25/09/2012, 00.00
NEPAL
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Nepal, musulmani condannano il film anti-islamico, ma invitano al dialogo

di Kalpit Parajuli
La protesta pacifica si è tenuta lo scorso 23 settembre davanti all'ambasciata Usa di Kathmandu. Alla manifestazione hanno partecipato 16 fra associazioni e gruppi islamici. I musulmani chiedono alle autorità Usa di indagare e punire gli autori del film. Solidarietà e dialogo con i cristiani e i seguaci di altre fedi.

Kathmandu (AsiaNews) - La comunità islamica nepalese protesta contro il film anti-islamico prodotto negli Usa, ma invita tutti i musulmani al dialogo con i cristiani e le altre fedi.  Organizzata lo scorso 23 settembre a Kathmandu, alla manifestazione hanno partecipato 16 fra associazioni e gruppi islamici. Fonti locali sottolineano che il corteo è avvenuto in modo pacifico. La folla ha gridato solo slogan contro il film, chiedendo alle autorità Usa di indagare sugli autori. A differenza di altri Paesi, nessuno ha lanciato accuse ai cristiani, spesso identificati con la cultura occidentale.

In una lettera inviata all'ambasciata Usa in Nepal, Gulam Rasul Mya, leader dell'Islamic Association Nepal, sottolinea che "i musulmani non hanno mai accusato i cristiani per questo film. Fra la due religioni vi è un profondo rispetto reciproco. Entrambe le fedi sono vittime di coloro che con i loro atti tentano di far esplodere un conflitto interreligioso". Il leader islamico lancia un appello affinché si isolino questi elementi. "Noi - aggiunge - crediamo che il film l'Innocenza dei musulmani sia una prodotto di queste infiltrazioni. Desideriamo vivere in armonia con tutte le fedi, ma occorre condannare chi offende in modo gratuito la religione altrui".

Cristiani e musulmani nepalesi vivono da sempre in un clima di armonia e rispetto reciproco. A tutt'oggi non vi sono casi di violenza o scontri fra le due comunità. Da diversi anni i leader delle due religioni collaborano uniti per tutelare i diritti delle minoranze, spesso violati nel Paese a maggioranza indù.

Nel settembre 2011, un commando armato, forse di estremisti indù, ha ucciso Faizan  Ahamed, segretario della federazione islamica nepalese. Insieme a leader di altre fedi, l'uomo si batteva per il riconoscimento dei diritti delle minoranze all'interno della futura  costituzione laica nepalese. La sua morte ha suscitato preoccupazione e dolore fra i musulmani, ma anche fra cattolici, protestanti, indù, buddisti e bahai, che hanno espresso la loro solidarietà e condannato il gesto.

I musulmani rappresentano circa il 4% della popolazione nepalese. Le comunità più importanti si trovano nella regione del Terai, (Nepal meridionale).    

 

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