08/02/2019, 11.50
MYANMAR
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Myitkyina, 10mila Kachin protestano contro la ‘mega diga’ cinese

La diga di Mytsone sarebbe la prima a sbarrare il fiume Irrawaddy, culla della civiltà del Myanmar. Pechino preme per la ripresa dei lavori, mentre il governo di Naypyidaw tentenna. Per il 90% l’impianto sarebbe sfruttato solo dalla Cina. Tra le voci contrarie più autorevoli vi è il card. Charles Maung Bo.

Yangon (AsiaNews) – Circa 10mila persone nello Stato di Kachin hanno preso parte ad una grande manifestazione contro la ripresa dei lavori per la diga di Myitsone, imponente progetto cinese alla confluenza dei fiumi Mali e N'Mai, che si uniscono per formare l'Irrawaddy. Attivisti, esponenti di partiti politici, leader religiosi, movimenti civili e cittadini comuni ieri mattina si sono radunati presso il Manaw park e hanno dato vita ad una marcia pacifica per le strade di Myitkyina, capitale dello Stato settentrionale.

Controllato dalla China Power Investment Corporation, l'impianto da 6.400 megawatt – e dal valore di 3,6 miliardi di dollari Usa – sarebbe la prima diga a sbarrare il fiume Irrawaddy, culla della civiltà del Myanmar. Nel 2011, con grande ira di Pechino, l'allora presidente birmano Thein Sein ha sospeso i lavori di costruzione. La decisione della giunta è arrivata dopo diverse proteste popolari, che denunciavano timori per l’impatto ambientale del progetto e disagi per la popolazione nei pressi della diga, che per il 90% sarebbe sfruttata solo dalla Cina. Ora però Pechino preme per la ripresa dei lavori e i tentennamenti del governo di Naypyidaw provocano la dura reazione della comunità Kachin.

“La mega diga non fa per noi. Perderemo le nostre vite e proprietà per causa sua. Quindi, ci stiamo riunendo per esprimere la nostra opposizione [al progetto] e chiediamo la sua risoluzione affinché l'Irrawaddy possa fluire liberamente”, dichiara Steven Naw Awng, uno dei leader della protesta. Gli fa eco Duwa Gumgrawng Awng Hkam, leader del Partito democratico Kachin: “Questa è una richiesta per uno stop definitivo al progetto. Consideriamo l’atteggiamento cinese bullismo, perché sembra che stiano cercando di ottenere ciò che vogliono. Quindi, vorrei esortare il governo ad affrontare la questione con decisione". Un comunicato rilasciato dagli organizzatori della protesta invita le società cinesi a coinvolte nel progetto a rispettare le volontà delle persone e contribuire ai buoni rapporti tra le due nazioni rinunciando ai loro piani.

Poiché il gruppo etnico Kachin è a larga maggioranza cristiano, alla manifestazione hanno preso parte numerosi rappresentanti della Chiesa cattolica e di quella battista. Tre giorni fa, essi si erano fatti portavoce delle proteste durante un incontro con il gen. Min Aung Hlaing, comandante in capo delle forze armate birmane. Egli ha rassicurato i leader religiosi che il Tatmadaw (l’esercito) saprà rispettare le opinioni della popolazione. Tra le voci più autorevoli che si sono levate contro la diga di Myitsone vi è quella del card. Charles Maung Bo, arcivescovo di Yangon e presidente della Federazione delle conferenze episcopali dell'Asia (Fabc). Lo scorso 28 gennaio, in una lettera pubblica il primo porporato birmano ha definito il progetto una “condanna a morte per il popolo del Myanmar”, in termini di danno ambientale e impatto sulle prospettive di Pace del paese dopo decenni di guerra civile.

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