15/09/2017, 09.01
IRAQ

Nassiriya, doppio attacco dell’Isis: almeno 74 vittime, anche pellegrini iraniani

I jihadisti hanno colpito un checkpoint delle forze di sicurezza e un ristorante alla periferia della città. Oltre 90 i feriti, sei i miliziani uccisi nello scontro a fuoco con gli agenti della sicurezza. L’area è una importante via di comunicazione usata dai pellegrini sciiti per raggiungere le città sante di Najaf e Kerbala. 

 

Baghdad (AsiaNews/Agenzie) - È di almeno 74 persone, fra cui diversi cittadini iraniani, il bilancio aggiornato delle vittime del doppio attentato, rivendicato dalle milizie dello Stato islamico (SI, ex Isis), avvenuto verso mezzogiorno di ieri nel sud dell’Iraq. Le milizie jihadiste hanno colpito nei pressi della città meridionale di Nassirya, provocando oltre 90 feriti alcuni dei quali in modo grave. Obiettivo dell’assalto un checkpoint dei reparti della sicurezza e un ristorante.

Gli agenti hanno sventato un altro attacco a un secondo ristorante, innescando un conflitto a fuoco con gli attentatori; sei miliziani estremisti sono stati uccisi. 

Abdel Hussein al-Jabri, vice-responsabile del Dipartimento della sanità della provincia di Dhiqar, a maggioranza sciita, parla di decine di vittime fra le quali vi sono anche sette cittadini iraniani. Si tratta del peggior attacco sul territorio irakeno perpetrato dagli uomini del “Califfato” dalla liberazione avvenuta nelle scorse settimane di Mosul, a lungo roccaforte dei jihadisti nel Paese. 

Fonti locali riferiscono che gli attentatori si sarebbero travestiti da membri delle forze di sicurezza di Hashed al-Shaabi, una alleanza paramilitare sciita che combatte - insieme all’esercito e la polizia - Daesh [acronimo arabo per lo SI] nel nord dell’Iraq. Nassiriya dista circa 345 km a sud della capitale Baghdad ed è abitata in larga maggioranza da musulmani sciiti. 

Abu Ali, una fra le decine di persone presenti al momento dell’attentato, riferisce che si stava dirigendo al ristorante Fadek al-Zahra insieme alla moglie quando, poco distante, ha visto un gruppo di persone in divisa paramilitare pronte a fare irruzione all’interno. “Abbiamo continuato a camminare in direzione del locale - prosegue l’uomo - pensando fossero truppe irakene. Qualche secondo più tardi abbiamo sentito colpi di arma da fuoco e persone urlare”. “Mia moglie - conclude - ha urlato ‘terroristi’ e siamo fuggiti”. Gli assalitori sono poi fuggiti, dopo aver ucciso la maggior parte dei clienti presenti al momento nel ristorante. 

Sulla scena del doppio attentato giacciono ancora le carcasse dei mezzi incendiati, fra cui decine di automobili, camion e mezzi del trasporto pubblico. L’area colpita è attraversata da una importante via di comunicazione utilizzata dai pellegrini sciiti e dai visitatori stranieri, soprattutto iraniani, per raggiungere le città sante di Najaf e Kerbala, più a nord. 

Lo Stato islamico ha rivendicato l’attacco con un comunicato diffuso sul sito di informazione Amaq, spesso utilizzato dai jihadisti per rilanciare i comunicati di propaganda e gli appelli alla guerra santa. Nel testo si esulta per la morte di “decine di sciiti”. 

Immediata la condanna dei membri del Parlamento irakeno, che parlano di gesto “codardo” che ha preso di mira “persone innocenti”. I deputati non hanno risparmiato critiche ai membri della sicurezza dentro e attorno alla città, per non aver saputo impedire la strage. 

Intanto prosegue l’offensiva dell’esercito irakeno sulle milizie jihadiste, che la scorsa settimana ha assunto il controllo della città di Tal Afar. Ora il prossimo obiettivo è il bastione jihadista di Al-Qaim, al confine con la Siria. Assieme alla città di Hawija, nella provincia di Kirkuk, 300 km a nord di Baghdad, rappresenta una delle ultime roccaforti dello SI in Iraq. (DS)

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