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    » 27/06/2005, 00.00

    INDONESIA

    Nei campi profughi delle Molucche genitori nascondono bimbi malnutriti



    Difficile il processo di ricostruzione e ricollocamento per i rifugiati del conflitto cristiano-musulmano: molti genitori privano i figli di assistenza medica, perché si vergognano del loro aspetto deperito; manca acqua pulita e scoppiano epidemie di malaria.

    Ambon (AsiaNews) – Peggiorano le condizioni di salute nei campi profughi di Ambon, nell'arcipelago indonesiano delle Molucche: aumentano casi di malnutrizione infantile e malaria; i genitori, per la vergogna nascondono i figli, privandoli dell'assistenza medica necessaria. A denunciarlo oltre i media locali anche il Centro di Crisi della diocesi di Amboina.

    Mentre continua la demolizione delle baraccopoli per far posto alle nuove case finanziate dal governo, nel campo di Waihaong, su 159 bambini, 25 sono malnutriti. Il numero potrebbe essere maggiore perché, come racconta Wendy Pattisahusiwa, capo del Centro medico della comunità di Waihaong, quando "i medici bussano alla porta molti genitori gliela chiudono in faccia". La donna è promotrice di un capillare monitoraggio porta a porta dela situazione sanitaria nei campi della zona. Per continuare, comunque, a dare assistenza ai bisognosi Pattisahusiwa ha organizzato anche una campagna di sensibilizzazione tra la gene sull'importanza di una giusta alimentazione per i bambini.

    La malnutrizione è anche un aggravante dell'epidemia di malaria scoppiata nel villaggio di Wawasa, isola di Gorong - Ceram est. Su 800 contagi si sono registrati 35 decessi. Da aggiungere al quadro, le pessime condizioni igieniche in cui vivono i rifugiati, i quali spesso non dispongono neppure di acqua pulita.

    Tra il 1999 e il 2001, un conflitto interreligioso tra cristiani e musulmani nelle Molucche, dove numerocamente le 2 comunityà di equivalgono, ha causato 5 mila morti e mezzo milione di profughi; questi dopo il trattato di pace di Manilo del 2002 stanno tornando nelle loro città d'origine. Parallelamente si procede con la demolizione delle baracche e capanne in cui molti hanno vissuto per più di 5 anni. Anche il Centro di crisi diocesano di Amboina ha già demolito diverse abitazioni precarie; la Fondazione Rinamakana e il Dipartimento sociale della diocesi, invece, sono impegnate nella zona di Ahuru, periferia di Ambon, nell'assistere i rifugiati che ricostruiscono le proprie case di legno.

    Per sapere come gestire in modo adeguato il ricollocamento dei profughi, il governo provinciale delle Molucche del nord ha proposto a 575 famiglie nel campo di Ternate la possibilità di scegliere tra il rimanere nei campi accoglienza o ritornare nelle loro città di origine.

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