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  • » 13/01/2010, 00.00

    SRI LANKA

    Nessuna giustizia, a un anno dall’assassinio del giornalista Lasantha

    Melani Manel Perera

    L’8 gennaio 2009 il reporter Lasantha è stato ucciso nella sua auto in pieno giorno. Dopo un anno, centinaia di giornalisti si riuniscono per ricordarlo e per contestare l’inerzia del governo per trovare i colpevoli. Nel Paese decine di giornalisti sono costretti a fuggire all’estero o subiscono aggressioni.

    Colombo (AsiaNews) – “Giustizia” per Lasantha Wickrematunge, il giornalista investigativo senza paura assassinato in pieno giorno l’8 gennaio 2009. Oltre 200 giornalisti e attivisti per i diritti umani si sono riuniti ieri al Lipton Circle a Colombo, per aderire alla protesta organizzata da 5 grandi gruppi dei media contro l’inadeguatezza delle indagini finora svolte.

    I dimostranti hanno occupato la piazza per circa un’ora, gridando slogan e mostrando cartelli scritti in inglese, tamil e sinhala, con frasi come: “Un anno è passato dall’omicidio di Lasantha: dove sono gli assassini?”, “Basta con la soppressione dei media”, “Vergogna per le inadeguate indagini per l’assassinio”, “Libertà per i media che svelano la verità ai cittadini”.

    Sul banco di accusa è il governo e qualcuno ha voluto chiedere se esso "è coinvolto in via diretta nell’omicidio e per questo non agisce contro i colpevoli”.

    I dimostranti vogliono continuare simili proteste finché nel Paese non ci sarà “libertà per i media”.

    Lasantha, caporedattore del giornale The Sunday Leader, fu ucciso nella sua auto. Sul giornale aveva criticato il governo, tra l’altro, per la diffusa corruzione, la guerra contro le Tigri Tamil e le violazioni dei diritti umani.

    Il frate francescano Lional, della diocesi di Kurunegala, ha spiegato ad AsiaNews che c’è “una totale condanna del brutale omicidio del giornalista Lasantha e anche del mortale silenzio delle autorità. Possiamo solo prendere atto che nel Paese non c’è legge”.

    L’avvocato S.G. Punchihewa, noto attivista per i diritti dei media, spiega che “protestiamo perché nel Paese sono state del tutto soppresse la democrazia e la libertà. Anche la legge non funziona”.

    L’attivista Sudharshana Gunawardana dice che “dopo un anno dall’omicidio il governo sembra dormire, come se non ci fosse effettiva volontà” di trovare i colpevoli. “Abbiamo perso un giornalista senza paura….. pochi sono come lui”. Egli ha anche organizzato un’altra manifestazione di protesta dei giornalisti, per l’anniversario dell’8 gennaio, allo Jayawardana Centre a Colombo.

    La vicenda di Lasantha è stata anche ripresa da leader dell’opposizione e da candidati alla presidenza dello Stato come Sirithunga Jayasooriyua e Pakyasothi Sarawanamuththu.

    Anche il gruppo Reporter Senza Frontiere la settimana scorsa ha ricordato Lasantha  ed espresso “ira per gli evidenti intralci posti dal governo nella indagini”.

    Secondo dati semiufficiali, dal 2006 nel Paese sono stati assassinati almeno 14 giornalisti e operatori dei media, ma non sono mai stati trovati i colpevoli. In compenso molti giornalisti hanno lasciato il Paese per minacce di morte (almeno 11 nel 2009, secondo il Comitato per la protezione dei giornalisti, con sede a New York), altri sono stati aggrediti e alcuni arrestati.

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