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» 30/01/2012 15:57
NEPAL
Nepal, stretta del governo maoista sul diritto all’informazione
di Kalpit Parajuli
Le nuove politiche varate nei giorni scorsi impongono la segretezza sulle attività dell’esecutivo e puniscono la diffusione dell’informazioni. Aumentati da 5 a 140 i settori per cui previsto un alto grado di riservatezza. Fra esse anche alcune sedute del parlamento. Proteste dell’opposizione e dei giornalisti che temono una svolta autoritaria del Paese.

Kathmandu (AsiaNews) – Il governo maoista del Nepal ha aumentato gli standard di segretezza sulle attività del Primo ministro, i ministeri degli Interni, della Giustizia e dell’informazione. Essi limitano il diritto accesso all’informazione e puniscono la diffusione di notizie da parte di media e privati cittadini sulle attività considerate riservate. Presentato lo scorso 27 gennaio, il provvedimento aumenta da 5 a 140 i settori per cui è previsto il segreto di Stato o la riservatezza. Ciò stravolge la Legge sui Diritti dell’Informazione varata nel 2007.

In questi giorni giornalisti e attivisti per i diritti umani hanno manifestato in varie parti del Paese, chiedendo di rivedere le restrizioni. Nell’est del Nepal, le proteste sono sfociate in scontri con la polizia che ha arrestato 36 persone. Secondo gli esperti, i leader maoisti vogliono evitare fughe di notizie sulla politica estera, in particolare i legami con la Cina, e sullo stato dei lavori per la consegna della nuova costituzione.

Dal 1° febbraio i giornalisti non avranno accesso ad alcune sedute del parlamento, incontri e accordi con capi di Stato e delegazioni estere. Tutte le informazioni su attività di membri del governo saranno poste sotto alto grado di riservatezza. Diversi politici hanno criticato la decisione e accusano Barbhuran Bhattarai, Primo ministro, di voler introdurre nel Paese metodi da Stato totalitario su modello della vicina Cina.

Sherbahadur Deuba, ex Primo ministro e membro del Nepali Congress, afferma che le nuove politiche sono inaccettabili. “Limitando l’accesso alle informazioni sull’operato dell’esecutivo – spiega – si rischia una deriva da Stato totalitario”. Dello stesso parere è Jhalanath Khanal, predecessore dell’attuale Premier, che considera le modifiche legislative varate dal governo un “insulto” alla democrazia, utili per coprire eventuali manovre impopolari e i casi di corruzione.

Per i prossimi giorni, la Federazione dei giornalisti nepalesi e le associazioni per il diritto all’informazioni hanno promesso nuove manifestazioni. Intanto, alcuni leader politici hanno presentato una denuncia all’Corte suprema di Kathmandu, per fare pressioni sul governo e costringerlo a cancellare le nuove direttive.

Dopo secoli di monarchia assoluta indù e circa 10 anni di guerra civile maoista, dal 2006 il Nepal è una repubblica federale. A tutt’oggi il Paese è guidato dal partito maoista, formazione politica degli ex guerriglieri, vincitore delle elezioni per l’assemblea costituente del 2008. In questi anni il Paese ha rischiato più volte di piombare in una guerra civile a causa della crisi economica e delle lotte fra i partiti legati al vecchio regime, comunisti e maoisti.

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