guidare il Myanmar e i suoi 52 milioni di abitanti verso la democrazia, ma la scorsa settimana la polizia ha arrestato diversi attivisti democratici.

"Stiamo trattando con un regime che non vuole muoversi al passo coi tempi" ha detto Asda Jayanama, ex ambasciatore presso le Nazioni Unite e consigliere del Forum Asia, un gruppo per i diritti civili. "Lasciamo che vada avanti questa convenzione - ha detto - perchè tutti si accorgano che questo processo è una farsa". Un diplomatico occidentale ha detto che il processo costituzionale dovrebbe iniziare a metà aprile, a ridosso del capodanno birmano, fermarsi per un mese e concludersi a metà anno.

Nonostante le critiche, i militari spingono i delelgati ad affrettarsi verso il centro preparato per la convenzione, che i media statali descrivono come "verde e piacevole", tutto circondato da basi militari. La giunta ha ordinato a tutti i delegati di arrivare con 2 giorni di anticipo al centro, che comprende anche un centro estetico, una palestra e strutture medico-sanitarie. Il luogo dell'incontro sorge in una zona isolata, scelta apposta per scoraggiare sguardi indiscreti dall'esterno.

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