26/08/2016, 08.57
NEPAL
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Nepal, dopo 16 mesi circa 1.400 terremotati ricevono la prima rata di aiuti

I sopravvissuti risiedono nel distretto di Makawanpur, dove vivono in tutto 30.322 abitanti. I fondi distribuiti sono pari a circa 575mila euro, molto meno rispetto ai quattro miliardi di dollari raccolti dalla comunità internazionale. Istituiti nuovi 21 centri direzionali che potrebbero rallentare ancora di più la ricostruzione.

Kathmandu (AsiaNews/Agenzie) – A quasi un anno e mezzo dal violento sisma che ha colpito il Nepal, ieri 1.392 sopravvissuti hanno ricevuto la prima somma di denaro per ricostruire case e proprietà. I beneficiari sono solo una piccola parte dei residenti del distretto di Makawanpur, che in tutto conta una popolazione di 30.322 abitanti. A più riprese di recente le autorità di Kathmandu sono state criticate per la lentezza delle operazioni di soccorso e della distribuzione degli aiuti arrivati da ogni parte del mondo.

L’ammontare limitato di questa prima rata, 69,6 milioni di rupie (575mila euro), conferma la difficoltà del governo nepalese nell’affrontare l’emergenza. Dopo il terremoto del 25 aprile 2015, che ha distrutto case, scuoletempli indùcarceri, e ha provocato la morte di oltre 9mila persone e il ferimento di altre 22.300, da subito è emersa una profonda inadeguatezza delle istituzioni.

Il via libera ai lavori è avvenuto nel dicembre 2015, dopo otto mesi, quando il Parlamento ha approvato il Reconstruction Authority Bill che ha istituito l’Autorità nazionale per la ricostruzione, incaricata di stabilire i danni e indirizzare i fondi arrivati dalla comunità internazionale. L’Autorità ha dichiarato che serviranno in totale circa 8 miliardi di dollari per ricominciare, di cui quattro già forniti durante una grande Conferenza dei Paesi donatori.

Mentre il governo è impegnato nella firma dei contratti per distribuire il denaro ai terremotati, nel Paese si discute di un’ulteriore iniziativa che potrebbe rallentare ancora la ripresa. I vertici dell’Autorità hanno infatti deciso di frammentare il potere gestionale in 21 centri direzionali dislocati nelle cinque municipalità, da cui partiranno le direttive per la ricostruzione.

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