30/07/2007, 00.00
ITALIA – FILIPPINE
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Nell’anniversario del PIME il "grazie" per la liberazione di p. Bossi

Il Pontificio Istituto Missioni Estere celebra i 157 anni dalla nascita e festeggia la liberazione di p. Bossi. Nelle Filippine cristiani e musulmani chiedono che il suo sequestro possa trasformasi in una “opportunità per un nuovo cammino verso la pace”. Alle 20.30 la messa nella casa generalizia a Roma.

Roma (AsiaNews) – Oggi il PIME (Pontificio Istituto Missione Estere) festeggia i 157 anni dalla sua fondazione e alle celebrazioni per la storia centenaria dell’istituto si uniscono i ringraziamenti per la liberazione di p. Giancarlo Bossi, il missionario rapito lo scorso 10 giugno nella sua parrocchia a Payao (nelle Filippine) e rilasciato il 19 luglio dopo aver trascorso 39 giorni nelle mani dei sequestratori. All’indomani della liberazione di p. Bossi, il Superiore generale del PIME p. Gian Battista Zanchi aveva scritto una lettera a tutti i missionari dell’Istituto ricordando che “in occasione dell’anniversario di fondazione, la celebrazione eucaristica sia offerta come grazie al Signore per il ritorno di p. Giancarlo e come supplica di continua protezione per tutti i missionari”. Questa sera alle ore 20.30,  nella casa generalizia a Roma si terrà la celebrazione eucaristica presieduta da p. Zanchi e concelebrata da tutti i missionari dell’Istituto presenti in città.

Il PIME nasce nel lontano 30 luglio del 1850, quando mons. Angelo Ramazzotti (prima vescovo di Pavia, poi patriarca di Venezia) accompagnava un primo gruppo di alunni dell’allora “Seminario Lombardo per le Missioni Estere” – don Giovanni Mazzucconi e don Carlo Salerio – dalla sede degli Oblati di Rho alla sua casa a Saronno: arrivati a destinazione, si incontrarono con un altro sparuto gruppo di sacerdoti e aspiranti missionari dando vita al “Seminario delle Missioni Estere”. Secondo la parabola evangelica del granello di senape che è destinato a crescere, da questa prima comunità è nato poi il PIME, che in 157 anni di vita ha inviato centinaia di missionari in tutto il mondo. A oggi il PIME è presente nelle Filippine, Giappone, Hong Kong – Cina e Taiwan, India, Bangladesh, Cambogia, Myanmar, Thailandia, Papua Nuova Guinea, Camerun, Costa d’Avorio, Guinea Bissau, Algeria, Brasile del sud e Amazzonia, Messico e Stati Uniti. Una storia di missione che è simbolo di evangelizzazione accompagnata dalle opere, nate come risposta concreta ai fabbisogni della popolazione locale. Una testimonianza che “è sempre stata segnata dalla Grazia di Dio che sostiene tutti i passi di chi annuncia il Vangelo”, ma anche dal martirio: sono 18 i missionari del PIME che hanno perso la vita per l’annuncio della parola di Cristo, gli ultimi due dei quali proprio a Mindanao, la terra di missione di p. Giancarlo Bossi. Per questo la celebrazione eucaristica di questa sera “ha una speciale intenzione di ringraziamento al Signore per il rilascio di questo nostro confratello”, scrive il Superiore Generale nella sua introduzione all’Eucaristia.

Nelle Filippine intanto continuano gli sforzi per la pace e l’unità di cristiani e musulmani, decisi a “combattere quanti vogliono creare tensione e divisioni nel Paese”. Il 26 luglio scorso, all’indomani della partenza da Payao di p. Bossi, si è tenuta una manifestazione congiunta per le vie della città per ribadire il desiderio di “lavorare insieme per la pace”. Joerper Mendoza, sindaco di Payao, ha invitato i partecipanti alla “marcia della pace” – erano centinaia fra uomini, donne e bambini sia cristiani che musulmani – a lavorare insieme per “la conciliazione e lo sviluppo comune”, mentre Jesus Durezza, inviato del presidente per il processo di pace nella regione, ha invitato i presenti a “trasformare il rapimento di p. Bossi in una opportunità per Payao di camminare verso la pace e il progresso”.

La carovana di pace è una delle tante iniziative messe in campo dal governo locale e dalla Chiesa, in collaborazione con gruppi che si battono per i diritti civili e la sicurezza nel Mindanao, al fine di rafforzare le relazioni fra le diverse comunità religiose del territorio. Ieri si è tenuto un dialogo interreligioso nel quale si è parlato dei principi e degli insegnamenti delle varie religioni in una prospettiva di rispetto, di amore, di pace e di sviluppo comune.

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