26/06/2018, 12.30
BANGLADESH
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Natore, decapitata una statua della Madonna

di Sumon Corraya

La scultura si trova nella chiesa del villaggio di Shibpur a maggioranza tribale. I cattolici sono circa 300 e la comunità è così esigua che non vi è un sacerdote residente. L’unico che amministra il culto è un catechista, arrestato dalla polizia: i fedeli ne chiedono la liberazione.

Dhaka (AsiaNews) – Pianto e amarezza. Sono i sentimenti che circolano tra i cattolici di Natore, dopo che la statua della Vergine Maria della chiesa di Shibpur è stata ritrovata senza testa. La dissacrazione è avvenuta nella notte di domenica [24 giugno], ad opera di sconosciuti criminali. La polizia però, invece di ricercare i colpevoli, ieri ha arrestato e sottoposto ad interrogatorio Sushil Mardy, il catechista che guida le preghiere domenicali nella chiesetta e consente ai cattolici locali di mantenere vivo il culto.

La piccola chiesa è situata nel villaggio di Shibpur a maggioranza tribale. Qui vivono circa 300 cattolici, di cui 47 famiglie del gruppo etnico Santal. Il luogo cristiano è un sotto-centro della parrocchia di Mohipara (che raduna circa 3mila fedeli) e rientra nella diocesi di Rajshahi.

La comunità cristiana locale è talmente esigua che non vi è alcun sacerdote residente. Il catechista Mardy è l’unico che si occupa del servizio religioso. P. Bernard B. Rozario, parroco di Mohipara, riferisce ad AsiaNews che “le persone erano già scioccate per la demolizione della statua. Ora lo sono ancora di più e soffrono a causa dell’arresto del catechista che guida il culto”.

Il sacerdote racconta che “domenica notte alcuni criminali hanno sfondato la porta della chiesa e demolito la scultura. Poi hanno strappato anche la Bibbia e alcuni testi liturgici e li hanno gettati nel vicino laghetto”. L’allarme è stato lanciato da Surmoni Mardi, una fedele locale che per prima si è accorta della devastazione mentre andava a raccogliere la legna. Con altre donne è scoppiata in un pianto a dirotto alla vista della statua decapitata. In seguito Azim Uddin, musulmano, ha rinvenuto i testi sacri sulle sponde del lago mentre era a pesca. I testimoni hanno poi avvertito le autorità ecclesiastiche locali.

P. Rozario riferisce: “Abbiamo presentato un general diary [denuncia con cui si registra un incidente entro 24 ore dal fatto, ndr] alla stazione di polizia. Gli agenti hanno ispezionato il luogo e trasportato la statua nella stazione, dove stanno facendo accertamenti”. Alcuni abitanti del villaggio si sono recati presso la stazione per chiedere il rilascio del catechista. “Anch’io mi sto impegnando per la sua liberazione – continua – perché egli non c’entra nulla con l’incidente”.

Al momento rimangono ignote le motivazioni del gesto. Finora la popolazione locale aveva sempre convissuto in armonia con indù e musulmani. Forse, ma non si ha la certezza, la demolizione potrebbe essere una vendetta per un’altra statua di una divinità indù demolita nel vicino villaggio di Mominpur. “Chiedo alle autorità – conclude il parroco – di indagare sull’incidente e fare giustizia. Vogliamo praticare la nostra religione in libertà”.

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