01/06/2010, 00.00
VIETNAM
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Nel segno della continuità l’ingresso del nuovo vescovo di Vinh

Mons. Paul Nguyên Thai Hop è stato accolto con grande calore da sacerdoti e fedeli e dall’anziano e amato mons. Paul Marie Cao Dinh Thuyên, al quale il nuovo pastore ha chiesto di proseguire nell’opera svolta per tanti anni.
Hanoi (AsiaNews/EdA) – Appare essere nel segno della continuità la successione nella diocesi di Vinh tra l’anziano mons. Paul Marie Cao Dinh Thuyên e mons. Paul Nguyên Thai Hop, chiamato dal Papa al nuovo incarico nello stesso 13 maggio segnato dall’accoglimento delle dimissioni dell’arcivescovo di Hanoi.
 
La diocesi di Vinh, con quasi mezzo milione di cattolici, ha notevole importanza nel panorama vietnamita ed è stata retta da un vescovo amato e rispettato, che ha lasciato poco dopo aver festeggiato i 50 anni di sacerdozio insieme con gli altri vescovi del Nord.
 
 E’ stato lo stesso vescovo dimissionario ad accogliere con inconsueto calore il suo successore. Come riferisce Eglises d’Asie, il 27 maggio mons. Paul Marie Cao Dinh Thuyên ha infatti accolto il suo successore nella cattedrale di Xa Doai, insieme ai sacerdoti e a un gran numero di fedeli.  
 
Mons. Paul Nguyên Thai Hop, al suo arrivo è stato così salutato da tamburi, trombe e applausi dei rappresentanti delle 172 parrocchie della diocesi e, gesto inconsueto in Vietnam, dall’abbraccio del suo predecessore. Mons. Thai Hop ha risposto a tanto calore affermando la sua volontà di seguire la tradizione della diocesi, sulla traccia del suo predecessore, a proposito del quale ha ripetuto quanto è stato detto in occasione del giubileo sacerdotale: un pastore instancabile che conosce “ogni chilometro della sua diocesi”, vissuto più in auto che nell’arcivescovado. A mons. Paul Marie Cao Dinh Thuyên il nuovo vescovo ha pubblicamente chiesto di continuare nel suo lavoro, i suoi giri pastorali e anche l’amministrazione della diocesi. Così, ha sottolineato, “potrò imparare il mio nuovo mestiere”.
 
“Non è – ha aggiunto - a un nuovo vescovo che aprite le braccia, ma a un figlio di questo Paese, che vi torna dopo 56 anni, per viverci e morire con i suoi compatrioti”.
 
Il nuovo vescovo di Vinh si è riferito al fatto di essere nato nella parrocchia di Lang Anh, nel 1945 e di aver lasciato la zona nel 1954, all’epoca dell’esodo dei cattolici dell’allora Vietnam del nord verso sud.
 
A 19 anni è entrato tra i domenicani del convento di Vung Tau, dove ha compiuto i suoi studi di filosofia e teologia, completati da un triennio di filosofia orientale alla facoltà di lettere di Saigon. Ordinato sacerdote nel 1972 ha trascorso un lungo periodo all’estero, dedicato a studi e insegnamento ed è rientrato definitivamente in patria nel 2004.
 
Negli anni trascorsi all’estero, ha ottenuto nel 1978 un dottorato in filosofia occidentale a Friburgo. Trasferitosi in America latina, è stato professore di teologia a Lima, in Perù e successivamente insegnante e direttore degli studi all’Istituto di teologia Giovanni XXIII della stessa città. Dal 1989 al 1994 è al centro di studi Bartolomeo de Las Casas, ancora a Lima. Nel 1994 ottiene un nuovo dottorato in teologia morale alla facoltà di teologia di Nostra Signora dell’Assunzione, a San Paolo, in Brasile.
 
Nel 1996 torna in Europa per insegnare alla facoltà di sociolgia della Pontificia università San Tommaso, a Roma. Rientrato nel 2004 in Vietnam, ha collaborato con la Commissione episcopale per la dottrina della fede ed è stato il direttore del Club Paul Nguyên Van Binh, un’associazione di recente fondazione che si occupa di problemi sociali.
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