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  • » 01/10/2015, 00.00

    VATICANO

    Nel mondo ci sono quasi 232 milioni di migranti e 45 milioni di rifugiati e sfollati interni



    C’è una migrazione sempre più giovane nel Sud del mondo. Più della metà dei rifugiati sono bambini. L’Europa ha ricevuto il numero più grande di migranti (1,1 milioni all’anno), seguita da Asia (1,0 milioni) e America del Nord (0,6 milioni). In Africa, si è registrato un incremento annuo di 0,5 milioni. Nel 2015 (fino al 25 settembre), nel mondo sono accertate le morti di 3.903 migranti

    Città del Vaticano (AsiaNews) – Nel 2013, al livello globale, vi erano circa 232 milioni di migranti internazionali e nel 2014 circa 46,3 milioni fra rifugiati e sfollati interni. In testa a quest’ultimo dato c’è la Siria (che ha 7,6 milioni di sfollati interni e 3.880.000 rifugiati), seguita  dall’Afghanistan (2.590.000). Sono alcuni dei dati forniti in Vaticano in occasione della presentazione, oggi, del messaggio del Papa per la prossima Giornata mondiale del migrante e del rifugiato.

    Secondo tali dati, provenienti dall’Onu e agenzie di settore, nel 2013, al livello globale, vi erano circa 232 milioni di migranti internazionali, un numero che è aumentato di oltre 77 milioni, pari al 50%, tra il 1990 e il 2013(1). Tra questi, circa il 59% (136 milioni) abita nelle regioni sviluppate del globo, mentre le regioni in via di sviluppo ospitano circa il restante 41% (96 milioni di migranti) (2).

    Dei circa 136 milioni di migranti internazionali che abitano nel Nord del mondo, circa 82 milioni (pari al 60%) sono nati in un Paese in via di sviluppo, mentre i restanti 54 milioni (ossia il 40%) sono nati in un altro Paese del Nord (3).

    Dei circa 96 milioni di migranti internazionali che abitano nel Sud del mondo, circa 82 milioni (86%) sono nati nel Sud del mondo, mentre i restanti 14 milioni (14%) provengono dal Nord del mondo (4).

    Dal 2010 al 2013, l’aumento del numero di migranti internazionali è sceso a circa 3,6 milioni all’anno. Durante questo periodo, l’Europa ha ricevuto il numero più grande (1,1 milioni all’anno), seguita da Asia (1,0 milioni) e America del Nord (0,6 milioni). In Africa, si è registrato un incremento annuo di 0,5 milioni, nonostante un forte calo del numero di rifugiati (5).

    A livello globale, la percentuale di donne migranti è rimasta relativamente stabile, passando dal 49,1% del 2000 al 48,0% del 2013. Dal 2000 al 2013 in Australia e Nuova Zelanda, America del Nord, America del Sud ed Europa occidentale, la percentuale è aumentata in parte a causa della maggiore aspettativa di vita delle donne. Al contrario, la quota di donne migranti in Africa è scesa dal 47,2 al 45,9%, mentre in Asia è passata dal 45,4 al 41,6% nello stesso periodo, a causa della crescente domanda di lavoro manuale (6).

    Il numero di migranti internazionali sotto i 20 anni è aumentato da 30,9 milioni nel 2000 a 34.900.000 nel 2013 ed ha avuto luogo nel paesi in via di sviluppo. Di conseguenza, la quota globale di giovani migranti ospitati nel mondo in via di sviluppo è salita dal 56% nel 2000 al 62% nel 2013. Dal 2000 al 2013 l’Asia ha il maggior numero di giovani migranti - quasi 3,1 milioni. Al contrario, nello stesso periodo l’America settentrionale ha visto il numero dei migranti internazionali minorenni diminuire di 0,6 milioni. Nel 2013, la percentuale di migranti che hanno meno di 20 anni era più alta in Africa (30%), seguita da America Latina e Caraibi (24%) (7).

    In generale, si notano quattro assi di migrazione: Nord-Nord, Sud-Sud, Nord-Sud e Sud-Nord e secondo il World Migration Report 2013 dell’Organizzazione Mondiale per la Migrazione (OIM), i più comuni corridoi per ciascuna delle assi di migrazione sono (8):

    1. Nord-Nord: la migrazione dalla Germania verso gli Stati Uniti d’America, seguita da quella dal Regno Unito verso l’Australia; infine il movimento migratorio dal Canada, dalla Repubblica di Corea e dal Regno Unito verso gli Stati Uniti d’America.
    2. Sud-Sud: la migrazione dall’Ucraina verso la Federazione Russa, seguita da quella in direzione inversa dalla Federazione Russa verso l’Ucraina; quindi la migrazione dal Bangladesh verso il Bhutan, e quella dal Kazakhstan verso la Federazione Russa e l’Afghanistan.
    3. Sud-Nord: al primo posto, la migrazione dal Messico verso gli Stati Uniti d’America, seguita da quella dalla Turchia verso la Germania; infine la migrazione dalle Filippine, dalla Cina e dall’India verso gli Stati Uniti d’America.
    4. Nord-Sud: dagli Stati Uniti d’America verso il Messico e il Sudafrica, seguita dalla migrazione dalla Germania verso la Turchia, quella dal Portogallo verso il Brasile e, infine, quella dall’Italia verso l’Argentina.

    Vi sono anche due altre caratteristiche delle migrazioni moderne che, dal punto di vista della pastorale della Chiesa, hanno un significato rilevante. La prima, notata dallo stesso rapporto dell’OIM del 2013, è che la maggioranza dei migranti nel mondo sono uomini, tranne il caso lungo l’asse Nord-Nord, dove la migrazione è a maggioranza femminile (9).

