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  • » 12/09/2017, 12.58

    INDIA

    New Delhi: centinaia di attivisti e agricoltori poveri per il sostegno all’impiego

    Nirmala Carvalho

    La manifestazione è in corso presso il monumento Jantar Mantar. I partecipanti sono guidati da Udayani, il forum sociale dei gesuiti di Calcutta. Al centro della disputa, l’applicazione della legge che tutela i lavoratori delle aree rurali. Tra le richieste, l’aumento dei giorni di lavoro garantiti da 100 a 240.

    Mumbai (AsiaNews) – Centinaia di attivisti e lavoratori poveri provenienti da West Bengal e altri 15 Stati indiani stanno accorrendo nella capitale indiana per il diritto al lavoro. La manifestazione è guidata da Udayani, la formazione sociale dei gesuiti di Calcutta. P. Jothi sj, il direttore, spiega ad AsiaNews che i partecipanti sono contadini poveri e lavoratori non specializzati delle aree rurali, cui in teoria il governo riserva un’apposita assistenza all’impiego. Ma in realtà la legge che li dovrebbe tutelare non viene applicata.

    Il raduno è in corso in questi giorni, dall’11 al 15 settembre, presso il monumento Jantar Mantar a New Delhi. Vi partecipano 155 attivisti dell’organizzazione cattolica. Il nocciolo della questione è la reale attuazione del Mahatma Gandhi National Rural Employment Guarantee Act [Nrega, legge sul lavoro approvata nel 2005, conosciuta al grande pubblico come lo “schema di lavoro dei 100 giorni” per via dei 100 giorni di impiego minimo garantito a tutte le famiglie residenti nelle zone rurali, i cui componenti si offrono come volontari per lavori non specializzati – ndr].

    Il gesuita sottolinea che esistono “varie scappatoie che consentono di sfuggire alla giusta applicazione del programma. Allo stesso tempo è lo stesso governo centrale che non approva finanziamenti per l’impiego adeguati per i singoli Stati. Il risultato è che in West Bengal c’è carenza sia di soldi che di lavoro”.

    Egli spera che la protesta abbia successo quanto quella precedente dello scorso febbraio, denominata del “Thala Bajao Andolan”, cioè “percuotere i piatti vuoti” come simbolo della condizione di fame delle aree rurali. Infine ricorda i punti chiave della manifestazione: adeguati finanziamenti; attuazione del programma; immediata registrazione delle domande dei lavoratori nel momento stesso in cui vengono presentate; riduzione del ritardo nei pagamenti; estensione del numero degli aventi diritto; aumento da 100 a 240 giorni di lavoro garantito all’anno.

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