    La seconda, anch’essa evidenziata dallo stesso rapporto, è che vi è una migrazione sempre più giovane nel Sud del mondo. In particolare, si rilevano tre trend distinti per quanto riguarda l’età dei migranti (10). Al primo posto, la percentuale dei migranti fino a 24 anni di età è molto più elevata al Sud rispetto a quella del Nord, specialmente nella fascia d’età tra 0 e 14 anni. In secondo luogo, al contrario, nella fascia di età lavorativa (tra 19 e 65 anni di vita) vi è una presenza più forte nei Paesi del Nord del mondo. Infine, le statistiche mostrano una maggior presenza di migranti internazionali al Sud del mondo nelle fasce di età più avanzate, ed è una presenza soprattutto femminile. Questo, secondo il rapporto, si spiega grazie a migliori condizioni di vita o alle difficoltà a ritornare al Paese d’origine.

    * * *

    NOTA - RIFUGIATI

    (secondo l’Organizzazione Mondiale per le Migrazioni (OIM) - ultimo aggiornamento: 29 settembre 2015)

    * arrivi in Europa via mare nel 2015:

    522.134

    * morti/scomparsi nel 2015:

    2.892 (nel 2014 erano già 3.036)

     

    Arrivi in Europa via mare:

     

    522.134 totale

    dei quali:

    130.891 in ITALIA

     

    388.324 in GRECIA

     

    2.819 in SPAGNA

     

    100 in MALTA

    5 principali Paesi di origine (nel 2015)

    VERSO L’ITALIA:

    - Eritrea

    30.708

    - Nigeria

    15.113

    - Somalia

    8.790

    - Sudan

    7.126

    - Siria

    6.710

    VERSO LA GRECIA:

    - Siria

    175.375

    - Afghanistan

    50.177

    - Pakistan

    11.289

    - Albania

    10.985

    - Iraq

    9.059

    Nel 2015, i migranti non sono morti soltanto nel Mar Mediterraneo. Secondo le statistiche, nel 2015 (fino al 25 settembre), nel mondo sono morti 3.903 migranti (solo le morti documentate) nelle seguenti zone:

    Mediterraneo

    2.892

    Golfo del Bengala

    460

    confine USA/Messico

    133

    Europa

    114

    Sudest asiatico

    99

    Corno d’Africa

    86

    Sahara

    48

    Caraibi

    46

    Sudest Africano

    30

    America Centrale

    19

    Est asiatico

    15

    Africa meridionale

    2

    ------

    (statistiche dell’ACNUR (Global Trends 2014 – pubblicato il 7 gennaio 2015))

    Nel mondo ci sono circa 46,3 milioni fra rifugiati e sfollati interni.

    Dopo la Siria (che ha 7,6 milioni di sfollati interni e 3.880.000 rifugiati) e l’Afghanistan (2.590.000), i principali Paesi d’origine dei rifugiati sono:

    la Somalia - oltre 1,1 milioni di persone sparse principalmente fra Kenya, Etiopia e Yemen;

    il Sudan

    670.000

     

    il Sud Sudan

    509.000

     

    la Rep. Dem. del Congo

    493.000

     

    il Myanmar

    480.000

     

    l’Iraq

    426.000

     

    la Colombia

    397.000

     

    Quanto alle nazioni ospitanti, invece, oltre 1,6 milioni di cittadini afgani hanno trovato rifugio in Pakistan.

    Libano

    1.100.000 Persone nei campi profughi

    Iran

    982.000

     

    Turchia

    824.000

     

    Giordania

    737.000

     

    Etiopia

    588.000

     

    Kenya

    537.000

     

    Ciad

    455.000

     

     

           

    Altre informazioni pertinenti a livello mondiale:

    - nel solo 2014, ci sono stati 13.900.000 nuovi migranti forzati – 4 volte il numero del 2010.

    - 19,5 milioni di rifugiati nel 2014, rispetto ai 16,7 milioni del 2013;

    - 38,2 milioni di sfollati all’interno del proprio Paese nel 2014, rispetto ai 33,3 milioni del 2013;

    - 1,8 milioni in attesa dell’esito delle domande d’asilo nel 2014, rispetto agli 1,2 milioni del 2013;

    - più della metà dei rifugiati a livello mondiale sono bambini.

    - Quasi 9 rifugiati su 10 (circa l’86%) si trovavano in regioni e paesi considerati economicamente meno sviluppati.

    - Più di un quarto di tutti i rifugiati erano collocati in Paesi classificati nella lista delle Nazioni meno sviluppate, compilata dalle Nazioni Unite.

    __________________

    1 United Nations Department of Economic and Social Affairs, Population Division (2013), Trends in International Migrant Stock: The 2013 Revision - Migrants by Age and Sex.

    2 United Nations Department of Economic and Social Affairs, International Migration Report 2013, 1.

    3 United Nations Department of Economic and Social Affairs, International Migration Report 2013, 1.

    4 United Nations Department of Economic and Social Affairs, International Migration Report 2013, 1.

    5 United Nations General Assembly, International Migration and Development. Report of the Secretary-General (A/68/190 del 25 luglio 2015), p.6.

    6 United Nations General Assembly, International Migration and Development. Report of the Secretary-General (A/68/190 del 25 luglio 2015), p.6.

    7 United Nations General Assembly, International Migration and Development. Report of the Secretary-General (A/68/190 del 25 luglio 2015), p.6.

    8 Cfr. International Organization for Migration, World Migration Report 2013, p. 62.

    9 Cfr. International Organization for Migration, World Migration Report 2013, p. 65.

    10 Cfr. International Organization for Migration, World Migration Report 2013, p. 66.

     

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